Brasile, la Corte suprema ordina l’arresto di Eduardo Bolsonaro: il figlio dell’ex presidente vive in Texas

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BRASILIA — L’uomo che il Brasile ha ordinato di arrestare vive in Texas con una green card, e suo fratello è in testa nei sondaggi per la presidenza. Giovedì Alexandre de Moraes, giudice del Supremo tribunale federale, la Corte suprema brasiliana, ha emesso un mandato d’arresto per Eduardo Bolsonaro, 42 anni, ex deputato e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, riferisce l’Associated Press. Deve scontare 4 anni e 2 mesi per coercizione nel corso di un procedimento giudiziario: la condanna, pronunciata a giugno, è diventata definitiva il 3 ottobre, con il rigetto degli ultimi appelli.Il mandato arriva a diciassette giorni dal ballottaggio del 25 ottobre, in cui il fratello maggiore Flávio, 45 anni, senatore del Partito liberale, sfida il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva. Un sondaggio Datafolha pubblicato giovedì lo dà al 52% contro il 48% di Lula. A diciassette giorni dal voto, il mandato porta nelle urne lo scontro tra la famiglia Bolsonaro e il giudice che ha condannato il padre.Moraes ha annullato il passaporto brasiliano di Eduardo e ha ordinato alla polizia federale di arrestarlo non appena rientrerà nel Paese. Il Tribunale superiore elettorale è stato informato: i suoi diritti politici sono sospesi. «L’imputato non può trarre beneficio dal proprio illecito fuggendo dal territorio nazionale verso un luogo ignoto allo scopo di vanificare l’applicazione della legge penale», scrive il giudice nell’ordinanza.Eduardo Bolsonaro si è trasferito negli Stati Uniti nel marzo 2025, annunciando che avrebbe dedicato «il 100%» delle proprie energie alla liberazione del padre. L’assenza gli è costata il seggio alla Camera dei deputati e il posto di agente della polizia federale. È stato condannato per aver fatto pressione su Washington perché sanzionasse membri del governo brasiliano e alzasse i dazi sull’export del Paese, mentre a Brasilia si celebrava il processo al padre.Il suo avvocato non ha risposto alla richiesta di commento dell’agenzia americana. L’amministrazione Trump non ha mai commentato la condanna.Il trattato del 1961Che il mandato venga eseguito è un’altra questione. Il trattato di estradizione tra Stati Uniti e Brasile risale al 1961, ricorda Raphael Vieira da Fonseca Rocha, docente di diritto all’Università federale di Juiz de Fora: una richiesta formale avrebbe bisogno del via libera dell’amministrazione Trump, che il giurista considera «improbabile», e passare per i canali diplomatici «indebolirebbe la Corte suprema». Secondo lui la Corte probabilmente non ci proverà, e la cancellazione del passaporto serve soprattutto a fare pressione.João Pedro Padua, docente all’Università federale Fluminense, aggiunge un ostacolo tecnico: la coercizione in procedimento giudiziario non compare nella lista dei reati estradabili del trattato, e quella lista è interpretata come tassativa.La famiglia Bolsonaro considera Moraes un nemico politico. Il giudice, che ha condotto il processo contro Jair Bolsonaro, è a sua volta accusato di rapporti impropri con il banchiere Daniel Vorcaro, proprietario del Banco Master; ha negato e ha definito il caso a suo carico una ritorsione politica per quella condanna. Jair Bolsonaro è in carcere: agli arresti domiciliari dall’agosto 2025 e in custodia cautelare da novembre, sconta 27 anni per il piano golpista seguito alla sconfitta elettorale del 2022.Flávio Bolsonaro ha incassato giovedì l’appoggio di Augusto Cury, candidato del partito Avante arrivato terzo al primo turno con quasi il 3%, secondo l’Agence France-Presse. «Il mio appoggio non è un assegno in bianco», ha detto Cury. Al primo turno, il 4 ottobre, Flávio aveva superato Lula di 2,2 milioni di voti, un risultato che i sondaggi non avevano previsto.Era stato Eduardo, il 26 maggio, a portare il fratello alla Casa Bianca da Donald Trump, mentre Flávio era sotto pressione per i legami con il banchiere Vorcaro, da lui stesso ammessi. Cinque mesi dopo, uno dei due ha un mandato d’arresto e l’altro guida i sondaggi.