Famiglie italiane e risparmio, cosa insegna il libro per i 175 anni di CDP

Wait 5 sec.

Gli italiani sono da sempre considerati un popolo di risparmiatori, ma quel denaro è lo specchio in cui si riflettono abitudini, decisioni, aspettative, desideri, problemi delle famiglie. Ad approfondire il fenomeno è il volume “Famiglie e risparmio. Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, edito in occasione dell’anniversario per i 175 anni dalla nascita di CDP. Realizzato da un team di ricerca del Centre for Economic Policy Research, coordinato dal professor Luigi Guiso dell’Einaudi Institute for Economics and Finance, il volume è composto da sei saggi ed è pubblicato da Il Mulino.“Famiglie e risparmio. Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”Dopo gli appuntamenti di Bologna, Torino e Roma, il volume “Famiglie e risparmio. Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani” è stato presentato all’Università Bocconi di Milano: presente all’incontro anche il presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini. Andando oltre le statistiche, i curatori hanno scelto di guardare il risparmio nella sua dimensione concreta e quotidiana e di tracciarne l’evoluzione: dal ruolo centrale delle famiglie nella formazione del risparmio nazionale fino all’inversione dei ruoli tra famiglie e imprese. Dal 1980 al 2024, la quota di risparmio nazionale delle famiglie è infatti scesa da quasi il 100% al 25%, mentre quella delle imprese è salita al 75%.Scende il tasso di risparmio delle famiglieQuanto all’Italia, il tasso di risparmio delle famiglie è sceso dal 25% del reddito disponibile netto nel 1990 a circa il 5% negli anni recenti. Un calo netto sul quale incidono diversi fattori, tra cui la stagnazione della produttività, il progressivo invecchiamento della popolazione, lo sviluppo del credito al consumo e dei mutui (che hanno ridotto il risparmio “forzato”) e l’andamento dei redditi. Esiste infatti un preciso legame tra risparmio e crescita economica: un punto percentuale in più di crescita media è associato a un incremento di 2,3 punti percentuali nel tasso di risparmio. Il libro pone inoltre a confronto la situazione nazionale con quanto accade nel resto dell’Unione europea proprio per trarne, grazie anche all’accuratezza dei dati e alla specificità del nostro Paese, alcune lezioni di valenza generale.Portafogli, l’immobiliare resta predominanteAltro tema centrale del libro è la gestione e l’allocazione della ricchezza: cioè come le famiglie italiane investono il proprio risparmio, quali strumenti prediligono e con quali conseguenze. Ebbene, gli immobili rappresentano ancora circa il 70% dell’attivo medio e l’85% di quello mediano. Seppur in un trend in miglioramento, resta quindi modesta la diversificazione. Tutto questo quando invece, per sostenere la crescita economica, è cruciale migliorare l’allocazione del risparmio, promuovere la previdenza complementare e la “cultura dell’equity”. Secondo lo studio, la scarsa partecipazione al mercato azionario non dipende peraltro da un’avversione al rischio, ma da ostacoli strutturali quali mancanza di fiducia e di informazione.Pensioni, alla previdenza complementare serve uno scattoIl volume, edito in occasione dei 175 anni di Cassa Depositi e Prestiti, ricorda quindi come i sistemi pensionistici siano centrali nell’architettura finanziaria di uno Stato: fornendo reddito in vecchiaia, influenzano infatti le scelte individuali dei percettori, con ripercussioni anche sui trend generali di accumulo di ricchezza. Nel caso del nostro Paese, la previdenza complementare resta poco diffusa rispetto ad altri Stati europei, complice anche il peso specifico e l’importanza del primo pilastro previdenziale. Il tutto nell’ambito di un sistema che non solo pesa molto sul PIL, ma è stato più volte riformato per allinearne la sostenibilità alla rapida transizione demografica e all’aumento della speranza di vita.In famiglia crescono le donne che gestiscono le finanzeQuanto infine allo spaccato di genere, nelle coppie giovani e istruite superano ormai quota 50% le donne che gestiscono le finanze familiari; alla fine degli anni ’80 erano il 5%. Il risultato è frutto sia della maggiore istruzione femminile sia di alcuni cambiamenti normativi, come l’avvenuta riforma del diritto di famiglia. Malgrado questo, il divario di genere nella ricchezza previdenziale resta significativo.Un momento della presentazione a Milano del volume “Famiglie e risparmio. Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani”, edito in occasione dei 175 anni di Cassa Depositi e Prestiti Contenuto consigliatoL'articolo Famiglie italiane e risparmio, cosa insegna il libro per i 175 anni di CDP proviene da Nicolaporro.it.