Yemen, l’Egitto assicura la cooperazione per la sicurezza sul Mar Rosso

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Mentre in Yemen continuano i combattimenti tra i ribelli houthi e l’esercito governativo, sostenuto da una coalizione internazionale a guida saudita, l’Egitto assicura la propria disponibilità a “cooperare” con l’esecutivo internazionalmente riconosciuto anche per garantire “la sicurezza del traffico marittimo” lungo lo Stretto di Bab Al-Mandeb. E’ quanto emerge dalla dichiarazione congiunta siglata dal ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, insieme all’omologo yemenita Afrah Al-Zouba. Gli scontri avviati a inizio settembre dai ribelli houthi di Ansar Allah puntano infatti al controllo dello stretto d’accesso al Mar Rosso, creando non solo un problema di sicurezza nell’area, l’aumento dei prezzi del greggio e carenze negli approvvigionamenti, ma anche danni alle casse del tesoro egiziane, per via del fatto che molte navi cargo rifiutano di attraversare il Mar Rosso e quindi utilizzare il canale di Suez, che vale ingenti introiti fiscali al governo del Cairo.Sul terreno, gli scontri continuano: l’epicentro è diventato il distretto sud-occidentale di Taiz, che i ribelli stanno cercando di prendere sotto il loro controllo. Secondo i media internazionali, le vie d’accesso alla terza città più grande del Paese sono bloccate dalle forze houthi, che – nonostante i bombardamenti della coalizione guidata da Riad – continuano ad avanzare e la notte scorsa hanno colpito pesantemente le postazioni filogovernative nel sud. Da ieri si sarebbero già registrati una sessantina di morti, di cui venti dell’esercito yemenita e quaranta tra i combattenti del governo rivale guidato dagli houthi, che dal 2014 si è insediato nella capitale Sana’a.