Delfin, il no di Leonardo Maria Del Vecchio allo “sconto” su EssilorLuxottica: scontro totale sul futuro della holding

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È alta tensione sul futuro di Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio, alla vigilia dell’assemblea del 30 giugno chiamata ad approvare il bilancio e l’aumento del dividendo. Il tentativo di Leonardo Maria Del Vecchio di rilevare per circa 10 miliardi di euro le quote dei fratelli Paola e Luca e salire così al 37,5% incontra nuovi ostacoli. Ma lo scontro non riguarda solo gli equilibri tra gli eredi: al centro c’è anche il destino di EssilorLuxottica, l’asset simbolo costruito da Leonardo Del Vecchio in sessant’anni.La lettera di Rocco BasilicoL’ultimo fronte si è aperto con la lettera inviata da Rocco Basilico, figlio dell’ultima moglie di Del Vecchio, Nicoletta Zampillo, e del banchiere Paolo Basilico, al board e ai soci di Delfin. Nella lettera, anticipata da Repubblica online e visionata dall’Ansa, Basilico propone una strada alternativa: usare le partecipazioni finanziarie della holding per riacquistare le quote dei soci che vogliono uscire. Una proposta respinta dagli ambienti vicini a Leonardo Maria Del Vecchio: «Nessun erede Del Vecchio cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto».Come calcolare il valore di EssilorLuxotticaIl nodo più delicato è il valore da attribuire a EssilorLuxottica. Basilico propone di valutare le partecipazioni finanziarie al 100% del valore di mercato, perché «facilmente liquidabili», applicando invece a EssilorLuxottica uno sconto del 25% rispetto alla quotazione di Borsa. La logica è quella della minore liquidabilità di una quota detenuta dentro una holding. Ma per gli ambienti vicini agli eredi diretti il punto è un altro: EssilorLuxottica non può essere trattata come un asset qualsiasi, né svalutata nel calcolo dell’uscita di alcuni soci.Nella lettera Basilico descrive un clima deteriorato: «I rapporti tra alcuni di noi si sono ulteriormente deteriorati» e Delfin si troverebbe «nuovamente in una situazione di stallo che rischia di compromettere il futuro» della holding. Secondo Basilico, il piano di Leonardo Maria per diventare primo azionista si sarebbe rivelato «peggiore del problema che avrebbe dovuto risolvere».Il piano di Del Vecchio per rilevare le quote dei fratelliResta però sul tavolo proprio il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio, che punta a rilevare le quote di Paola e Luca senza mettere in discussione il valore strategico di EssilorLuxottica. Per ottenere dalle banche il maxi-finanziamento da 10 miliardi, Leonardo Jr avrebbe chiesto a Delfin una lettera di patronage, cioè un impegno di sostegno all’operazione. In cambio, avrebbe offerto alla holding anche le proprie quote. In caso di default, Delfin non recupererebbe quindi soltanto il 25% riconducibile a Paola e Luca, ma anche il 12,5% dello stesso Leonardo Maria.Secondo quanto ricostruito da La Stampa, questo meccanismo avrebbe convinto il presidente Francesco Milleri e il notaio Mario Notari. Diversa la posizione dell’amministratore delegato Romolo Bardin, che si sarebbe astenuto insieme a Giovanni Giallombardo e Aloyse May. Sempre secondo il quotidiano torinese, Bardin punterebbe ad aumentare la propria influenza dentro Delfin, mentre Leonardo Maria Del Vecchio vorrebbe ridurre il peso dei manager nella cassaforte di famiglia.Resta aperto il nodo della legittimazione di Basilico a partecipare all’assemblea: sono in corso procedimenti in Italia e in Lussemburgo per accertare se possa esercitare i diritti legati al 12,5% di Delfin. Formalmente si discuterà di bilancio e dividendo, ma la vera partita riguarda il controllo futuro della holding.L'articolo Delfin, il no di Leonardo Maria Del Vecchio allo “sconto” su EssilorLuxottica: scontro totale sul futuro della holding proviene da Open.