Trump: «È ora che l’Ucraina cambi presidente»: Washington sospende il blocco al gasolio russo fino ad aprile

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WASHINGTON — «È ora che l’Ucraina abbia un nuovo presidente». Donald Trump lo ha detto sabato ai cronisti, davanti alla Casa Bianca, prima di partire per un comizio in Tennessee. «Suggerisco che si prendano un nuovo leader capace di fare un accordo: avrebbe potuto chiuderne molti, e per qualche ragione non lo fa mai». Il bersaglio è Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, accusato di aver «perso il 30%» del Paese in una guerra cominciata «per incompetenza».Le parole cadono il giorno dopo l’intesa con Mosca annunciata venerdì, al termine di una telefonata con Vladimir Putin: le restrizioni sull’export di gasolio russo restano sospese fino al 7 aprile, per 300.000 tonnellate destinate al mercato americano e a quello mondiale secondo le prime cifre circolate a Washington. L’annuncio è arrivato mentre l’inviato Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente, ricevevano a Miami una delegazione ucraina per discutere un piano di fine guerra. Un alto funzionario di Kiev ha detto all’Associated Press che l’Ucraina non ne sapeva nulla prima dell’annuncio.Il motivo lo ha dato Trump stesso. «Gli abbiamo detto: potete fare quello che volete alla Russia, ma non colpite le raffinerie, perché quello è un problema per il mondo». E su Zelensky: «Farebbe maledettamente bene a smettere». Un funzionario dell’amministrazione ha raccontato che il presidente ha chiuso l’accordo dopo che Kiev aveva ignorato «mezza dozzina» di richieste di fermare i raid sugli impianti petroliferi russi. Sabato il gasolio costava in media 6,28 dollari al gallone negli Stati Uniti, spinto anche dalla guerra con l’Iran, e a novembre si rinnova il Congresso.Zelensky ha risposto senza mediazioni. L’accordo «non è giusto né onesto», è «un segno di debolezza» di Trump e «un regalo di compleanno» a Putin, che ha compiuto gli anni il 7 ottobre, ha detto ad Axios. Su X ha citato i rapporti della sua ambasciata sulle carenze di carburante perfino a Mosca e le stime secondo cui i droni ucraini hanno danneggiato circa metà della capacità di raffinazione russa. «Da dove verranno le eccedenze da esportare?», ha chiesto.Il fronte repubblicanoIl dissenso più pesante viene dal partito del presidente. Don Bacon, deputato del Nebraska, ha detto in un’intervista radiofonica che «sembra brutto», che Trump «ha sempre avuto una cecità morale quando si tratta di Putin» e che «puntellare l’economia di guerra russa è terribile». Michael McCaul, texano ed ex presidente della commissione Esteri della Camera, teme che la revoca «finanzierà la macchina da guerra del Cremlino». La senatrice dell’Alaska Lisa Murkowski ha invitato Trump a usare i poteri del Congresso «invece di permettere alla Russia di esportare gasolio, incassare introiti e continuare la sua catastrofica guerra».Sabato il deputato della Pennsylvania Brian Fitzpatrick ha depositato con Bacon una proposta bipartisan per bloccare la revoca, intitolata a Ronald Reagan e alla sua «pace attraverso la forza». Il mese scorso Trump aveva firmato una legge voluta dal senatore Lindsey Graham che prevede dazi fino al 100% sui cinque maggiori acquirenti di energia russa; per il democratico Richard Blumenthal l’intesa è «direttamente contraria all’intento del Congresso». Il senatore John Kennedy, della Louisiana, ha detto che Putin «non sarà mai nostro amico» e che a far scendere il prezzo del gasolio sarà «la fine della guerra in Iran».La Casa Bianca, interpellata sulle critiche interne, ha rinviato alle dichiarazioni pubbliche del presidente e non ha risposto alle domande sui dettagli dell’intesa. Il Cremlino non ha commentato. Trump ha aggiunto di aver parlato con il presidente finlandese Alexander Stubb e che Kiev riceverà «nei prossimi giorni» munizioni per gli F-16 impiegati contro i droni russi.Da Londra il premier Andy Burnham ha telefonato sabato a Zelensky: le «ultime 24 ore sono state difficili per l’Ucraina», si legge nel resoconto di Downing Street, che ribadisce la «completa solidarietà» britannica e promette di «continuare a rafforzare le sanzioni». I due si vedranno di persona «nei prossimi giorni». Nella stessa giornata gli attacchi russi hanno ucciso almeno 21 persone in Ucraina, tra cui quattro bambini.L’ambasciatore ucraino in Australia ha detto alla tv pubblica di Canberra che a Kiev le parole di Trump «non sono prese sul serio» e che anche l’opposizione concorda sull’impossibilità di votare adesso, perché non si può garantire il voto ai soldati al fronte e ai profughi all’estero. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha affidato la replica a un messaggio su X: «Il presidente Zelensky guida la nostra nazione in tempo di guerra. Ha il sostegno del popolo ucraino, e sono loro ad avere il diritto di decidere».