Flávio Bolsonaro davanti a Lula, la Borsa al record: la Corte suprema ordina l’arresto del fratello Eduardo

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BRASILIA — Flávio Bolsonaro ha detto venerdì ai cronisti di aspettarsi, entro il 2027, una coalizione di 54 senatori su 81: è la maggioranza di due terzi che la Costituzione brasiliana richiede per destituire un giudice della Corte suprema. Il giorno prima quella stessa Corte, per mano del giudice Alexandre de Moraes, aveva ordinato l’arresto di suo fratello Eduardo. Nel mezzo c’è il ballottaggio del 25 ottobre, che il senatore affronta da favorito contro il presidente in carica.Flávio, 45 anni, senatore del Partito Liberale e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha chiuso il primo turno del 4 ottobre al 47,03% contro il 45,16% di Luiz Inácio Lula da Silva. I sondaggi davano Lula avanti di tre punti; è la prima volta dal 1998 che l’ex sindacalista, oggi ottantenne e in corsa per un quarto mandato, esce dal primo turno da inseguitore. Il lunedì successivo la Borsa di San Paolo ha guadagnato il 7,7%, miglior seduta dal marzo 2020, e il real il 4,1% sul dollaro. Le piattaforme di scommesse Polymarket e Kalshi danno Flávio vincente all’83%.L’ordine di arresto riguarda Eduardo Bolsonaro, 42 anni, ex deputato federale che vive in Texas con una carta di soggiorno. In giugno era stato condannato a 4 anni e 2 mesi per aver fatto pressione sulla giustizia brasiliana con una campagna presso l’amministrazione Trump, chiedendo sanzioni contro membri del governo e dazi più alti sulle esportazioni del suo Paese mentre il padre era sotto processo. «L’imputato non può trarre beneficio dal proprio illecito fuggendo dal territorio nazionale», ha scritto Moraes, che gli ha annullato anche il passaporto: la polizia federale dovrà arrestarlo al rientro.Eduardo si era trasferito negli Stati Uniti nel marzo 2025 per «concentrare il 100%» delle energie sulla liberazione del padre, perdendo il seggio; in maggio aveva accompagnato Flávio alla Casa Bianca da Donald Trump. La famiglia Bolsonaro considera Moraes un avversario politico. Né Eduardo né il comitato elettorale di Flávio hanno finora replicato all’ordinanza.La scommessa dei mercatiA New York la banca d’investimento XP è salita del 33% e il fondo che replica l’indice brasiliano del 12,6%, riferisce Reuters; il costo per assicurarsi contro un’insolvenza del debito pubblico è sceso di 20 punti base e J.P. Morgan ha alzato il giudizio sull’azionario del Paese. «Resta da capire se il senatore si dimostrerà più responsabile sul piano fiscale di Lula, ma i mercati gli concederanno probabilmente il beneficio del dubbio», ha detto Thierry Larose, gestore di Vontobel. Di parere opposto Monica De Bolle, del Peterson Institute di Washington: «Nessun aggiustamento fiscale avverrà. Il Partito Liberale è un debuttante al potere e dovrà spendere per restarci».Flávio promette taglio del deficit, privatizzazioni, meno tasse, stretta sulla criminalità organizzata e riallineamento con Washington, compreso un accordo sulle terre rare; in campagna ha chiesto anche la liberazione del padre. Trump ha definito il suo primo posto «una vittoria molto, molto grande». Lula ha risposto da San Paolo: «Domani cominciamo una nuova campagna. Sono molto bravo nella fase a eliminazione diretta», liquidando l’avversario come «un’incognita con una biografia dal passato oscuro». Il presidente accusa gli Stati Uniti di ingerenza nel voto, con dazi, sanzioni a funzionari e a un giudice supremo e la revoca del visto all’ambasciatore brasiliano; il Dipartimento di Stato ha smentito.Jair Bolsonaro, presidente dal 2019 al 2023, è stato condannato nel settembre 2025 a 27 anni di carcere per il tentato colpo di Stato seguito alla sconfitta del 2022 e sta scontando la pena. Il voto del 4 ottobre ha spostato la partita giudiziaria della famiglia dal tribunale alla campagna elettorale. Il Partito Liberale sarà il primo gruppo in entrambe le Camere, con 28 senatori e 121 deputati.Il primo turno ha registrato anche l’astensione più alta dal 1998, il 21%: 33,5 milioni di brasiliani non hanno votato e quasi 6 milioni hanno lasciato la scheda bianca o nulla. Terzo, quarto e quinto classificato sono tutti candidati di destra.Da quando il Brasile è tornato a eleggere direttamente il presidente, nel 1989, in ogni ballottaggio ha vinto chi era in testa al primo turno. In quell’anno il più votato si chiamava Fernando Collor de Mello; il secondo era un sindacalista metalmeccanico di 44 anni, Luiz Inácio Lula da Silva.