DEAS Cyber+ porta a Kuala Lumpur tecnologie sviluppate in Italia per l’analisi dei malware e la protezione dei dati sensibili. La società sta partecipando in questi giorni a CyberDSA 2026, appuntamento asiatico dedicato alla cyber defence, dove presenta Heimdall-Sandbox, piattaforma proprietaria pensata per analizzare software sospetti in un ambiente isolato e completamente offline.La presenza al CyberDSA si inserisce in un mercato in cui cybersicurezza e intelligenza artificiale sono sempre più intrecciate. L’edizione 2026 ruota anche attorno al tema della sovranità del dato, centrale per organizzazioni che gestiscono informazioni strategiche e non possono trasferire campioni o artefatti verso infrastrutture esterne.Analizzare il malware in ambiente controllatoHeimdall-Sandbox consente di eseguire un sample sospetto e osservarne il comportamento mentre interagisce con il sistema. L’analista può seguire processi, file e memoria, intervenendo sull’ambiente di prova in tempo reale.Il cuore della piattaforma è AlluQL, linguaggio sviluppato internamente da DEAS e utilizzato anche per oltre 700 regole di detection mappate sul framework Mitre Att&Ck. La stessa architettura permette inoltre ad agenti di intelligenza artificiale e ad altri strumenti di sicurezza di interagire con la sandbox attraverso interfacce dedicate.Il nodo della sovranità del datoLa scelta di mantenere l’analisi offline risponde alla necessità di evitare che informazioni sensibili escano dall’infrastruttura dell’organizzazione. Un campione malevolo può infatti contenere credenziali, documenti o riferimenti alla rete interna, rendendo il controllo sul dato parte integrante della sicurezza.“La presenza di DEAS in contesti internazionali come CyberDSA testimonia l’interesse crescente verso competenze e tecnologie sviluppate in Italia. Il nostro Paese possiede professionalità di altissimo livello e può esportare non soltanto prodotti, ma capacità tecnologica, conoscenza e sicurezza. È un Made in Italy meno visibile di quello tradizionale, ma sempre più strategico”, ha sottolineato Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS.Per l’azienda, Kuala Lumpur rappresenta quindi anche un passaggio nella crescita internazionale, con l’obiettivo di portare all’estero tecnologia proprietaria mantenendo in Italia competenze e proprietà intellettuale.