AGI – Le probabilità che Donald Trump vinca il Premio Nobel per la Pace sono considerate minime, ma il suo "spettro" proietterà la propria ombra sull'annuncio del vincitore, previsto per oggi a Oslo.Il Comitato norvegese per il Nobel sa di essere sotto stretta osservazione: dal suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Donald Trump ha fatto un'intensa campagna per ottenere il premio e non ha nascosto la sua delusione per non averlo ancora vinto.Le possibilità di Trump e le rivendicazioni sul NobelTuttavia, le sue possibilità di essere scelto sono compromesse dalla guerra contro l'Iran, dalle sue ambizioni territoriali - talvolta a scapito degli alleati, come nel caso della Groenlandia - e dai suoi attacchi alle istituzioni per la cooperazione internazionale e ai media. Sebbene nelle ultime settimane non abbia fatto pressioni così palesi per il Nobel, Donald Trump continua a rivendicare il premio per la Pace e sostiene che non assegnarglielo quest'anno sarebbe un "grande discredito" per il Comitato di Oslo anche se ha ammesso di nutrire dubbi sulla decisione finale perché i membri del comitato, ha affermato, "hanno la fama di non darlo a persone" come lui. "Ho risolto otto conflitti e ho evitato, forse, la distruzione totale del mondo, perché l'Iran non avrà mai un'arma nucleare. E questa è una cosa positiva, molto positiva", ha dichiarato il presidente americano, sottolineando il fatto che "lo riceva o meno, ho fatto molto di più" di altri presidenti.I 287 candidati al Nobel per la PaceTrump, che figura sicuramente tra le 287 persone e organizzazioni candidate al Premio Nobel per la Pace (sebbene i nomi della lista rimangano segreti per 50 anni), ha ricevuto la medaglia d'oro dalla leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, vincitrice della precedente edizione, in segno di riconoscimento dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro, pur non riuscendo a ottenere in cambio il sostegno politico di Washington. Un gesto che ha spinto l'Istituto Nobel a precisare che il riconoscimento continuava ad appartenere a Machado.Le pressioni sul Comitato norvegese per il NobelMalgrado, a differenza dello scorso anno, la pressione sul Comitato norvegese per il Nobel sia meno forte da parte del presidente Usa, è molto probabile che la scelta del vincitore venga interpretata come una critica diretta o indiretta alla politica di Trump. Il tycoon è "lo spettro nella stanza", ha affermato Haakon Gjerlow, direttore del Peace Research Institute di Oslo (Prio). Secondo Gjerlow, il comitato per il Nobel si starà certamente chiedendo se assegnare questo premio potrebbe causare più danni che benefici, viste le possibili reazioni della Casa Bianca. Dal canto suo, l'Istituto Nobel si dice imperturbabile. "C'è sempre molta attività di lobbying e, in ultima analisi, forse anche tentativi di esercitare pressioni sul comitato. Quindi, in un certo senso, è qualcosa cui siamo decisamente abituati", ha dichiarato il segretario del comitato, Kristian Berg Harpviken. "Non è un aspetto che trascuriamo, ovviamente dobbiamo discuterne, ma questo non significa che tali pressioni influenzino le discussioni interne o le decisioni finali".I possibili vincitori del 2026L'anno scorso, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato alla leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, una scelta generalmente considerata gradita a Trump. Machado. Quest'anno il Comitato potrebbe scegliere un vincitore che goda di ampio consenso, come una persona o un'organizzazione impegnata nella tutela dei bambini o in attività umanitarie.Tra i possibili candidati figurano l'organizzazione benefica Save the Children e Mykola Kuleba, attivista ucraino per i diritti dei minori che si batte per il rimpatrio dei bambini trasferiti illegalmente in Russia dai territori occupati: una causa molto cara a Melania, la moglie di Trump.Anche le "Emergency Response Rooms" (ERR) del Sudan - una vasta rete di volontari che rischiano la vita per aiutare le persone alle prese con la duplice minaccia della guerra e della fame - potrebbero aggiudicarsi il premio.Le ipotesi sgradite a TrumpTuttavia, il comitato potrebbe anche optare per un vincitore sgradito a Trump. Tra le ipotesi figurano Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati, o qualcosa relativo alla tutela della libertà di stampa, attraverso un riconoscimento al Committee to Protect Journalists (Comitato per la protezione dei giornalisti); oppure organismi di giustizia internazionale come la Corte Penale Internazionale (CPI) e la Corte Internazionale di Giustizia (CIG).