Francesca Astrei debutta in prima nazionale con “Gli elefanti nella stanza” dal 17 ottobre al 1° novembre 2026 al Tetro India

Wait 5 sec.

Teatro India17 ottobre – 1 novembre 2026Il Teatro di Roma sostiene la giovane drammaturgia con un monologo intimo e politicoper raccontare ciò che non si dice, trasformando l’invisibilità familiarein un atto drammaturgico di responsabilità e veritàAl Teatro India in prima nazionale la nuova produzione firmata da Francesca Astrei: Gli elefanti nella stanza, l’universo dei siblings e l’ombra del “dopo di noi”Gli elefanti nella stanzadi e con Francesca Astreiscenografia Alessandra Solimenedisegno luci Camilla Piccionimusiche composte da Giorgio AstreiResidenza creativa Tuttoteatro.comsi ringraziano SuperAbile APS, NidOramai, Carrozzerie n.o.t.Nell’ambito del progetto Roma Theatrum Mundi, con il sostegno di Fondazione Romaproduzione Teatro di Roma – Teatro Nazionaleorari spettacolo: 17 ottobre ore 20.0018 e 25 ottobre e 1 novembre ore 18.00 I dal 20 al 24 ottobre ore 20.00 I dal 27 al 31 ottobre ore 19Il Teatro India si conferma un luogo di osservazione delle evoluzioni performative, dove la scrittura scenica attinge alla realtà e i linguaggi del presente si intrecciano alle nuove geografie artistiche. In questo ecosistema di ricerca e di indagine sulle fratture dell’identità contemporanea si innesta, dal 17 ottobre al 1° novembre, la nuova produzione del Teatro di Roma in prima nazionale, Gli elefanti nella stanza, monologo scritto e interpretato da Francesca Astrei, Premio Ubu 2025 come migliore attrice under 35.Attraverso la storia di due sorelle e una madre, tessuta insieme a un attento e intimo coro di testimonianze raccolte sul campo, lo spettacolo porta in scena una realtà ancora poco raccontata: quella delle persone con disabilità e dei loro familiari, all’interno di una società che non è realmente in grado di garantire i loro diritti e di riconoscere le loro necessità. Il racconto è condotto attraverso gli occhi di una “sibling”, termine mutuato dall’inglese per indicare i fratelli e le sorelle di persone con disabilità. Uno sguardo intimo e insieme politico, con cui l’autrice racconta ciò che accade negli equilibri domestici quando la responsabilità e l’accudimento entrano precocemente nella vita della famiglia.Con Gli elefanti nella stanza, la drammaturga e attrice costruisce il ritratto di tre donne osservate in diverse fasi della vita, restituendo il crescere insieme e il continuo ridisegnarsi dei loro legami familiari. Più che una storia di disabilità, l’opera si rivela come un’esplorazione profonda delle relazioni: l’essere sorelle, figlie e madri prima ancora di qualsiasi altra definizione (persona con disabilità, sibling, o caregiver). La narratrice entra così nelle maglie di un amore profondo che racchiude le diversità, le fatiche quotidiane e una consapevolezza mai verbalizzata ma sempre più evidente: quella di diventare, per la propria sorella, la figura affettiva di riferimento per un tempo persino più lungo di quello dei genitori.«In ogni famiglia, ogni componente sviluppa naturalmente il proprio ruolo (all’interno del nucleo familiare), creando un equilibrio interno nel microcosmo domestico – racconta Francesca Astrei – Quando, all’interno del nucleo familiare, un componente ha delle necessità specifiche, il sistema familiare ridisegna il mosaico del proprio assetto. I siblings fanno esperienza di questa ridistribuzione molto presto. In più, sono il punto di congiunzione più nitido tra la persona con disabilità e il genitore (che, tendenzialmente, è il caregiver primario), e questo unisce un grande senso di responsabilità ad una grande sensibilità. Nonostante l’unicità delle esperienze raccolte, alcune sfide si sono rivelate comuni alla maggior parte dei siblings. Una tra le più frequenti consiste nell’affrontare la grande domanda, il loro elefante nella stanza: e dopo? Quando i genitori non ci saranno più? Come si ridistribuirà l’equilibrio del microcosmo familiare affinché non manchino le premure e le attenzioni necessarie, senza che nessun ruolo venga meno alla propria natura? Sentimenti contrastanti, un continuo mescolarsi di amore e preoccupazioni, traguardi e stanchezza, intimità e allontanamenti animano la relazione fraterna, la relazione più lunga di tutta la vita».Gli elefanti nella stanza si fa così specchio delle complessità sociali e dell’inespresso, trasformando una condizione vissuta in solitudine in un’indagine sulla responsabilità collettiva. L’opera affronta quel primo, ingombrante “elefante nella stanza” evocato dal titolo: il pensiero impronunciato del “dopo di noi”, un’ombra ingombrante e difficile da nominare all’interno delle stesse famiglie per l’incapacità di immaginare il futuro dei figli quando i genitori non potranno più occuparsene.Dalle voci ascoltate nel percorso di ricerca condotto con sensibilità da Francesca Astrei affiorano nodi precisi: l’adultizzazione precoce, il sentirsi invisibili, il rapporto con una società che etichetta ciò che è “normale” e ciò che è “diverso”, la ricerca di uno spazio proprio e di uno spazio comune. Lo spettacolo riporta al centro l’ordinarietà delle vite, respingendo la narrazione consolatoria delle persone con disabilità e dei loro familiari come figure “eroiche”. Assistenza, sanità e integrazione non appartengono infatti alla sfera dell’eccezionalità, ma a quella dei diritti fondamentali: un atto drammaturgico che nomina l’incertezza del domani per restituire dignità e visibilità a una condizione che riguarda le famiglie, ma interroga l’intera società.Fondazione Teatro di Roma _www.teatrodiroma.netTeatro India _ Lungotevere Vittorio Gassman, 1 (già Lungotevere dei Papareschi) – RomaBiglietteria: tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net _Biglietti: intero €22 – €18Orari spettacolo:sabato 17 ottobre ore 20.00 I domenica 18 e domenica 25 ottobre ore 18.00da martedì 20 a sabato 24 ottobre ore 20.00 I da martedì 27 a sabato 31 ottobre ore 19domenica 1 novembre ore 18.000