Malen: «Non ho mai segnato così tanto. L’allenatore e i compagni mi danno tanta fiducia. Il feeling con Dybala è stato immediato»

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Roma, parla Malen: «Non ho mai segnato così tanto. L’allenatore e i compagni mi danno tanta fiducia. Il feeling con Dybala è stato immediato». Le dichiarazioniL’impatto di Donyell Malen sul pianeta Roma è stato a dir poco travolgente: arrivato a gennaio dall’Aston Villa, la punta olandese si è laureata bomber più prolifico del campionato, riportando i giallorossi nell’Europa dei grandi e al vertice della Serie A dopo le prime cinque uscite. Ai microfoni del Corriere dello Sport, il giocatore si è raccontato tra ricordi, integrazione nel calcio italiano e ambizioni future.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoPAROLE – «Non ho mai segnato così tanto. Cosa è cambiato? Penso un po’ tutto. Ho giocato molto e ovunque, ma oggi credo di essere nel posto giusto con le persone giuste. L’allenatore e i compagni mi danno tanta fiducia, tutte queste cose insieme mi portano a essere quello che sognavo»TRASFERIMENTO – «Sono stato io, volevo giocare, far parte di una squadra dove poter scendere in campo ogni fine settimana e risultare importante. In quella fase non sentivo di esserlo, penso di aver fatto la scelta migliore. Al centro è la posizione in cui mi sento meglio, more comfortable»ROMA – «l feeling con Paulo è stato immediato. Chi mi ha sorpreso? Tanti, Pisilli è molto giovane, l’ho visto subito, ha qualità. Manu (Koné, ndr), fantastico. Alcuni li conoscevo dall’Olanda. Marten (De Roon, ndr) ad esempi. Il modo in cui gestisce i giocatori, sai che non ti mentirà mai su niente. Nello spogliatoio è successo che abbia fatto saltare delle sedie, dopo il Parma era troppo felice ed è volato anche un tavolo»CONFRONTO PREMIER – «Ho giocato nell’Ajax quand’ero giovanissimo, a sedici anni mi hanno preso all’Arsenal e a diciotto al Psv, nella seconda squadra. Differenti culture, lo stile olandese, quello inglese, è stato importante. In Inghilterra c’è molta pioggia e molto freddo. Qui in estate devi rallentare il gioco, non puoi sempre andare avanti e indietro con quaranta gradi… In Premier c’è una filosofia differente, non trovi mai dei blocchi difensivi come quelli italiani»