Il prezzo del diesel scende. Ma non grazie alle accise mobili promesse dal governo. A muoversi, almeno per ora, è Eni, che ha deciso di abbassare di 4 centesimi al litro il prezzo consigliato del gasolio ai distributori del marchio, portandolo a 2,21 euro.Facciamo un passo indietro. Dal 28 settembre Eni aveva fissato il suo price cap sul diesel a 2,19 euro al litro. Poi è terminato lo sconto fiscale di 6,1 centesimi e, in assenza dell’atteso meccanismo delle accise mobili, il tetto è salito a 2,25 euro. Adesso arriva una piccola retromarcia: 2,21 euro. Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana e riportati dall’Ansa, la riduzione sarebbe legata «probabilmente anche» al nuovo forte calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Insomma: una scelta commerciale, non fiscale.Ed è proprio qui che la faccenda si fa interessante. Perché il 5 ottobre l’Ansa dava per atteso il decreto interministeriale che avrebbe dovuto far partire dal giorno successivo le accise mobili, finanziate attraverso l’extragettito Iva generato dall’aumento del greggio. Quel decreto però non è arrivato e il 6 ottobre il viceministro all’Economia Maurizio Leo spiegava: «Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione». Risultato? Il diesel oggi sulla rete stradale nazionale viaggia in media a 2,261 euro al litro, 17 millesimi in più rispetto al giorno precedente; in autostrada si arriva a 2,287 euro. Il nuovo limite Eni a 2,21 euro rappresenta quindi una parziale correzione, ma non cancella gli effetti del ritorno dell’accisa piena.Nel pomeriggio è intervenuta Giorgia Meloni. La premier ha assicurato che il governo è «sempre pronto a intervenire di nuovo», in particolare attraverso il meccanismo delle accise mobili. A settembre, ha spiegato, ci sarebbero circa 170 milioni utilizzabili: Palazzo Chigi sta valutando se spenderli subito oppure conservarli per quando dovessero terminare le misure di contenimento. Molto dipenderà, ha aggiunto Meloni, dalla «tenuta del cap».L'articolo Diesel, il price cap “salta” poi torna. Meloni: “Pronti a intervenire” proviene da Nicolaporro.it.