Apple potrebbe pagare un contributo annuale all’UE: il compromesso fiscale per non irritare TrumpApple e gli altri colossi della tecnologia potrebbero dover versare ogni anno una somma forfettaria all’Unione Europea. È l’idea su cui sta lavorando la Commissione europea per ottenere entrate fiscali dalle grandi aziende senza scatenare la reazione della Casa Bianca, con una versione rivista dei progetti di tassa sui servizi digitali discussi finora.Il nodo della tassa digitale in EuropaIl tema divide i Paesi dell’UE da tempo. Nel caso di Apple, i servizi digitali in questione sono iCloud, Apple Music, Apple TV ed Apple Creator Studio, venduti con abbonamenti ai cittadini europei.Le posizioni sono diverse. C’è chi sottolinea che le aziende incassano ricavi importanti in Europa con questi servizi senza necessariamente pagarci tasse sopra. C’è chi teme che una tassa digitale finisca per colpire in modo sproporzionato le aziende europee. E c’è chi è preoccupato dalle ritorsioni minacciate dalla Casa Bianca in caso di nuove imposte sulle aziende statunitensi.Leggi ancheTrump minaccia dazi contro l'UE per le multe ad Apple e alle big tech: “L'Europa pagherà un prezzo altissimo”4 Ago 20262 CommentiCome funzionerebbe il contributo annuale dell’UESecondo il Financial Times, la Commissione europea ha trovato un compromesso che dovrebbe accontentare tutti, o quasi: non certo aziende come Apple, Google e Meta, che sarebbero chiamate a pagare.Bruxelles starebbe modificando una proposta già esistente, chiamata Core, che prevede un contributo fiscale annuale forfettario per tutte le aziende attive nell’UE con ricavi superiori ai 100 milioni di euro l’anno. L’idea è di cambiare soglie e contributi in modo da coinvolgere solo le società molto grandi. Secondo i funzionari europei, così si otterrebbero due risultati: aumentare quanto raccolto dai gruppi tecnologici e smontare le critiche di chi accusava Core di colpire tante aziende europee di medie dimensioni.Il punto interessante è un altro: la nuova versione non prenderebbe di mira le aziende che vendono servizi digitali, ma si applicherebbe a tutte le grandi imprese. Visto che erano state proprio le ipotesi di tassa digitale a far minacciare dazi di ritorsione alla Casa Bianca, l’UE spera che questo piano non apra una nuova guerra commerciale con gli Stati Uniti.Quanto pagherebbe ApplePer ora non si sa: l’importo da applicare a ciascuna azienda non è ancora stato deciso. Il piano prevede di ottenere prima l’accordo di principio tra i 27 Paesi dell’UE e solo dopo di fissare l’aliquota.Tutta la questione, in teoria, doveva essere risolta dall’accordo globale promosso dall’OCSE, che avrebbe garantito che tutte le aziende pagassero almeno una parte di tasse in ciascun Paese in cui operano, e che aveva anche il sostegno di Apple. Donald Trump, però, ha ritirato gli Stati Uniti dall’intesa, e da lì sono ripartite le richieste di una soluzione solo europea.