Sono 160 mila gli italiani che vivono in Venezuela, dove un terremoto di magnitudo 7.5 ha causato crolli di edifici in tutto il paese. Il ministero degli Esteri italiano fa sapere su X che il vicepremier Antonio Tajani è informato e segue l’evoluzione dell’emergenza. La presidente ad interim Delcy Rodrigues dice: «Il primo messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro. Non ci sarà scuola nei prossimi giorni: abbiamo attivato le operazioni di salute pubblica. Siamo vicini a chi ha perso propri cari. Chiediamo calma e unità alla popolazione. Dichiaro lo stato di emergenza: ringrazio i governi che si sono offerti per dare aiuto, Usa, Cuba, Gb, Brasile Messico, Onu».Terremoto e vittime italiane«Al momento non risultano vittime italiane in Venezuela», ha detto l’ambasciatore italiano Giovanni Umberto De Vito, in collegamento telefonico con RaiNews24, assicurando che l’unità di crisi è al lavoro. Le autorità di Caracas hanno appena confermato quattro morti a causa del crollo di edifici. È il primo dato di un bilancio che inevitabilmente è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Darwin González , sindaco di Baruta, un comune a 20 chilometri da Caracas, ha confermato tre morti a causa del crollo di due strutture a Las Minas. Allo stesso modo, il sindaco di Los Salias, poco lontano, Edgar Laya, ha segnalato un decesso nel suo comune.L'articolo Terremoto in Venezuela, 160 mila italiani nel paese. Tajani: «La Farnesina pronta ad aiutare» proviene da Open.