La Russia taglia di 12 volte i fondi contro il cancro: alla difesa il 35% del bilancio 2027

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MOSCA — Il programma federale russo contro il cancro passa da 44,9 miliardi di rubli a 3,87 miliardi nel 2027. Dodici volte meno: poco più di 40 milioni di euro. Lo prevede il bilancio triennale che il governo ha depositato alla Duma il 30 settembre e che la camera bassa comincerà a esaminare il 29 ottobre, riferisce Euronews. Nel 2025 lo stesso programma aveva 148,5 miliardi: in due anni il taglio è di circa quaranta volte.Lo stesso documento assegna alla difesa 17,1 trilioni di rubli, circa 205 miliardi di dollari. È il 35% della spesa federale, il livello più alto dalla fine dell’Unione Sovietica, più di sanità, istruzione e politiche sociali messe insieme. I due numeri stanno nelle stesse pagine e dicono, prima di ogni discorso, dove Mosca mette i soldi del prossimo anno di guerra in Ucraina.I fondi rimasti al programma oncologico andranno soprattutto ad apparecchiature diagnostiche e radiologiche. A perdere sono i reparti specialistici delle città minori e delle aree rurali. Il bilancio prevede una risalita parziale, a 5,76 miliardi nel 2028 e a 12,78 nel 2029, comunque lontana dai livelli di due anni fa. Secondo i conti dell’agenzia AFP, il programma perde «circa il 97%» dello stanziamento previsto.Il governo risponde che i soldi non spariscono. Funzionari del settore sostengono che parte dei costi passerà al fondo dell’assicurazione sanitaria obbligatoria e ad altre voci del bilancio. Il ministero delle Finanze, presentando la bozza il 24 settembre, ha scritto che il documento «onora tutti gli obblighi sociali, sostiene difesa e sicurezza, aiuta i partecipanti all’operazione militare speciale e le loro famiglie». Il Cremlino non ha commentato i tagli alla sanità.Le associazioni dei pazienti dubitano che i nuovi meccanismi compensino: spostare la spesa sulle regioni e sull’assicurazione obbligatoria lega la qualità delle cure alla solidità dei conti di ciascuna regione. I tagli non riguardano solo l’oncologia. Rispetto ai piani iniziali per il 2027, l’istruzione perde il 6%, la sanità il 6,8%, la politica sociale il 7%. I fondi per costruire e ristrutturare i poliambulatori regionali sono più che dimezzati.Il record della difesaNell’altra colonna, i 17,1 trilioni per la difesa sono il 26% in più di quanto lo stesso governo aveva previsto per il 2027 un anno fa. Rispetto al 2021, l’ultimo anno prima dell’invasione dell’Ucraina, la spesa militare è quasi quintuplicata. Sul triennio 2027-2029 il totale sfiora i 50 trilioni di rubli, e oltre un terzo della spesa del 2027 resterà classificato.Una crescita che rende ancora più stretto il margine per tutto il resto. L’analista economica Alexandra Prokopenko osserva che la difesa cresce più in fretta della spesa complessiva e comprime i fondi disponibili per ogni altro capitolo. Il ministro delle Finanze Anton Siluanov, presentando il testo, ha detto che welfare e difesa sono entrambi «una priorità».Per pagare, il governo introduce una scala progressiva dal 13 al 22% sui redditi passivi, cioè interessi, dividendi e vendite immobiliari: tocca circa 4 milioni di contribuenti ad alto reddito, i militari sono esentati. Il gettito aggiuntivo atteso è di 1,5 trilioni di rubli. Il deficit previsto per il 2027 è di 5,4 trilioni, il 2,2% del Pil, con il petrolio calcolato a 50 dollari al barile. «Tutti pagheranno per la guerra, ciascuno quanto può», ha scritto l’economista Boris Grozovsky: «Ovunque spunti un po’ di denaro in più, il governo verrà a prenderlo».Alla Duma eletta a settembre Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, ha la maggioranza costituzionale e l’approvazione nelle tre letture è data per scontata. Fuori dall’aula, uno studio recente mostra che i malati di cancro russi pagano già di tasca propria una quota crescente dei farmaci, e che il 94% di quei medicinali figura nella lista degli essenziali che per legge dovrebbero essere gratuiti. Gli autori attribuiscono la spesa non alla scelta di prodotti più cari, in gran parte sono generici, ma alle interruzioni delle forniture e ai buchi dei bilanci regionali.