I ribelli Houthi attaccano gli aeroporti di Aden e Riad: dirottato a Gedda un volo civile dal Cairo

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ADEN — Il volo 603 della Yemenia, partito dal Cairo, stava per iniziare la discesa su Aden quando un missile balistico è caduto accanto alla pista. Lo racconta il ministero dei Trasporti del governo yemenita riconosciuto, che ha sede nella città dal 2014, da quando gli Houthi presero la capitale Sanaa: «Abbiamo annullato l’atterraggio del volo in arrivo dal Cairo e dirottato la rotta su Gedda per proteggere i passeggeri». Pochi minuti, secondo il comunicato, hanno separato un volo civile da una «orribile catastrofe umanitaria».L’attacco è arrivato all’alba: due missili balistici e «diversi droni carichi di esplosivo» su pista e terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale, riferisce Reuters. Nessuna vittima. Nel terminal c’erano passeggeri e dipendenti in attesa di un volo in partenza: sono stati evacuati, e due aerei della Yemenia e della Aden Airways sono stati spostati dal piazzale. I residenti hanno sentito «diverse forti esplosioni», secondo l’agenzia di Stato cinese Xinhua.Gli Houthi, il movimento sciita sostenuto dall’Iran che controlla il Nord del Paese, danno un’altra versione del bersaglio. Il portavoce militare, generale di brigata Yahya Saree, ha scritto su X che le forze hanno colpito «forniture militari saudite arrivate al campo Badr accanto all’aeroporto internazionale di Aden», con morti e feriti tra gli ufficiali sauditi, e ha messo in guardia «il nemico dall’usare l’aeroporto civile di Aden per qualsiasi scopo militare». Sul missile finito accanto alla pista nessun commento.Oltre mille chilometri più a nord, nella stessa mattina, la coalizione a guida saudita annunciava di avere intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi verso il nord di Riad. Il portavoce, generale di divisione Turki al-Maliki, ha detto che la piattaforma di lancio è seguita dai sistemi di intelligence sopra Sanaa e sarà distrutta. Tramite l’agenzia di Stato saudita Spa ha indicato come fonti della minaccia Sanaa e i governatorati di Saada e Amran, nel Nord yemenita. Martedì un altro missile era stato intercettato su Khamis Mushait, nel Sud-Ovest del regno.Anche qui Saree rivendica: «Le nostre forze armate hanno appena colpito con un missile balistico» l’aeroporto King Khalid di Riad, «il colpo è stato preciso e ha provocato l’interruzione del traffico aereo». Lo scalo della capitale saudita ha sospeso i voli per la terza volta dopo un’intercettazione. Gli Houthi rivendicano anche gli attacchi a tre campi militari nelle province di Jizan e Asir, al confine con lo Yemen, e parlano di 200 tra morti e feriti nelle forze saudite. Riad conferma gli attacchi a due aeroporti e conta tre feriti lievi. Gli Emirati hanno condannato gli attacchi.L’offensiva verso SanaaI missili sugli aeroporti arrivano quattro giorni dopo l’apertura dell’offensiva del governo. Domenica il presidente del Consiglio direttivo presidenziale, Rashad al-Alimi, ha annunciato la campagna in televisione. Lunedì il portavoce militare del governo, Majid al-Nuzaili, ha rivendicato la riconquista di Mocha, il porto sul Mar Rosso 75 chilometri a nord dello stretto di Bab el-Mandeb, il controllo dello stretto e una «operazione offensiva strategica» verso Sanaa. Colpire gli scali civili dei due governi che muovono sulla capitale è la risposta houthi all’offensiva, portata nel punto dove il costo si vede di più.Gli Houthi avevano preso Mocha il 10 settembre e poi l’isola di Perim, all’imbocco dello stretto da cui passa il traffico del Mar Rosso, diventato rotta alternativa per il petrolio dopo la chiusura di fatto di Hormuz nella guerra con l’Iran. L’agenzia Saba, controllata dagli Houthi, definisce gli avanzamenti del governo «fittizi» e «un tentativo di coprire ripetuti fallimenti». Saree sostiene che i combattenti hanno «il pieno controllo di tutte le loro conquiste sul terreno».Un alto ufficiale yemenita ha detto all’Associated Press, chiedendo l’anonimato, che martedì si combatteva ancora attorno a Dhubab, la località a sud di Mocha che il governo aveva già dato per riconquistata. Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno concordato il dispiegamento di forze e «misure di deterrenza». Il Brent, il petrolio di riferimento europeo, è sceso martedì sotto i 100 dollari al barile.