MIAMI — Steve Witkoff e Jared Kushner, gli inviati di Donald Trump, ricevono oggi a Miami la delegazione ucraina e i consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia e Germania. Sul tavolo ci sono «nuove idee» per chiudere la guerra. La prima è un cessate il fuoco parziale: stop agli attacchi sulle centrali elettriche e sulle navi del grano, mentre il fronte resta dov’è.È un’idea, non ancora un piano. Kiev si è detta disponibile, Mosca ha mostrato poca apertura, secondo Axios, che ha anticipato la proposta. Volodymyr Zelensky, giovedì, ha scelto la prudenza: «Non sono ancora pronto a dire che cosa sia realistico. Non voglio dire qualcosa e poi avere la Russia che, come sempre, fa l’opposto per dispetto. Aspettiamo e vediamo».Il tavolo si apre nella settimana più sanguinosa dell’anno per i civili ucraini. Giovedì mattina a Kramatorsk, città industriale del Donetsk a pochi chilometri dal fronte, una bomba planante russa è esplosa accanto a due autobus urbani fermi a una fermata: 33 morti e 22 feriti, con i mezzi avvolti dalle fiamme. Per Reuters è l’attacco singolo più letale del 2026.La polizia della regione racconta che droni russi hanno poi preso di mira gli agenti impegnati a soccorrere le vittime; alcuni corpi sono stati ricomposti da frammenti. Il governatore del Donetsk, Vadym Filashkin, ha fermato i trasporti pubblici a Kramatorsk e nella vicina Sloviansk: «Per loro un autobus con passeggeri è un bersaglio attraente proprio perché un solo colpo può uccidere il maggior numero possibile di persone». Il consiglio comunale aggiunge che nel punto colpito «non c’è assolutamente alcun obiettivo militare».Il giorno prima un missile da crociera aveva centrato un palazzo residenziale di Pryluky, 150 chilometri a est di Kiev: 22 morti, tra cui cinque bambini, e i soccorritori che scavano ancora tra le macerie. Nella capitale i droni hanno colpito ponti, ferrovia e rete elettrica; giovedì altri 4 morti e 19 feriti. «Stanno facendo a pezzi Kiev», ha detto il sindaco Vitali Klitschko. Zelensky, su Telegram: «Questo attacco non resterà senza risposta. La Russia sta cercando di distruggere ogni forma di vita nel Donbass».La delegazione di KievA Miami per l’Ucraina siedono quattro uomini: Kyrylo Budanov, capo dello staff presidenziale, Rustem Umerov, direttore dell’intelligence estera, il consigliere diplomatico Serhiy Kyslytsya e il deputato David Arakhamia. L’incontro durerà due giorni. Dalla parte americana ci sono anche funzionari del Consiglio di sicurezza nazionale e del Tesoro, oltre a rappresentanti di Nato e Ue.Witkoff e Kushner hanno visto Trump giovedì alla Casa Bianca per presentargli l’ultima versione della proposta, con il segretario al Tesoro Scott Bessent. I due erano stati a Mosca e a Kiev a inizio settembre. «Sono tutti nervosi per l’inverno. Sarà un inverno duro se la guerra non si ferma», dice una fonte americana. Si parlerà anche di garanzie di sicurezza per l’Ucraina e di un piano di ricostruzione; più avanti nel mese i due inviati potrebbero tornare a Mosca da Vladimir Putin.La partita, nei calcoli di Washington, si gioca sul calendario: l’amministrazione cerca un risultato prima dell’inverno e delle elezioni di metà mandato di novembre, dopo mesi in cui il dossier ucraino era rimasto fermo per la crisi con l’Iran. Il segretario di Stato Marco Rubio, giovedì a Lisbona, ha definito il conflitto uno stallo pericoloso; Trump ha detto di contare su una telefonata con Putin a breve. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dall’agenzia di Stato RIA Novosti, ha risposto a Rubio: «Sì, siamo d’accordo con lui». E ha aggiunto che «l’arte della diplomazia consiste proprio nel trovare una via d’uscita che permetta di passare a un binario di pace».La cintura delle fortezzePer capire perché la bomba è caduta su Kramatorsk bisogna guardare la mappa. La città, con Sloviansk, Kostiantynivka e Druzhkivka, forma la «cintura delle fortezze», il nucleo delle difese ucraine nella parte del Donetsk che Mosca rivendica e non controlla. Kramatorsk è stata a lungo il centro logistico dell’esercito ucraino; da dodici mesi le forze russe provano ad accerchiare la cintura e sono arrivate al margine orientale della città, tanto che le autorità chiedono ai civili rimasti di andarsene.La corsa russa si è però inceppata. Secondo funzionari ucraini, il vertice del Cremlino aveva fissato la conquista dell’intero Donetsk entro fine anno e i militari chiedono ora una proroga a marzo. Le controffensive ucraine verso Kostiantynivka, la città che Mosca a luglio aveva annunciato di aver preso e che Zelensky aveva liquidato come «un’altra bugia russa», si allargano. Patrick Bolder, consigliere strategico dell’Hague Centre for Strategic Studies, parla di «un grosso colpo» all’obiettivo minimo di Putin: «Conquistare il Donbass è molto lontano al momento, perché gli ucraini sono ora in posizioni più difendibili».Mosca non ha commentato l’attacco di Kramatorsk e ripete di non colpire i civili. Sul Donetsk la linea è quella fissata da Peskov il 4 ottobre alla tv pubblica russa: «Che sia mezzo punto percentuale o un centesimo di punto, è Federazione Russa. Non c’è nulla da discutere».La proposta di Miami non tocca quel nodo: una tregua su energia e grano riguarda l’inverno, non il territorio. E la Russia continua a lanciare attacchi aerei di massa quasi ogni giorno, approfittando della carenza di intercettori ucraini. Ieri, mentre a Kramatorsk si contavano i morti, un drone ucraino ha incendiato un data center di Yandex, il colosso tecnologico russo.