Il nome di Alex Schwazer è tornato ancora una volta sulle pagine sportive dopo la notizia della sua nuova positività all’eritropoietina (EPO), la sostanza che oltre un decennio fa segnò una svolta drammatica nella carriera dell’ex campione olimpico di marcia. Una molecola invisibile, prodotta naturalmente dal nostro organismo, ma capace di cambiare radicalmente le prestazioni fisiche quando viene assunta dall’esterno. Secondo quanto emerso dai controlli antidoping, la sostanza sarebbe stata rilevata sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue. La vicenda riporta al centro una domanda che va oltre il singolo caso sportivo: che cos’è l’eritropoietina e perché il suo utilizzo è considerato una delle forme di doping più note e controverse?L’accelerazione nella produzione di globuli rossiL’eritropoietina è un ormone, cioè una sostanza prodotta dall’organismo per inviare segnali ad altri organi e tessuti. È costituita da una proteina alla quale sono legate alcune molecole di zucchero, una caratteristica che ne aumenta la stabilità e ne facilita il trasporto nel sangue. Viene prodotta soprattutto dai reni, che funzionano come una sorta di centralina di controllo dell’ossigeno: quando percepiscono che ai tessuti ne arriva meno del necessario, aumentano rapidamente il rilascio di eritropoietina. Il segnale raggiunge il midollo osseo, dove vengono prodotti i globuli rossi, e ne accelera la formazione. Alla base di questo meccanismo c’è un sofisticato sistema molecolare che permette alle cellule di “misurare” la disponibilità di ossigeno e di adattarsi quando questa diminuisce, una scoperta che nel 2019 è valsa il Premio Nobel per la Medicina ai ricercatori William Kaelin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza. Il risultato finale è un aumento dei globuli rossi e dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue, migliorando la capacità dell’organismo di rifornire muscoli e organi durante lo sforzo.L’abuso negli sport di resistenzaÈ proprio sfruttando questo meccanismo naturale che l’eritropoietina è diventata una delle sostanze dopanti utilizzate negli sport di resistenza, come ciclismo, sci di fondo, triathlon e marcia. Oltre a quella prodotta naturalmente dai reni, infatti, esistono versioni ottenute in laboratorio attraverso tecniche di ingegneria genetica e sviluppate inizialmente per il trattamento di alcune forme di anemia. Quando queste molecole vengono assunte da persone sane, possono aumentare la produzione di globuli rossi ben oltre i livelli che l’organismo raggiungerebbe spontaneamente, incrementando la quantità di ossigeno trasportata ai muscoli e ritardando la comparsa della fatica durante sforzi prolungati.Perché si tratta di dopingIn questo caso gli esperti spiegano come i benefici per gli atleti non dipendano da un aumento diretto della forza muscolare, ma da una maggiore efficienza nel trasporto dell’ossigeno. I globuli rossi contengono infatti l’emoglobina, la proteina che raccoglie l’ossigeno nei polmoni e lo distribuisce ai tessuti. Più globuli rossi significano una maggiore capacità di rifornire i muscoli durante lo sforzo, consentendo di sostenere attività intense più a lungo e di ritardare la comparsa della fatica. Per questo l’EPO è stata storicamente associata soprattutto agli sport di endurance, e cioè alle discipline nelle quali la resistenza conta più dell’esplosività, come il ciclismo, la maratona, il triathlon, lo sci di fondo e la marcia. Attività nelle quali la capacità aerobica, ovvero l’utilizzo dell’ossigeno per produrre energia, rappresenta uno dei principali fattori che determinano la performance.Tra le sostanze vietate anche per i rischiL’eritropoietina è inserita dall’Agenzia mondiale antidoping (WADA) tra le sostanze vietate nelle competizioni sportive, sia per il vantaggio competitivo che può conferire agli atleti sia per i potenziali rischi associati al suo utilizzo improprio. Intervenire su un sistema così raffinato ha un prezzo: l’organismo regola con precisione il numero di globuli rossi necessari per trasportare ossigeno ai tessuti. I medici spiegano come, quando questo equilibrio viene alterato artificialmente, il sangue sia capace di diventare più viscoso, cioè più denso, costringendo il cuore e i vasi sanguigni a uno sforzo supplementare. È il rovescio della medaglia di quella maggiore resistenza che gli atleti ricercano. Diversi studi hanno infatti evidenziato che un aumento eccessivo dei globuli rossi «può favorire la formazione di coaguli e accrescere il rischio di complicanze cardiovascolari, come trombosi, ictus o infarto, soprattutto in presenza di disidratazione o durante sforzi particolarmente intensi». I rischi per la saluteUna revisione pubblicata sulla rivista Molecular and Cellular Endocrinology ha sottolineato come l’uso improprio dell’eritropoietina sia associato proprio all’aumento dell’ematocrito, e cioè della quota di sangue occupata dai globuli rossi, e ai conseguenti rischi per il sistema cardiovascolare. È anche per questi potenziali effetti sulla salute, oltre che per il vantaggio competitivo, che l’eritropoietina è inserita dall’Agenzia mondiale antidoping tra le sostanze vietate nelle competizioni sportive già da decenni: diventata disponibile come farmaco intorno agli anni Novanta cominciò a diffondersi negli sport di resistenza allertando fin da subito le autorità sportive.L'articolo Caso Schwazer, che cos’è l’eritropoietina e perché può migliorare le prestazioni degli atleti proviene da Open.