Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre la Russia ha lanciato 48 missili da crociera, un numero non precisato di missili balistici e 130 droni d’attacco, 46 dei quali a propulsione a reazione. Le difese ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 161 obiettivi, secondo il primo bilancio dell’aeronautica. Contro i droni a reazione il tasso di intercettazione ha superato l’80%, contro il 50–60% delle settimane precedenti. A cui si aggiungono settanta missili in totale, molti dei quali balistici. Reuters ha riferito il 7 ottobre di almeno 32 morti nel Paese. A Pryluky un missile da crociera Kh-101 ha raso al suolo un edificio residenziale di cinque piani: 22 morti, tra cui cinque bambini, e 54 feriti. Nella notte successiva la Russia ha lanciato altri 142 droni, 82 dei quali a reazione. La difesa ucraina ne ha abbattuti o neutralizzati 126. Gli attacchi hanno raggiunto sette località. L’8 ottobre, a Kramatorsk, una bomba aerea guidata ha colpito due autobus carichi di passeggeri: 33 morti e 18 feriti secondo il servizio di emergenza ucraino. In serata Zelensky ha indicato in 78 morti e 215 feriti il bilancio di 48 ore di attacchi.Il controfattuale: senza la difesa aerea Che cosa sarebbe accaduto se l’Ucraina non avesse potuto intercettare missili e droni? Non esiste un numero esatto, ma l’ordine di grandezza si può facilmente immaginare. Senza intercettazioni, il bilancio di quella sola notte si sarebbe misurato in centinaia di morti, forse un migliaio, se i colpi avessero centrato quartieri densamente abitati.Staccare la spina?Come è possibile che Conte, Salvini, Bonelli, Fratoianni e Vannacci non si rendano conto della disumanità di quanto propongono? Il M5S e AVS hanno votato contro il decreto che proroga gli aiuti militari a Kyiv. Futuro Nazionale di Vannacci chiede di fermare ogni invio di armi. La Lega di Salvini, a Strasburgo ha votato contro il prestito europeo di 90 miliardi all’Ucraina. Conte ripete che “con le armi abbiamo dato”. La verità è che interrompere gli aiuti alla difesa aerea dell’Ucraina avrebbe effetti devastanti sulla popolazione civile. In Italia esiste da sempre un “partito” trasversale filorusso e filocinese, come è naturale per i tanti interessi in gioco. Ma qui la posta è un’altra: nei prossimi mesi la difesa aerea può salvare la vita a decine di migliaia di civili. Come si può pensare di staccare la spina?Ben venga, come ha auspicato Giuseppe Conte, un negoziato patrocinato dalla Cina. Ma non è vero che l’Europa lo abbia ostacolato, come il leader dei 5 Stelle ha sostenuto ieri sera da Bruno Vespa. È vero semmai il contrario: Emmanuel Macron, Giorgia Meloni e altri leader europei hanno più volte sollecitato, senza esito, il presidente cinese ad avviare un’iniziativa diplomatica. Lo ha messo nero su bianco il Parlamento europeo il 7 ottobre, appena un giorno prima dell’intervista di Conte da Vespa. Una risoluzione approvata a larghissima maggioranza definisce la Cina un “facilitatore” della guerra di aggressione russa. Afferma che senza il sostegno di Pechino Mosca non potrebbe combattere con la stessa intensità. E chiede all’Ue di agire per spingere la Cina a usare la sua influenza sul Cremlino e porre fine alla guerra. Altro che ostacolo europeo alla diplomazia cinese. Hanno votato contro gli eurodeputati del M5S e di Vannacci, mentre Pd e AVS si sono astenuti. Negli ultimi quattro anni la Cina ha sostenuto in misura crescente l’industria bellica russa. Secondo il Csis, grazie alle forniture di componenti cinesi la Russia ha triplicato la produzione mensile dei missili balistici Iskander, proprio quelli contro cui l’Ucraina è più vulnerabile. Nel 2024 la Cina ha fornito il 70% del perclorato d’ammonio, base del propellente solido, importato da Mosca. Le stime cumulative delle forniture cinesi di prodotti dual use dall’inizio della guerra superano i 16–17 miliardi di dollari.