La Svezia ha espulso 458 britannici dopo la Brexit e respinge una domanda di residenza su quattro

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STOCCOLMA — Il Migrationsverket, l’Agenzia svedese per la migrazione, ha confermato al Guardian che 458 cittadini britannici sono stati espulsi o allontanati dalla polizia dalla Brexit. Il numero arriva insieme a un altro che lo spiega: la Svezia respinge il 27,5% delle domande di residenza presentate dai britannici in base all’accordo di recesso, tre volte più di qualsiasi altro Stato dell’Unione europea. La media Ue è del 3-4%; il calcolo è del Foreign Office, il ministero degli Esteri di Londra.Il caso più grave è quello di Horace Mason, 74 anni, da 25 in Svezia, malato di Alzheimer e bisognoso di assistenza continua. Dopo la sconfitta davanti al tribunale della migrazione ha avuto dieci giorni per lasciare il Paese. La Corte d’appello per la migrazione ha scritto che «l’interesse dello Stato a una immigrazione regolata prevale sull’interesse di Mason a continuare a risiedere» in Svezia.John Sellers, 34 anni, è arrivato dall’Essex a 10 anni, insegna e ha sposato una svedese. Dopo tre domande respinte è stato espulso formalmente a gennaio, con l’obbligo di partire entro il 7 settembre. «Ogni volta che vado in Inghilterra mi sento un turista. La Svezia è casa mia», ha detto. Joyce Thomas, 78 anni, vedova ed ex infermiera, con figlio e nipoti nel Paese dopo 21 anni di residenza, doveva andarsene entro l’8 settembre, pena l’espulsione e un possibile divieto d’ingresso nell’area Schengen.La lista continua. Nichola Stanlick vive in Svezia da quando aveva 7 anni, cioè da 40 anni, ed è a rischio. Due anni fa Kathleen Poole, anche lei malata di Alzheimer, rischiò l’espulsione da una casa di cura per estratti conto e passaporto non aggiornati: il caso fu sospeso, lei morì poco dopo.La difesa di StoccolmaI casi nascono da una scadenza, il 31 dicembre 2021, termine per chiedere lo status di residente dopo la Brexit. La Svezia non contattò uno per uno i britannici per ricordarla. Le domande presentate sono state 14.233, poco meno di 4.000 quelle respinte. Nei cinque anni successivi, secondo Eurostat, 2.490 britannici hanno ricevuto l’ordine di lasciare la Svezia, quasi un terzo dei 7.500 in tutta l’Unione. «Una domanda respinta non comporta necessariamente l’espulsione», ha detto alla radio pubblica Sveriges Radio Susanna Fonsell, capounità ed esperta legale dell’agenzia.Il governo non arretra. Johan Forssell, ministro della Migrazione, ha risposto il 2 settembre a un’interrogazione sul caso Thomas: «L’agenzia ha verificato l’applicazione dell’accordo di recesso e la valutazione è che la Svezia ha rispettato i propri impegni. Questa valutazione è condivisa dalla Commissione». Bruxelles, da ultimo il 19 agosto, ha ripetuto che «non spetta alla Commissione dire agli Stati membri quanto severi o indulgenti debbano essere» con le domande tardive e non ha aperto procedure. La partita, chiusa due volte a Bruxelles, resta tutta a Stoccolma.David Milstead, fisico dell’Università di Stoccolma e portavoce del gruppo Brits in Sweden, che conta 9.000 iscritti, legge nei numeri un’onda di ritorno: chi fu respinto nel 2023-24 ottenne permessi temporanei di diritto nazionale e oggi non riesce a rinnovarli, perché dal 2022 il governo ha alzato le soglie salariali per il permesso di lavoro e i requisiti per il ricongiungimento. «Non credo che qualcuno si sia seduto a tavolino pensando “rendiamo la vita difficile ai britannici”. Probabilmente volevano il contrario, ma non c’è stata grande volontà politica di evitarlo», dice.Håkan Svenneling, deputato del Partito della Sinistra che segue il caso Thomas, chiede «un nuovo governo e un nuovo ministro della Migrazione che smetta di espellere persone con forti legami con la Svezia» e ha scritto a Forssell per sapere che cosa intenda fare. Il Foreign Office dice di sollevare «regolarmente» il tema con Stoccolma e con la Commissione; una fonte del governo britannico ritiene «improbabile che i motivi ragionevoli degli individui vengano accettati». Tra i casi di ritardo seguiti da Brits in Sweden, finora nessuno è stato risolto accettando la giustificazione.