La verità sul caro affitti che Sanchez non vuole si sappia

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L’emergenza casa, in Spagna, è ciò che sta alla base dello scenario a cui stiamo assistendo: il Banco di Spagna stima in 750 mila le abitazioni che mancano per soddisfare la richiesta. Una proiezione porta questa cifra a superare addirittura il milione entro il 2028. Le conseguenze di questo stato di cose, comportano affitti alle stelle, con famiglie che arrivano a pagare il 40% del proprio reddito per le locazioni, giovani che non riescono a lasciare casa, perchè non hanno gli strumenti per poterlo fare, sempre più persone che rimangono senza una casa. Un disastro, insomma.Ma questa sciagura, non è nata oggi, non l’ha trovata adesso, Sanchez. Anzi, durante i suoi otto anni di governo, la situazione è addirittura peggiorata. Per dire, dal 2018 ad oggi, i prezzi delle case sono aumentati del 48%, gli affitti, nello stesso periodo, sono passati da 10 a 15 euro al mq. Ancora più eloquente il dato sulle case disponibili: quando è arrivato nel 2018, Sanchez ha trovato un mercato in cui l’offerta superava la richiesta di circa 400 mila unità: oggi, dopo otto anni, lo scenario si è invertito, con una carenza, come dicevamo prima, di circa 750 mila abitazioni. In sintesi: Sánchez è arrivato al governo nel 2018 promettendo di rendere la casa un diritto effettivo. Otto anni dopo, la Spagna ha una carenza stimata di 750.000 abitazioni, oltre un quarto degli affittuari sostiene una spesa superiore al 40% del reddito e i prezzi delle case stanno crescendo ancora a doppia cifra. E si badi bene, non è che in questi anni Sanchez non abbia fatto nulla: il problema è che i provvedimenti hanno tutelato chi già un affitto lo aveva, con politiche che andavano sostanzialmente nella stessa direzione dei due due decreti casa bocciati dalle Cortes in questi giorni, mentre hanno fortemente penalizzato chi una casa ancora non ce l’ha, acuendo quello che era il problema, cioè la scarsità dell’offerta.Un’ultima considerazione: l’Olanda, anche lei alle prese con una crisi abitativa dovuta a scarsa offerta, ha già imboccato una strada simile a quella che vuole percorrere Sanchez, ma ottenendo risultati che hanno peggiorato la situazione. Dopo l’applicazione di un tetto agli affitti, infatti, il numero di abitazioni affittate dai proprietari privati olandesi è sceso da 551 mila nel 2024 a 492 mila nel 2026: quasi 60 mila case in meno. Migliaia di proprietari hanno preferito vendere. E nelle grandi città, per una casa ad affitto regolamentato, si è arrivati a oltre 400 aspiranti inquilini. È lo stesso pantano in cui si trova adesso la Spagna: provare a risolvere una crisi di scarsità dell’offerta, intervenendo sui prezzi e ottenendo l’effetto opposto. E in Spagna i decreti sulla casa erano molto più incisivi rispetto al solo tetto agli affitti olandese, con modifiche piuttosto pesanti del rapporto proprietario-inquilino e del funzionamento del mercato degli affitti. E qui si arriva al vero nocciolo della questione: i dati macroeconomici ci dicono che la Spagna cresce. Il paradosso è che Sanchez non è stato capace di sfruttare la crescita per migliorare la vita degli spagnoli: non è stato capace di fare arrivare quella crescita alle famiglie, ai giovani e a chi cerca una casa.Guglielmo Mastroianni, 6 ottobre 2026L'articolo La verità sul caro affitti che Sanchez non vuole si sappia proviene da Nicolaporro.it.