Francia, il premier Lecornu libera 10 milioni di barili di gasolio: i liceali tornano sulle barricate a Parigi

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PARIGI — Emma Khelil ha 18 anni, è iscritta all’università e fino a pochi mesi fa sedeva nelle aule del liceo Hélène Boucher, nel nord-est di Parigi. Giovedì mattina era davanti al cancello della sua vecchia scuola, mentre la polizia disperdeva con i lacrimogeni i liceali che avevano trascinato i cassonetti in strada per alzare nuove barricate. «Siamo qui per difendere i nostri diritti, non per perdere un occhio o una mano», ha detto all’Associated Press. Dell’edificio ricorda le infiltrazioni d’acqua, l’isolamento che non tiene, i topi.La sera prima, in un discorso televisivo da Matignon, la sede del governo, il primo ministro Sébastien Lecornu aveva annunciato 10 milioni di barili di gasolio delle riserve strategiche messi a disposizione dei distributori in tre mesi. Il prezzo alla pompa, ha detto, scenderà «automaticamente» di una cifra stimata tra 12 e 18 centesimi al litro. Alla piazza studentesca non è bastato. Giovedì 375 scuole erano chiuse del tutto o in parte, almeno una dozzina di cortei era in programma nel pomeriggio e gli arresti dalla fine di settembre hanno superato quota 6.600, secondo il ministero dell’Interno.La misura esce dalla riunione d’emergenza del G7, il gruppo delle sette grandi economie, convocata venerdì scorso dal presidente Emmanuel Macron per attingere alle scorte in modo coordinato, riferisce Reuters. Il carburante sarà ceduto ai distributori al prezzo di prima della crisi e gli operatori avranno fino a un anno per ricostituire gli stock. La Francia detiene 50 milioni di barili di gasolio strategico, ha detto giovedì mattina la ministra dell’Energia Maud Bregeon, su un mercato teso per le interruzioni nello stretto di Hormuz e per gli attacchi ucraini alle raffinerie russe.La collera «non viene dal nulla», ha detto Lecornu, il Paese prova «stanchezza» per la serie di crisi, ma «prendere queste decisioni oggi, ripartendo il peso in modo equo, eviterà misure ben più drastiche domani»: l’obiettivo resta un deficit al 5 per cento del prodotto interno lordo nel 2027. Alle rivendicazioni degli studenti il discorso non ha risposto: la risposta politica, ha detto il premier, arriverà solo a fine mese.Lacrimogeni davanti ai liceiAl liceo Voltaire, nell’XI arrondissement, gli studenti hanno bloccato l’ingresso e tenuto un’assemblea prima del corteo convocato per le 14 a place de la République. Davanti all’Hélène Boucher molti ragazzi portavano mascherine o cappucci per non farsi riconoscere; quando la polizia ha circondato una piazza vicina, la folla ha premuto e sono partiti altri lacrimogeni.Lunedì a Lens, città del nord, un quindicenne ha perso una mano colpito da una granata assordante; mercoledì il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha sospeso l’uso di quelle granate nelle manifestazioni studentesche. I sindacati degli studenti accusano la polizia di uso sproporzionato della forza e hanno convocato la quarta giornata di mobilitazione. Sulle cifre di martedì governo e studenti divergono: 256.000 manifestanti in tutta la Francia per l’Interno, 450.000 per l’Union Syndicale Lycéenne, il principale sindacato dei liceali.Il governo respinge l’accusa di aver ordinato la repressione. All’Assemblea nazionale Lecornu ha condannato «senza equivoci» la «violenza estrema arrivata alle porte dei nostri licei»: 215 studenti e 85 operatori scolastici feriti. Gli agenti feriti sono oltre 700. In tv se l’è presa con «i leader politici che usano questa collera per condurre le loro battaglie elettorali». Macron è un presidente uscente, si vota in aprile e i sondaggi danno in crescita il Rassemblement National, l’estrema destra, e la sinistra del Nouveau Front Populaire. A sei mesi dal voto, il governo ha scelto di rispondere prima al portafoglio degli automobilisti che ai cancelli dei licei.La protesta ha varcato il confine: a Liegi, in Belgio, il sindaco ha vietato i raduni pubblici fino al 16 ottobre dopo una serata di idranti, lacrimogeni e quasi 90 arresti.Emma Khelil non crede che i barili cambino la piazza. «Non credo che il movimento perderà slancio», ha detto. «Finché le cose non cambiano, il movimento si rafforzerà, con una possibile convergenza delle lotte, soprattutto con le presidenziali in arrivo».