Italia e Kazakistan rafforzano la cooperazione economica, industriale ed energetica, con particolare attenzione alla diversificazione degli approvvigionamenti e allo sviluppo delle infrastrutture che collegano l’Europa all’Asia Centrale.Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli ha co-presieduto oggi alla Farnesina, insieme al ministro del Commercio e dell’Integrazione kazako Arman Shakkaliyev, la decima sessione del Gruppo di Lavoro Intergovernativo italo-kazako sulla cooperazione industriale ed economica.Al centro dell’incontro sono state poste le opportunità per le imprese italiane e il ruolo crescente assunto dal Kazakistan nella strategia italiana di diversificazione delle fonti energetiche e delle relazioni economiche con l’Asia Centrale.Astana rappresenta infatti un partner particolarmente importante per l’Italia sul fronte energetico. Il petrolio costituisce ancora la principale voce delle esportazioni kazake e nel 2025 l’Italia è stata il primo mercato di destinazione dei prodotti del Paese centroasiatico, assorbendo il 19,8 per cento delle esportazioni, davanti alla Cina con il 19,2 per cento. Nei primi cinque mesi del 2026 la Cina è salita al primo posto con il 19,9 per cento, seguita dall’Italia con il 16,4 per cento. (Agenzia ICE)Il peso dell’energia nelle relazioni bilaterali è diventato ancora più evidente negli ultimi mesi. A fine agosto il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo kazako Yermek Kosherbayev avevano discusso della sicurezza del Caspian Pipeline Consortium, il sistema attraverso il quale gran parte del petrolio kazako raggiunge il Mar Nero e quindi i mercati internazionali. I due governi avevano sottolineato l’importanza strategica del funzionamento ininterrotto dell’infrastruttura per la sicurezza degli approvvigionamenti europei. (Agenzia ICE)La cooperazione tra Roma e Astana non riguarda tuttavia soltanto gli idrocarburi.Nel corso della riunione alla Farnesina è stato dedicato ampio spazio alle possibilità di collaborazione nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, del turismo, dell’agroindustria, dell’ambiente, delle energie rinnovabili, delle risorse idriche e della sanità.Uno dei risultati concreti del dialogo avviato durante la precedente sessione del Gruppo di Lavoro, tenuta ad Astana nel 2024, è stato un finanziamento da 200 milioni di euro alla Banca di Sviluppo del Kazakistan, assistito dalla garanzia di SACE e destinato a progetti nei settori delle infrastrutture, dell’energia, delle risorse idriche, dell’efficienza energetica e della sanità.La relazione economica è già consistente. Secondo i dati diffusi dal ministero kazako del Commercio e ripresi dall’ICE, nel 2025 gli scambi tra Italia e Kazakistan hanno raggiunto 16,9 miliardi di dollari. Tra gennaio e luglio 2026 l’interscambio è stato pari a 9,79 miliardi, dei quali circa 9 miliardi costituiti da esportazioni kazake verso l’Italia e 789,6 milioni da esportazioni italiane verso il Kazakistan. (Agenzia ICE)La forte asimmetria riflette soprattutto il peso delle forniture energetiche kazake. Roma punta però ad ampliare la presenza delle imprese italiane nei settori industriali e tecnologici, mentre Astana cerca investimenti e competenze per diversificare un’economia ancora fortemente legata all’esportazione di materie prime.Un altro capitolo strategico riguarda i trasporti. Il Kazakistan occupa una posizione centrale lungo il cosiddetto Middle Corridor, la rotta transcaspica che collega la Cina e l’Asia Centrale all’Europa attraversando il Mar Caspio, il Caucaso e la Turchia, evitando il territorio russo.Astana sta investendo nello sviluppo di questa direttrice. Nel giugno scorso sono stati firmati a Bruxelles accordi per 462 milioni di dollari destinati a rafforzare la Trans-Caspian International Transport Route, con interventi sulle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e logistiche. (Agenzia ICE)Per l’Italia il Kazakistan assume quindi una doppia funzione: fornitore energetico e possibile snodo delle nuove catene logistiche tra Europa e Asia.Cirielli ha definito il Paese «un interlocutore strategico di fondamentale importanza per l’Italia in Asia Centrale», sottolineando l’intenzione di Roma di utilizzare anche il formato di dialogo con i cinque Paesi centroasiatici per accompagnare le imprese italiane verso nuovi mercati.La strategia italiana si inserisce infatti nel crescente interesse europeo per l’Asia Centrale, regione ricca di petrolio, gas, uranio e altre materie prime e allo stesso tempo collocata lungo le principali direttrici terrestri tra Europa e Asia.Il rapporto con Astana permette a Roma di perseguire contemporaneamente diversi obiettivi: diversificare gli approvvigionamenti energetici, ampliare gli sbocchi commerciali per le aziende italiane e rafforzare la presenza lungo il corridoio transcaspico.La decima sessione del Gruppo di Lavoro alla Farnesina conferma quindi il passaggio delle relazioni italo-kazake da un rapporto dominato soprattutto dalle forniture petrolifere a una cooperazione più ampia, nella quale energia, infrastrutture, logistica e investimenti industriali diventano parti di una stessa strategia.