Giallo di Pietracatella, 155 pc sotto esame in tre scuole per le ricerche sulla ricina

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Tre scuole da passare al setaccio, compresa quella frequentata da una delle vittime. Tre giorni che potrebbero lasciare il segno nell’inchiesta sul giallo di Pietracatella. La Procura di Larino ha deciso di dare un ulteriore impulso alla ricerca del computer dal quale potrebbe essere stato cercato, e forse acquistato, il veleno usato per uccidere Antonella Di Ielsi, 50 anni, e sua figlia, Sara Di Vita, 15 anni.Tre scuole nel mirino degli investigatoriLa prossima settimana la polizia sarà impegnata in una serie di importanti perquisizioni negli istituti scolastici frequentati da persone più o meno vicine alle vittime: martedì 13 ottobre le verifiche partiranno dall’istituto agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito della professoressa amica di Gianni Di Vita, il padre e il marito delle vittime che ad oggi è parte offesa nel procedimento penale per duplice omicidio volontario aperto contro ignoti.Il giorno dopo gli uomini della Squadra Mobile di Campobasso si sposteranno di appena un chilometro per entrare nel liceo scientifico dove insegnava matematica la docente più volte messa a confronto con l’ex sindaco di Pietracatella. E poi ancora, giovedì 15 ottobre la tappa al liceo classico di Campobasso, l’istituto frequentato fino allo scorso anno scolastico da Sara Di Vita e dalla sorella Alice, oggi studentessa universitaria.Perquisizioni disposte a stretto giro rispetto alle verifiche effettuate tra Pietracatella e il capoluogo molisano negli studi professionali e nella nuova abitazione di Gianni Di Vita. Le ispezioni informatiche annunciate dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, si svolgeranno come accertamento irripetibile, motivo per il quale sono state avvisate le parti che potranno partecipare alle attività tecniche e nominare dei propri consulenti.Dall’analisi dei dispositivi informatici dipende anche l’eventuale sequestro dei computer ritenuti utili a ricostruire uno o più tasselli di quello che si configura ormai a tutti gli effetti come un duplice avvelenamento da ricina.I dettagli del decreto: disposizioni e lista dei PC sotto analisiAtto-Notifica-Perquisizione-Liceo-Pagano-CampobassoDownloadLe ricerche sulla ricinaL’obiettivo in tutte e tre le scuole da perquisire è lo stesso: individuare il computer dal quale siano state effettuate ricerche specifiche sulla ricina, sulla modalità di preparazione e somministrazione e anche sul suo acquisto online.Ricerca che per non trasformarsi nella caccia al classico ago nel pagliaio deve partire da un dato importante: si tratta di laboratori scolastici, frequentati quotidianamente da decine di studenti. Non basterà di conseguenza individuare la ricerca della ricina in un computer per risalire automaticamente a chi materialmente l’ha effettuata.Bisognerà valutare, sessione per sessione, eventuali procedure di login e logout da social e portali e, soprattutto, il giorno e l’orario preciso della ricerca per poterla effettivamente collegare ad uno o a più utenti e ai fatti di Pietracatella. In totale nei tre istituti scolastici saranno ispezionati 155 computer.La pista che porta dagli Stati UnitiÈ chiaro ed evidente che la Procura stia seguendo una traccia ben precisa: le ultime indagini hanno fatto emergere la presenza di una serie di ricerche web sulla ricina. E gli inquirenti sarebbero pronti anche a rivolgersi all’Fbi per cercare di seguirne una che pur partendo dagli Stati Uniti sembra molto vicina a Pietracatella.Si tratta di una richiesta di informazioni sulla ricina effettuata su un portale, un forum dove si può chiedere qualsiasi cosa agli utenti della rete. Ma chi indaga non esclude nemmeno l’utilizzo del dark web, la Fossa delle Marianne della rete accessibile solo a utenti molto esperti.Alla polizia la procuratrice di Larino ha chiesto sia di verificare «l’eventuale utilizzo di strumenti destinati alla navigazione anonima» che analizzare «gli artefatti digitali idonei a ricostruire l’attività di navigazione, ricerca, consultazione, download, creazione, modifica o cancellazione di contenuti pertinenti ai fatti per cui si procede».Il filone d’inchiesta sul duplice omicidio volontario premeditato prosegue, al momento, senza indagati, mentre restano coinvolti nelle indagini con l’ipotesi di omicidio colposo cinque medici in relazione ai soccorsi prestati ad Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita nelle ore successive ai primi malori causati dall’ingestione di una massiccia quantità di veleno.L'articolo Giallo di Pietracatella, 155 pc sotto esame in tre scuole per le ricerche sulla ricina proviene da La Verità.