Controllare la pressione potrebbe evitare oltre 518mila morti cardiovascolari ogni anno

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AGI - Migliorare il controllo della pressione arteriosa potrebbe evitare oltre 518mila morti cardiovascolari ogni anno in 20 Paesi, soprattutto a reddito medio, dove milioni di persone non ricevono trattamenti preventivi adeguati.È quanto emerge da un'analisi coordinata da Scott Pilla, professore associato di medicina alla Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, presentata alle Hypertension Scientific Sessions 2026 dell'American Heart Association, che si sono svolte ad Arlington, in Virginia, dal 7 all'11 ottobre.Oltre mezzo milione di decessi evitabiliSecondo le stime, portare l'accesso ai principali servizi di prevenzione ai livelli raggiunti dai sistemi sanitari statunitensi più efficienti, pari a circa l'80% dei pazienti eleggibili, consentirebbe di prevenire 518.476 decessi cardiovascolari all'anno attraverso il controllo dell'ipertensione.L'analisi ha confrontato sei interventi preventivi: controllo della pressione arteriosa; trattamento del colesterolo elevato con statine; gestione della glicemia nei pazienti diabetici; screening del tumore del colon-retto; screening del tumore della mammella; screening del tumore della cervice uterina.Statine e diabete tra gli interventi più efficaciDopo il controllo dell'ipertensione, gli interventi con il maggiore impatto stimato sulla mortalità cardiovascolare sono risultati: l'impiego appropriato delle statine, con 340.682 decessi evitabili ogni anno; il controllo della glicemia nelle persone con diabete di tipo 1 o 2, con 309.520 morti in meno.L'estensione dello screening del tumore del colon-retto all'80% della popolazione eleggibile potrebbe invece prevenire 206.767 decessi oncologici ogni anno.Le parole dei ricercatori"Abbiamo scoperto che estendere il trattamento dell'ipertensione a un maggior numero di persone permetterebbe di prevenire il maggior numero di morti, seguito da un impiego più ampio delle statine e dal controllo della glicemia", spiega Pilla.I ricercatori hanno utilizzato dati sanitari internazionali per stimare gli effetti dell'ampliamento dei servizi preventivi nei 20 Paesi selezionati in base all'elevato numero di decessi attribuibili alle malattie non trasmissibili.I margini di miglioramentoI risultati mostrano ampi margini di miglioramento.Soltanto un adulto iperteso su cinque nei Paesi esaminati presenta valori pressori controllati, inferiori a 140/90 millimetri di mercurio.Appena il 16% delle persone con colesterolo elevato assume statine, mentre il 39% dei pazienti diabetici raggiunge livelli di controllo glicemico considerati adeguati.Anche l'accesso agli screening oncologici rimane limitato, con percentuali comprese tra il 14% e il 26% delle persone per le quali sono indicati.L'impatto nei Paesi a reddito medioL'impatto del controllo della pressione sarebbe particolarmente rilevante nei Paesi a reddito medio-alto, con 223.282 decessi evitabili all'anno, e in quelli a reddito medio-basso, con 223.655 morti in meno."L'ipertensione è uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari", sottolinea Daniel W. Jones, presidente del comitato che ha elaborato le linee guida 2025 dell'American Heart Association e non coinvolto nello studio.Secondo Jones, un trattamento appropriato, attraverso modifiche dello stile di vita e farmaci quando necessari, può ridurre il rischio di infarto, ictus, insufficienza cardiaca e altre complicazioni.I limiti della ricercaLe stime sono state elaborate attraverso modelli statistici e non rappresentano decessi effettivamente evitati.Gli autori segnalano inoltre la disponibilità limitata di dati in alcuni Paesi e precisano che lo studio non individua strategie specifiche per ampliare l'accesso alle cure.I risultati sono preliminari: la ricerca è stata presentata come abstract congressuale e non è ancora stata pubblicata come articolo completo sottoposto a revisione paritaria.