Putin riceve il presidente iraniano sul Caspio e offre la mediazione di Mosca con gli Stati Uniti

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TURKMENBASHI — Vladimir Putin ha ricevuto giovedì il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a Turkmenbashi, città portuale del Turkmenistan sul Caspio, e gli ha offerto la mediazione di Mosca nella guerra con Stati Uniti e Israele. «Conoscete la nostra posizione. Da parte nostra siamo pronti a fare tutto quello che è in nostro potere per contribuire alla soluzione di questa situazione», ha detto il presidente russo, riferisce Reuters sulla base delle agenzie di Stato Tass e Interfax.Pezeshkian ha portato a sua volta una notizia: Teheran e Washington si sono scambiate nuove proposte per fermare il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz, ha detto a Putin secondo l’agenzia di Stato iraniana Irna. Ha criticato la politica estera americana e ringraziato la Russia per il sostegno diplomatico. Putin ha parlato di una «evoluzione positiva» nei rapporti fra i due Paesi e ha aggiunto che l’Iran «sta facendo sforzi reali per porre fine al conflitto, scoppiato non per colpa sua».L’incontro si è svolto a margine del vertice della Comunità degli Stati Indipendenti, l’organizzazione che riunisce le ex repubbliche sovietiche, che si apre venerdì, e di un summit ambientale sui Paesi del Caspio. Il consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov aveva anticipato martedì i temi: «la cooperazione bilaterale e, ovviamente, la situazione tesa in Medio Oriente».La Casa Bianca non ha risposto all’offerta russa. Nelle stesse ore Donald Trump ha scritto su Truth Social che gli Stati Uniti stanno avendo «discussioni produttive» con l’Iran e che non ci sarà alcun attacco prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il blocco navale, ha aggiunto, resta «in pieno vigore ed effetto», e l’Iran è «in pessime condizioni, sia economicamente sia militarmente». Lo stesso giorno il sito Axios ha riferito che il Pentagono ha ordinato al comando per il Medio Oriente di completare i preparativi per la ripresa di operazioni su larga scala, senza una data e senza una decisione finale del presidente.A quell’ordine Mosca ha risposto con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, che ha avvertito di «gravi conseguenze» per qualsiasi azione militare americana o israeliana. Offerta di mediazione e avvertimento arrivano insieme, e disegnano la parte che la Russia si è ritagliata: il canale di cui Teheran dispone mentre quello diretto con Washington è fermo.Il Golfo, nel frattempo, non si è fermato. Nella notte fra giovedì e venerdì i media iraniani hanno riferito di «enormi esplosioni» nel passaggio meridionale dello Stretto; l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, cita fonti militari secondo cui petroliere su rotte «non autorizzate» hanno urtato mine. Mercoledì l’organismo della Marina britannica che assiste la navigazione commerciale aveva segnalato una petroliera colpita da un «proiettile sconosciuto», senza vittime. Il vice politico della Marina dei Pasdaran ha detto a Fars che le forze iraniane operano «ogni notte» contro le navi che violano le regole di Teheran. Il petrolio ha chiuso giovedì in rialzo: il Brent del 4,1 per cento, il Wti del 3,6.Il memorandum del 17 giugnoQuello di Turkmenbashi è il quinto incontro fra Putin e Pezeshkian da quando l’iraniano è in carica e il secondo dall’inizio della guerra, cominciata con gli attacchi americani e israeliani del 28 febbraio. Mercoledì, in una telefonata, il presidente russo si era già detto pronto a mediare: l’incontro di giovedì ha ripetuto l’offerta davanti alle telecamere.La trattativa diretta fra Iran e Stati Uniti si è fermata la settimana scorsa, quando Teheran ha detto di aver ricevuto una controproposta americana per il cessate il fuoco. Il nodo rimasto aperto è quello di sempre: i diritti di passaggio nello Stretto di Hormuz, che Teheran rivendica di sorvegliare «dal primo giorno di guerra».Un accordo, in realtà, c’era già stato. Il 17 giugno Trump e Pezeshkian avevano firmato un memorandum per chiudere la guerra e il blocco dello Stretto. Quel testo è poi saltato, e la guerra è continuata.