Il Pride assaggia l’inclusione: tre africani molestano una donna e poi pestano gli agenti

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Momenti di forte tensione al termine del Napoli Pride. Gli organizzatori della manifestazione denunciano un’aggressione ai danni di alcuni appartenenti all’associazione ebraica LGBT+ Keshet, parlando di un episodio “di una gravità inaudita” e annunciando esposti alle autorità competenti. Non solo. Durante il concerto conclusivo in piazza Dante, tre giovani sono stati arrestati dopo aver molestato una donna e picchiato le forze dell’ordine che erano intervenute. Si tratta di tre africani.Partiamo da questo ultimo fatto di cronaca. L’episodio è avvenuto poco prima della mezzanotte. Secondo la ricostruzione, una donna che stava assistendo al concerto insieme al figlio si è rivolta a una pattuglia della Guardia di Finanza denunciando di essere stata molestata sessualmente da tre giovani, indicando agli operatori il gruppo che si trovava poco distante.In seguito alla segnalazione sono intervenuti gli agenti del commissariato Montecalvario per identificare i ragazzi. Durante il controllo, però, i tre avrebbero rifiutato di esibire i documenti e avrebbero opposto resistenza, rendendo necessario l’intervento di altre pattuglie. La situazione è quindi degenerata in una colluttazione. Secondo quanto riferito dagli investigatori, uno dei giovani avrebbe aggredito gli agenti con calci e pugni. Quattro poliziotti sono rimasti feriti e sono stati trasportati in ospedale, dove hanno ricevuto le cure necessarie. Per tutti la prognosi è compresa tra i tre e i sette giorni.Al termine dell’intervento sono stati arrestati un 23enne originario del Ciad, un coetaneo della Costa d’Avorio e un 22enne del Benin. I tre dovranno rispondere delle accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e saranno processati con rito direttissimo.E arriviamo poi alla denuncia degli organizzatori del pride. Secondo quanto riferito in una nota diffusa, il corteo si era svolto con una “importante partecipazione democratica”, confermandosi come “un vitale spazio di libertà”. La situazione sarebbe però precipitata nella fase conclusiva dell’evento, all’altezza di Piazza Dante. Stando alla ricostruzione fornita, un gruppo di circa venti persone avrebbe preso di mira quattro aderenti a Keshet, associazione che aveva aderito alla piattaforma politica del Napoli Pride, documento nel quale viene anche condannata “l’azione genocidaria del governo di Netanyahu ai danni del popolo palestinese”.Gli organizzatori sostengono che il corteo sia stato inizialmente bloccato, dando origine a spintoni e insulti rivolti sia ai volontari sia agli organizzatori stessi. La situazione sarebbe poi degenerata con “atti di violenza e antisemitismo”, tra cui sputi, il lancio di palloncini pieni d’acqua e di liquido urticante. Nella nota si afferma inoltre che a uno dei ragazzi ebrei presenti sarebbe stata strappata la kippah, accompagnando il gesto con pesanti insulti.L’escalation, sempre secondo gli organizzatori, sarebbe proseguita anche nell’area del palco, dove un gruppo di contestatori avrebbe tentato di superare le transenne, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. “Siamo di fronte a fatti intollerabili che non hanno assolutamente nulla da spartire con i valori di pace e rispetto che fondano il Pride”, si legge ancora nel comunicato. La Digos avrebbe quindi invitato gli organizzatori e i rappresentanti di Keshet a rifugiarsi nel backstage, dove sarebbero rimasti bloccati mentre alcuni manifestanti tentavano di raggiungerli.Gli organizzatori collegano quanto accaduto a un clima di crescente ostilità, sostenendo di aver subito per settimane attacchi verbali sui social senza alimentare polemiche o contestare altre iniziative svoltesi nei giorni precedenti.Nella parte conclusiva della nota viene annunciata la volontà di presentare formale denuncia e di consegnare agli investigatori “nomi e cognomi dei responsabili“. È stato inoltre chiesto un incontro urgente con il Prefetto, il Questore, il sindaco di Napoli e il presidente della Città metropolitana, affinché, spiegano gli organizzatori, le istituzioni intervengano “con decisione su questa gravissima vicenda”.“L’odio e l’antisemitismo esplosi ieri rappresentano una vergogna assoluta che non lasceremo impunita”, conclude il comunicato, nel quale viene espressa anche la preoccupazione che episodi simili possano alimentare ulteriori tensioni e violenze nei confronti delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti civili.L'articolo Il Pride assaggia l’inclusione: tre africani molestano una donna e poi pestano gli agenti proviene da Nicolaporro.it.