Luigi Cavallari, marito della ministra Eugenia Roccella, è scomparso ieri pomeriggio nelle acque del lago di Vico, dopo un tuffo dalla barca. Una giornata tranquilla con la moglie diventata una tragedia. Le ricerche sono partite immediatamente ma fino ad ora sono senza esito. Un dramma umano a tutti gli effetti che dovrebbe unire in silenzio rispettoso e che invece è diventato l’ennesimo spettacolo di odio gratuito.Nei commenti sui social in merito alla vicenda emerge un fiume di cattiveria che toglie il fiato. A causa dell’appartenenza politica della ministra, il web pullula di insulti macabri, risate e compiacimento per la tragedia personale di una donna che, prima di essere attiva politicamente, è una moglie. C’è chi festeggia, chi vede nella scomparsa una sorta di “karma” per le sue posizioni sulla famiglia, sui queer e sulla natalità, chi trasforma il dolore in un frutto di cui godere. Frasi agghiaccianti che riducono un anziano professore a semplice mezzo di vendetta politica cancellando la sua umanità, una vita condivisa cinquant’anni, la sofferenza atroce dei familiari.Questi commenti arrivano tutti dalla stessa area politica: da chi si dice guardiano e custode della democrazia, del pluralismo, della libertà. E così questa gente si sente legittimata a riversare fango, a sdoganare un odio che diventa normale, quasi un dovere di militanza. Così questa gente non conosce compassione, dimostra di non avere più un briciolo di umanità.Così dimostra di pensare che un avversario politico non è un individuo che esprime un contraddittorio ma un acerrimo nemico da abbattere ad ogni costo, anche a livello umano. E diventa nemico non solo lui, ma anche il suo parente. Persino se è un marito di 84 anni. C’è poi chi scrive: “Non condivido politicamente le idee del ministro ma mi spiace”, giustificandosi come se le divergenze politiche potessero anche solo lontanamente giustificare questo odio cieco. Queste persone pensano di parlare di una partita di calcio, ignorando completamente il benché minimo briciolo di umanità che dovrebbe esistere a prescindere.E poi c’è il ruolo dei social, che in questo caso costituiscono una zona franca ove sfogare tutte le pulsioni possibili. Nessuno in piazza o in un bar avrebbe il coraggio di dire tali atrocità. A casa, sul divano, col telefono in mano invece tanti individui si sentono liberi di vomitare tutta la loro cattiveria, sentendosi infrangibili.E così il veleno emerge con forza, amplificato dagli algoritmi che premiano lo scontro.Tutto ciò è il sintomo di una malattia profonda: la perdita di ogni confine tra sfera pubblica e privata, la totale rimozione dell’umanità nei ragionamenti di tante persone. La cosa scandalosa è che questa gente che commenta in modo così orribile è la stessa che scende in piazza per cercare di insegnarci cosa sia l’umanità. Non ne hanno la minima idea. E così ieri brindavano per la morte di Charlie Kirk, perché a detta loro era un fascista. E oggi brindano per la scomparsa di un anziano che ha l’unica colpa di aver condiviso la vita con una donna impegnata politicamente. L’asticella si abbassa sempre di più in maniera inesorabile.Alessandro Bonelli, 28 giugno 2026L'articolo Ecco i “buoni” di sinistra: le bestie godono per la disgrazia di Roccella proviene da Nicolaporro.it.