Londra incrimina per spionaggio un marinaio della Royal Navy di 24 anni: la potenza straniera resta senza nome

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LONDRA — Un marinaio della Royal Navy di 24 anni, Teddy Young, del Bedfordshire, la contea a nord di Londra, compare oggi davanti al tribunale di prima istanza di Westminster con due capi d’accusa per spionaggio a favore di una potenza straniera. Lo ha arrestato in casa martedì l’antiterrorismo della polizia di Londra, che lo ha incriminato mercoledì e lo ha tenuto in custodia fino all’udienza, riferisce l’Associated Press. Il nome del Paese per cui avrebbe lavorato non compare negli atti.Le contestazioni poggiano sul National Security Act, la legge sulla sicurezza nazionale del 2023 che ha sostituito le vecchie norme britanniche sullo spionaggio. La procura della Corona gli addebita di aver ottenuto, copiato o conservato informazioni protette con l’intento di favorire uno Stato straniero, e di essersi preparato a divulgarle. Le condotte vanno dal 26 novembre 2024 al 21 maggio 2025. Non è accusato di aver consegnato nulla.La data finale coincide con il giorno del primo arresto. Young fu fermato il 21 maggio 2025, rilasciato su cauzione e da allora privato del nulla osta di sicurezza, sollevato dalle mansioni e interdetto dai siti militari. Tra quel fermo e l’incriminazione sono passati quasi diciassette mesi, un intervallo su cui la polizia non ha dato spiegazioni.«Sono accuse molto serie contro un membro in servizio delle forze armate», ha detto la comandante Helen Flanagan, che guida l’antiterrorismo londinese. Gli investigatori, ha aggiunto, hanno lavorato «a strettissimo contatto» con il ministero della Difesa «per garantire che fossero prese le misure adeguate a mitigare ogni rischio potenziale».La Royal Navy si è limitata a confermare che un suo membro è stato incriminato in base alla legge sulla sicurezza nazionale: «Con un procedimento in corso, sarebbe inappropriato commentare oltre». Dalla difesa non è arrivata alcuna dichiarazione e Young non si è ancora espresso sulle accuse.La base di FairfordL’arresto cade in una settimana in cui la sicurezza delle basi militari in Gran Bretagna è già in prima pagina. La polizia ha precisato che il caso di Young non ha alcun legame con l’inchiesta su RAF Fairford, l’aeroporto militare del Gloucestershire, nell’ovest dell’Inghilterra, usato dai bombardieri americani.Lì, il 27 settembre, dopo l’avvistamento di tre furgoni sospetti, cinque britannici furono fermati per reati legati a esplosivi e terrorismo. Un sesto uomo, 25 anni, con doppia cittadinanza britannica e iraniana, è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione il 3 ottobre; un settimo fermo è scattato martedì, lo stesso giorno dell’arresto di Young. Nessun ordigno funzionante è stato trovato, secondo la ricostruzione del Guardian.Gli Stati Uniti hanno comunque ritirato da Fairford tutti i bombardieri B-1 nel fine settimana. «C’erano delle minacce, e piuttosto che tentare il nemico… perché avremmo dovuto lasciarli lì?», ha detto lunedì Donald Trump; alla domanda se le minacce riguardassero l’Iran, ha risposto: «Sarebbero collegate all’Iran». Il vicepresidente JD Vance ha parlato di una decisione presa «per eccesso di prudenza» e il segretario di Stato Marco Rubio, su Fox News, di un episodio in cui si vede «chiaramente la mano di un attore straniero». Un funzionario del Pentagono ha detto solo che gli aerei sono tornati alle basi madri negli Stati Uniti.Le due vicende restano separate sulla carta, ma Londra le gestisce con lo stesso apparato, l’antiterrorismo, e con lo stesso silenzio sull’identità della potenza straniera. Per Young l’udienza di oggi serve a fissare i passi successivi: i reati previsti dalla legge del 2023 sono di competenza della Crown Court, con un possibile trasferimento all’Old Bailey, la corte penale centrale di Londra. Non è ancora noto se il giudice lo manderà in custodia cautelare o lo rimetterà in libertà su cauzione.