Serie C, incontro formativo con l’INPS su previdenza e adempimenti contributivi nel professionismo sportivo

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Mer, 7 Ott 2026Oggi a Palazzo Wedekind a Roma è andato in scena un confronto per approfondire il quadro normativo e operativo previsto per il settore sportivo.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: Ufficio Stampa Serie C)INPS e Serie C si sono incontrate oggi a Palazzo Wedekind a Roma per discutere e approfondire il quadro normativo e operativo previsto per il settore sportivo. Presenti all’incontro sono stati il Presidente dell’INPS Gabriele Fava, il Presidente della Lega Pro Matteo Marani e il Direttore Generale Vicario e Direttore Centrale Entrate dell’INPS Antonio Pone. La giornata è stata moderata da Michele Pianetta, Founding Partner di Prokalos.L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sulle principali novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 36/2021. Maggior importanza è stata data alle modalità di iscrizione al Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi e agli obblighi legati alla gestione dei rapporti di lavoro nel professionismo sportivo. Attraverso un percorso pratico e operativo, l’attenzione è stata posta sul fornire alle società strumenti pratici per affrontare un quadro normativo articolato e in continua evoluzione. Ampio spazio è stato quindi dedicato all’analisi di casi concreti e al confronto diretto con gli esperti dell’INPS.La riforma del lavoro sportivo ha portato nuove tutele previdenziali anche per categorie che in passato ne erano rimaste escluse, soprattutto nel mondo dilettantistico. I numeri dell’INPS mostrano già la crescita degli iscritti al Fondo pensione dei lavoratori sportivi: nel 2025 sono stati 13.686, contro i 10.576 del 2023.«Nel calcio il novantesimo minuto non misura soltanto il risultato, misura la tenuta di ciò che è stato costruito prima – ha dichiarato Gabriele Fava – Lo stesso vale per una carriera sportiva, che non si esaurisce nei trofei, nei gol o nelle presenze. Per troppo tempo dietro la passione c’è stato un lavoro senza tutele adeguate. Penso agli allenatori, agli istruttori, ai tecnici che hanno sostenuto le comunità locali senza una vera copertura previdenziale. La riforma ha cambiato questo quadro e i numeri lo dimostrano. Migliaia di persone che restavano ai margini oggi hanno una posizione assicurativa e un diritto che matura anno dopo anno. Ora vogliamo fare un passo in più. Un ragazzo che entra in un settore giovanile deve sapere che cosa significa, per il suo futuro, ogni anno di lavoro regolare».Matteo Marani ha sottolineato: «La crescita di un club deve andare di pari passo con la sua sostenibilità ed oggi, grazie a INPS che ha messo in campo competenze e alta professionalità, è stato importante aver avuto l’opportunità di svolgere un prestigioso incontro formativo sulla previdenza dei lavoratori sportivi. L’aggiornamento su questi temi di contribuzione è fondamentale per il futuro del sistema Serie C».A spiegare le principali novità normative è stato Antonio Pone: «Dal 1° luglio 2023 il Fondo pensione degli sportivi professionisti è diventato Fondo pensione dei lavoratori sportivi, e accoglie i lavoratori subordinati del settore professionistico e di quello dilettantistico. I collaboratori e gli autonomi del dilettantismo sono invece iscritti alla Gestione separata. A settembre dello scorso anno, con la circolare 127/2025, in attuazione dei decreti legislativi n. 36/2021 e n. 163/2022 l’INPS ha completato il lavoro sul versante pensionistico, chiarendo i requisiti di accesso ai trattamenti, le regole di contribuzione e la cumulabilità con i redditi da lavoro sportivo. È in questa prospettiva che si colloca anche la partecipazione dell’INPS alla Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche. Un presidio che aiuta a tenere insieme sostenibilità dei conti e tutela di chi lavora. La sfida che L’INPS ha raccolto è accompagnare le società in un cambiamento che è culturale, ma anche sul piano del livello di professionalità richiesta al sistema. La regolarità contributiva non può più essere considerata un optional, essendo la conditio sine qua non per la stessa agibilità sportiva e l’accesso ai benefici o ai registri: la gestione amministrativa diviene necessariamente più professionale e l’INPS, nell’ambito della partnership con Lega Pro, è impegnata nel supporto alle società».Il percorso avviato con la Lega Pro punta quindi a rafforzare il rapporto tra INPS e società di Serie C e vuole accompagnare i club nella gestione degli obblighi previdenziali e contributivi.Developed by 3x1010