VARSAVIA — Chi ha scritto l’email che domenica mattina ha fatto convocare d’urgenza i vertici della sicurezza polacca? La polizia ha comunicato di aver ricevuto informazioni su un possibile attentato al premier Donald Tusk e al vicepremier Władysław Kosiniak-Kamysz, che è anche ministro della Difesa. Alle 11 i responsabili di polizia, servizi segreti e scorte governative si sono riuniti al Centro antiterrorismo dell’Agenzia per la sicurezza interna, l’intelligence civile del Paese, nella capitale.«Trattiamo la questione con la massima serietà», ha detto ai cronisti, al termine della riunione, il portavoce del ministro che coordina i servizi speciali. C’è, ha aggiunto, «un’alta probabilità che queste minacce vengano eseguite». Il portavoce del governo Adam Szłapka ha spiegato all’Associated Press che Tusk ne è stato informato «per prima cosa domenica mattina»: il premier riceve minacce con regolarità, ma questa è «eccezionalmente preoccupante».Da dove arriva la segnalazione? La portavoce del ministero dell’Interno Karolina Gałecka ha scritto su X che il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński e il coordinatore dei servizi Tomasz Siemoniak «hanno ordinato di procedere». Secondo la ricostruzione di Reuters, che riprende l’emittente privata Radio Zet, l’informazione è arrivata per email al Servizio di protezione dello Stato, il corpo che fa da scorta ai membri del governo, e da lì è stata girata alla polizia per la verifica. Chi l’abbia inviata, e perché i servizi la giudichino credibile, non è stato detto.Quali misure sono state decise? Anche su questo i responsabili della sicurezza non hanno risposto. Il portavoce ha riferito che i servizi ricevono «un numero crescente di minacce ogni mese», poi ha chiuso: non ha altri commenti. Nessun fermo, nessuna perquisizione annunciata, nessuna indicazione su un rafforzamento delle scorte. Le altre decisioni prese nella riunione restano riservate. Rendere pubblica una minaccia di questo tipo, prima ancora di un arresto, è di per sé una misura del livello dell’allerta.Le scuole della MazoviaPerché l’allarme è scattato con tanta visibilità? La Polonia arriva a questa domenica dopo tre attacchi in scuole in quattro giorni nel voivodato della Mazovia, la regione di Varsavia: giovedì un custode scolastico è stato ucciso, diverse persone sono rimaste ferite, tra loro bambini. Ad agosto la polizia aveva fermato un ventitreenne accusato di incitare all’omicidio di alti esponenti politici. E nel 2024, dopo l’attentato al premier slovacco Robert Fico, Tusk disse di aver ricevuto minacce a sua volta.C’entra la Russia? Nessuno, a Varsavia, lo ha affermato. Il 17 settembre Tusk aveva detto in Parlamento, citando valutazioni d’intelligence non specificate, che Mosca prepara attacchi «ibridi» con droni e missili contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, Polonia compresa, con l’obiettivo di «paralizzare o almeno indebolire la determinazione» degli Stati della Nato a invocare l’articolo 5, la clausola di difesa collettiva. Il Cremlino ha respinto con forza le accuse europee di sabotaggi e ha negato di avere simili piani. Per la minaccia di domenica le autorità polacche non hanno indicato alcun collegamento con la Russia.E i due uomini nel mirino? Alle 13 né Tusk né Kosiniak-Kamysz avevano detto una parola in pubblico. Il premier guida dal 2023 una coalizione di centro che convive con un presidente, Karol Nawrocki, eletto con il sostegno dell’opposizione nazional-conservatrice; nemmeno dal palazzo presidenziale e dai partiti di opposizione sono arrivate reazioni.Resta il fatto che i servizi hanno deciso di parlare. I due ministri sono affidati al Servizio di protezione dello Stato, lo stesso corpo che ha ricevuto l’email, e la verifica sulla sua origine è nelle mani della polizia. «Non ho altri commenti», ha detto il portavoce dei servizi speciali prima di lasciare i cronisti.