Russia, i droni fermano il terzo data center di Yandex in 4 giorni: taxi e pagamenti fuori uso

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MOSCA — «Rispondiamo sempre in modo speculare. Sapete tutti che hanno colpito e continuano a colpire i nostri data center. Stiamo rispondendo», aveva detto giovedì ai giornalisti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky; domenica mattina Yandex, la società tecnologica che Reuters chiama «la Google russa», ha comunicato che un attacco di droni ha provocato l’«arresto completo» del suo data center nella regione di Vladimir, a est di Mosca. È il terzo grande impianto del gruppo messo fuori uso in quattro giorni.Nessun ferito, precisa la società, ma una parte dei servizi non è raggiungibile. Il canale Telegram di Yandex Cloud aveva aperto la giornata con un avviso asciutto, «ci sono interruzioni di corrente, il team sta lavorando per risolvere il problema»; nel corso della mattina la lista dei servizi fermi ha superato quota 80. Fermi il cloud per le imprese, i database, l’accesso al modello di intelligenza artificiale YandexGPT; fermi, per gli utenti comuni, l’assistente vocale Alice, Yandex Music e Yandex Go, l’app dei taxi rimasta senza vetture in Russia e nei Paesi vicini dove opera, dal Kazakistan alla Serbia. Il sistema di pagamenti Yandex Pay ha lasciato alcuni clienti senza accesso ai conti.Il governatore della regione, Alexander Avdeev, ha parlato di droni contro «infrastrutture» alla periferia della città e di un incendio. Due sottostazioni che servono 5.000 residenti sono state staccate, le case più vicine evacuate; la corrente tornerà con una linea di riserva «una volta eliminata la minaccia». Le sottostazioni contano perché un data center senza rete si ferma da solo: l’impianto del quartiere Energetik, 40-50 megawatt per quasi 3.000 armadi di server, ospita anche «Galushkin», uno dei tre supercomputer con cui Yandex addestra le proprie reti neurali.Gli altri due, «Lyapunov» e «Chervonenkis», stanno a Sasovo, nella regione di Ryazan, circa 300 chilometri a sud-est di Mosca, in una parte dell’ex fabbrica di macchine utensili Sasta che Yandex occupa dal 2014. Lì l’8 ottobre un incendio ha fermato tutto. In poche ore sono arrivate oltre 1.300 segnalazioni di disservizio e il titolo ha perso il 3,4% alla Borsa di Mosca; poi l’ammissione della società: «Non possiamo confermare se le apparecchiature siano recuperabili».Il colpo a KalugaIl giorno dopo è toccato a Kaluga, 130.000 metri quadrati e oltre 3.800 rack, il primo attacco confermato contro un’infrastruttura dati russa dall’inizio della guerra. «Diversi moduli completamente disattivati», ha riconosciuto Yandex, mentre l’agenzia di Stato Tass confermava il blocco. Il governatore locale ha contato nove feriti e case danneggiate in due distretti; la difesa aerea ha rivendicato 26 droni abbattuti sulla regione.Sabato Yandex ha aggiornato le condizioni d’uso: attacchi di droni e missili figurano ora tra le cause di forza maggiore che la sollevano dagli obblighi verso i clienti.Kiev non ha rivendicato nessuno dei tre attacchi, e Zelensky stesso ha chiuso la porta: «Non posso condividere tutti i dettagli». Il riferimento ai data center ucraini è però preciso: dal 23 settembre i raid russi hanno danneggiato o distrutto gli impianti di almeno otto società a Kiev, alcuni più di una volta, lasciando circa 100.000 utenze senza internet. Il ministero della Difesa russo sostiene che quei centri «assicurano l’elaborazione e la trasmissione di dati di intelligence nell’interesse delle forze armate ucraine». Sugli attacchi di domenica il Cremlino non ha commentato.La campagna ucraina a lungo raggio, partita dalle raffinerie e dai terminali petroliferi fino a 1.900 chilometri dal confine e allargata alle fabbriche di missili, arriva così all’infrastruttura digitale di un’azienda dai cui server dipendono taxi, pagamenti e cloud di milioni di russi.Venerdì sera, prima del terzo colpo, Yandex aveva diffuso una nota: «Le nostre squadre lavorano giorno e notte per tenere in piedi i servizi e aiutare chi è colpito dall’incidente. In questo momento è il nostro compito più importante, ma purtroppo non è facile».