AGI - La costruzione della prossima manovra è legata a doppio filo alla trattativa in corso sulle modalità di utilizzo della flessibilità concessa dalla Ue sull'energia. Il governo vorrebbe utilizzare i fondi della National Escape Clause (Nec) - nella giornata di martedì 13 il Parlamento voterà sulla richiesta di scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro su energia e difesa per 2027 e 2028 - anche per sostenere i bisogni delle famiglie legati al caro energia, non solo per investimenti. Dunque, l'approdo in Cdm del testo della legge di bilancio, in teoria potrebbe slittare anche oltre il 20 ottobre, scadenza entro la quale la Ue attende il documento. Alle coperture potrebbero contribuire anche banche e istituti di credito.Nel frattempo, l'analisi del Dpfp traccia un quadro in chiaroscuro. L'Istat annota che le retribuzioni di fatto tra il primo trimestre 2021 e il secondo del 2026 sono calate del 9,4%. Mentre Bankitalia, analizzando il documento, annota che il margine sul deficit è stretto e bisogna evitare scostamenti. Sulla stessa linea l'Upb che sottolinea come "scostamenti di entità limitata nella parte finale dell'anno potrebbero compromettere l'uscita dalla procedura".Le valutazioni di Giorgetti sulla Nec"Facciamo il nostro meglio, in base a come evolve questa vicenda" della Nec "che è abbastanza importante. Come si articolerà la Nec sull'energia ci saranno alcune misure piuttosto che altre. Abbiamo un set ampio di misure che abbiamo proposto di cui stiamo discutendo. Cercheremo di arrivare entro il 20 ottobre ma questa vicenda ovviamente ci condiziona", ha spiegato ieri il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, a margine dell'audizione sul Dpfp in Commissioni Bilancio congiunte. Il testo potrebbe arrivare in Cdm oltre il 20 ottobre? Il titolare del Mef ha specificato: "Vorrei presentare una legge di bilancio che abbia dei contorni definiti. La discussione con la Commissione sta andando avanti, ci sarà un Consiglio europeo in settimana, magari ne parleranno".Il sostegno alle famiglie sul caro energiaGiorgetti ha analizzato la situazione. "Vorremmo che ci sia la possibilità di usare la Nec anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno avuto questo tipo di shock sull'energia. Se l'Europa dice 'no le famiglie facciano da loro' secondo me è una risposta sbagliata. Io vivo in mezzo alla gente normale".Le possibili coperture della manovraQuanto alle possibili coperture del testo - si ipotizza la richiesta di un contributo a banche e assicurazioni, Giorgetti ha detto: "Tutti quelli che avranno possibilità di contribuire in questo momento, contribuiranno". Anche perché, ha aggiunto il ministro dell'Economia, "Non siamo più nell'età dell'oro in cui gli scostamenti si potevano fare perché non esistevano le regole".L'approccio prudente ai conti pubbliciGiorgetti ha rivendicato l'approccio prudente ai conti pubblici seguito nel corso della legislatura. "Negli ultimi anni la crescita effettiva si è mantenuta in linea, e in alcuni casi al di sopra delle previsioni formulate nei precedenti documenti del governo, a conferma di un'impostazione improntata alla prudenza".Il quadro delineato dal DpfpE ancora: "Il quadro che emerge dal DPFP è quello di un Paese che, pur trovandosi ad affrontare un contesto internazionale complesso e condizioni finanziarie meno favorevoli, ha continuato a crescere, sostenuto dalla domanda interna e dalla solidità del mercato del lavoro".Le valutazioni di BankitaliaGli enti previsori tracciano il quadro delle prospettive economiche stimate nel Dpfp. Bankitalia mantiene il focus sui rendimenti dei bond, sotto pressione a livello globale. "Il significativo aumento dei rendimenti sui mercati internazionali del debito sovrano rende particolarmente importante preservare gli equilibri delle finanze pubbliche. Un elevato debito pubblico costituisce un fattore di vulnerabilità in caso di mutamenti nella tolleranza al rischio dei mercati", rileva Andrea Brandolini, capo Dipartimento economia e statistica di Palazzo Koch.L'analisi della Corte dei ContiLa Corte dei Conti invece spiega che "lo scenario macroeconomico resta esposto a rischi significativi, prevalentemente orientati al ribasso. La ripresa dell'inflazione e il rialzo dei tassi d'interesse, unito al venir meno della spinta straordinaria del Pnrr, rischia di rallentare l'economia italiana e frenare la competitività delle imprese".Le indicazioni di Istat e UpbL'Istat, dopo l'analisi del Dpfp, richiede attenzione "sul fronte della crescita, sarà necessario monitorare la trasmissione del rincaro delle risorse energetiche all'economia e i potenziali effetti negativi su famiglie e imprese". L'Upb ha validato il quadro macroeconomico del Documento Programmatico, valutando l'impatto espansivo coerente e stimando il Pil 2026 a +1,1%, in leggero rialzo rispetto alla previsione del Mef all'1%.