Al Circo Massimo di Roma, la FAO presenta esperimenti e tecnologie interattive per sensibilizzare il pubblico sulla gestione sostenibile delle risorse naturali. Livia Peiser: «Vogliamo far capire ai visitatori, toccando con mano, l’importanza del suolo e dell’acqua per la produzione agricola».Il futuro della sicurezza alimentare passa anche dalla tutela di due risorse fondamentali: l’acqua e il suolo. È questo uno dei messaggi al centro di “Dal seme al cibo 2026”, l’esposizione internazionale organizzata dalla FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, al Circo Massimo di Roma dall’8 al 12 ottobre.La manifestazione propone un percorso tra innovazione, sostenibilità e conoscenza dei sistemi agroalimentari, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire come le risorse naturali influenzino direttamente la produzione agricola e la disponibilità di cibo.A raccontare gli obiettivi delle attività dedicate alla gestione dell’acqua e del suolo è Livia Peiser, Senior Land and Water Officer e Head of the Geospatial Unit della FAO, intervistata ai microfoni di Roma Daily News durante l’evento.Acqua e suolo, risorse fondamentali per il futuro dell’agricolturaSensibilizzare i cittadini sull’importanza delle risorse naturali e rendere comprensibili i processi che regolano la produzione alimentare: è questo l’obiettivo delle attività presentate dalla FAO.«L’obiettivo in questo caso è proprio sensibilizzare il pubblico sull’importanza delle risorse acquatiche e del suolo per la sicurezza alimentare e per i sistemi agricoli nel mondo», ha spiegato Livia Peiser.L’iniziativa punta a superare il tradizionale approccio espositivo, coinvolgendo direttamente i visitatori attraverso dimostrazioni pratiche ed esperimenti che consentono di osservare il rapporto tra ambiente e produzione agricola.«Volevamo veramente dare ai visitatori la sensazione di capire, toccando con mano, l’importanza del suolo e dell’acqua per la produzione agricola», ha aggiunto la rappresentante della FAO.Tecnologie ed esperimenti internazionali per monitorare le risorse naturaliUno degli elementi caratterizzanti dell’esposizione è la partecipazione di diversi Paesi, che hanno contribuito con strumenti e applicazioni dedicati allo studio delle risorse idriche e del terreno.Tra le realtà coinvolte figurano Corea, Italia e Malta, insieme ad altri Paesi che hanno messo a disposizione esperimenti e tecnologie per mostrare concretamente come vengono monitorate le condizioni ambientali.Attraverso queste dimostrazioni, il pubblico può osservare come si analizzano la qualità dell’acqua e del suolo e il livello di umidità del terreno, comprendendo in che modo tali fattori influenzino la crescita delle piante.L’utilizzo di strumenti di monitoraggio rappresenta infatti un elemento importante per comprendere le condizioni delle risorse naturali e supportare una gestione più consapevole delle attività agricole, soprattutto in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente pressione sulle risorse idriche.Una sandbox interattiva per comprendere gli effetti della siccitàTra le esperienze proposte dalla FAO trova spazio anche una sandbox interattiva, un’area nella quale bambini e adulti possono modellare il terreno e osservare gli effetti dell’acqua e della siccità.Un’attività che permette di visualizzare in maniera immediata fenomeni ambientali complessi, rendendo accessibili anche ai più piccoli concetti fondamentali per la sicurezza alimentare.«C’è anche una sandbox, un’area dove i bambini, anche gli adulti, possono modellare il terreno e capire come l’acqua e la siccità influiscono sulla produzione, sulla sicurezza alimentare», ha raccontato Peiser.L’approccio scelto dalla FAO punta dunque sull’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, trasformando la conoscenza scientifica in un’attività concreta e partecipativa.Dal Circo Massimo un messaggio sulla tutela delle risorse naturaliCon “Dal seme al cibo 2026”, Roma diventa uno spazio di incontro tra ricerca, innovazione e divulgazione scientifica, avvicinando cittadini e famiglie alle sfide che interessano il futuro dell’alimentazione.La gestione dell’acqua, la qualità dei terreni e gli effetti della siccità rappresentano questioni che riguardano non soltanto gli operatori agricoli, ma l’intera collettività, considerando il loro legame con la produzione alimentare.«È molto tattile come esperienza, molto pratica. Speriamo che alla fine i visitatori capiscano e siano interessati a conoscere di più le risorse di suolo e acqua per il cibo», ha concluso Livia Peiser.Un invito a guardare oltre il prodotto che arriva sulle nostre tavole, per comprendere quanto la disponibilità di cibo dipenda dalla salute delle risorse naturali e dalla capacità di preservarle per le generazioni future.