Dopo il via libera definitivo alla legge elettorale, sul tavolo ci sono altri dossier da affrontare per il governo. Si va, infatti, verso un vertice fra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi all’inizio della prossima settimana, tra lunedì sera e martedì a ridosso del Consiglio dei ministri con al centro la legge di bilancio. Si preannuncia, dunque, ricco il menù della riunione tra i leader di centrodestra. Non ci sarà solo l’ultima legge di Bilancio del governo Meloni, con le varie proposte-bandiera portate al tavolo dai partiti, ma per cui ci sarà comunque “un approccio prudente”, visto che “il contesto richiede un’attenzione maggiore”, come ha ricordato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Si discuterà molto probabilmente anche di un altro tema caldo come la questione del voto anticipato e, quindi, della scelta dei candidati per le elezioni comunali nelle grandi città dell’anno prossimo, nell’ottica di un eventuale election day, anche se molti in Fratelli d’Italia preferirebbero non accorpare le due votazioni e andare al voto ad aprile. Sulla tentazione dell’apertura delle urne in primavera, tra l’altro, non sono mancate alcune ‘fughe in avanti’, nonostante da FI e Lega sia arrivata una serie di frenate. Giovanbattista Fazzolari sostiene che il voto a giugno “consentirebbe di tornare alla normalità del ciclo elettorale”, mentre Giovanni Donzelli sposta la data a fine novembre, sostenuto dalla premier che vede ancora “un anno di lavoro davanti”. “La scadenza naturale può arrivare addirittura a dicembre, per legge si potrebbe votare sotto Natale. Io penso che si voterà prima, quanto prima non lo so. La cosa più probabile è che si voti a ottobre”, mette a verbale il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Che attacca le opposizioni dopo l’annuncio di un ricorso alla Consulta sulla legge elettorale: “Il fatto che il presidente della Repubblica abbia firmato subito significa che non ha trovato evidenti elementi di incostituzionalità. Chi parla di evidenti motivi di incostituzionalità sta smentendo il presidente della Repubblica”. Il nodo Milano: scontro tra Lega e Forza ItaliaA tenere banco, però, è anche il tema delle amministrative. A Milano si accende lo scontro tra Forza Italia, che ha proposto la candidatura del sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego, e la Lega, che spinge per la corsa della vicesegretaria, europarlamentare e consigliera comunale Silvia Sardone. Salvini apre alle primarie: “Se non si decide al tavolo, ci può stare. Facciamo decidere i milanesi tra un mese, il secondo weekend di novembre. Facciamo primarie, la sinistra si sta scannando e le farà a febbraio. Noi siamo più bravi, più veloci, le vogliamo fare prima”. Una proposta bocciata sul nascere da FI per bocca di Alessandro Sorte, coordinatore lombardo degli azzurri: “Se dovessimo fare le primarie a Milano, è chiaro che a quel punto si fanno dappertutto. Non può essere un metodo a macchia di leopardo. Se non si dovesse trovare la quadra e la Lega volesse correre da sola, si andrebbe un po’ a rifare il Polo delle libertà, come nel primo governo Albertini, dove il Polo vinse anche senza Lega. Chiaro che io non tifo per questa soluzione, ma in via del tutto eccezionale, solo su Milano, non la troverei così drammatica”. A cercare di far paciere ci pensa La Russa. A suo dire, infatti, “sarebbe sbagliato chiudere subito. Come al solito il centrodestra troverà la sintesi con o senza primarie, non escludo niente, guai a fare muro contro muro. Noi non abbiamo chiesto le primarie, ma se un partito importante della coalizione come la Lega, specie a Milano – le chiede non dico che bisogna farle – dico che non si può dire ‘allora se ne va da solo’, quello è sbagliato”. Mentre dal Carroccio il segretario provinciale di Milano, Samuele Piscina, sbotta: “Dispiace sinceramente leggere le dichiarazioni dell’amico Alessandro Sorte su possibili corse in solitaria o rievocazioni del passato che rischiano solo di fare il gioco della sinistra. Per la Lega il valore dell’unità del centrodestra non è negoziabile”. Ma non c’è solo Milano che andrà al voto nel 2027, ma anche Roma, Torino e Napoli. Nella Capitale, nel centrodestra, si fanno i nomi di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera di Fratelli d’Italia, ma a prendere quota è anche della vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli. Questo articolo Centrodestra, vertice tra i leader: sul tavolo lo scontro Lega-Forza Italia per le primarie a Milano proviene da LaPresse