Eva Marie Saint è morta martedì all’età di 102 anni. Con lei scompare una delle ultime grandi protagoniste della Hollywood classica, Premio Oscar per Fronte del porto e indimenticabile Eve Kendall in Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock. Una carriera attraversata accanto a nomi come Marlon Brando, Cary Grant, Paul Newman e Richard Burton, senza mai rinunciare alla propria vita lontano dal set.La sua immagine resta inevitabilmente legata a quella donna bionda, elegante e misteriosa che nel 1959 sedeva davanti a Cary Grant nel vagone ristorante di un treno. Ma Eva Marie Saint è stata molto più della sofisticata “bionda di Hitchcock”: prima e dopo quel film ha mostrato una versatilità capace di portarla dal teatro alla televisione, dal dramma al thriller fino alla commedia.Eva Marie Saint morta a 102 anni: dagli esordi all’OscarCresciuta ad Albany e Delmar, nello Stato di New York, Eva Marie Saint arrivò al cinema relativamente tardi. Prima del grande schermo aveva frequentato l’Actors Studio di New York, lavorato a Broadway e partecipato alle trasmissioni televisive in diretta che caratterizzavano la fine degli anni Quaranta. Proprio la televisione le permise di affinare una capacità interpretativa che sarebbe diventata uno dei suoi tratti distintivi. Vinse un Emmy e partecipò anche a una versione musicale televisiva dal vivo di Our Town di Thornton Wilder, accanto a Paul Newman e Frank Sinatra. Sapeva passare da ruoli drammatici a registri più leggeri, come avrebbe dimostrato nel 1956 in That Certain Feeling con Bob Hope.Il debutto cinematografico arrivò quando aveva quasi 30 anni e fu di quelli destinati a cambiare una carriera. Il regista Elia Kazan le suggerì di fare un provino con Marlon Brando per Fronte del porto, film del 1954 che sarebbe diventato uno dei titoli fondamentali della sua filmografia. Saint interpretava Edie, studentessa di una scuola cattolica e sorella di un portuale assassinato, determinata a scoprire la verità sulla morte del fratello. Accanto a lei c’era Terry, l’ex pugile interpretato da Brando. Un personaggio apparentemente delicato, ma tutt’altro che passivo: è anche attraverso Edie che Terry viene spinto ad affrontare le proprie responsabilità. Per quella interpretazione Eva Marie Saint vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Un riconoscimento arrivato con il suo primo film e che avrebbe immediatamente cambiato la percezione di quella giovane attrice proveniente dal teatro e dalla televisione.Foto: Wiki media commons Sigfrido Ranucci sospeso dalla Rai: dieci giorni di stop mentre si attende la decisione su ReportIntrigo internazionale e l’incontro con Alfred HitchcockCinque anni più tardi arrivò il personaggio che l’avrebbe resa immortale nell’immaginario cinematografico. Alfred Hitchcock la scelse per interpretare Eve Kendall in Intrigo internazionale, al fianco di Cary Grant. L’incontro tra Eve e Roger Thornhill avviene su un treno diretto da New York a Chicago. Lui è un pubblicitario in fuga, accusato ingiustamente di omicidio; lei è una donna affascinante, apparentemente sicura di sé e immediatamente interessata allo sconosciuto che ha davanti. «Mi chiamo Eve Kendall. Ho 26 anni e non sono sposata», dice il personaggio presentandosi. Poche parole che, naturalmente, non raccontano quasi nulla di lei.Hitchcock costruì Eva Marie Saint in modo molto preciso. Le indicò di abbassare la voce, evitare di gesticolare e mantenere lo sguardo su Cary Grant. Ne nacque una recitazione controllata, quasi ipnotica, capace di rendere Eve contemporaneamente seducente, distante e vulnerabile. Anche il look contribuì alla nascita dell’icona: capelli biondi, abiti da sera, cappotti impeccabili, lunghi guanti, gioielli discreti e rossetto rosa. Saint incarnava perfettamente l’eleganza delle protagoniste hitchcockiane, ma riusciva a lasciare intravedere qualcosa di più fragile dietro quella superficie perfetta. Una delle scene più intense arriva durante l’asta d’arte, quando Eve si trova accanto a Vandamm, interpretato da James Mason. Il gesto dell’uomo che le posa la mano sulla nuca e le scompiglia i capelli introduce una tensione improvvisa. Poco dopo, il primo piano degli occhi di Eve pieni di lacrime rompe la sua apparente freddezza e mostra tutta la paura del personaggio.Foto: Wiki media commons È morto Umberto Pizzi, l’occhio indiscreto che ha raccontato il potere e la Dolce VitaEva Marie Saint oltre la “bionda di Hitchcock”Ridurre la sua carriera a Intrigo internazionale, però, significherebbe dimenticare quanto Eva Marie Saint abbia saputo cambiare registro nel corso degli anni. Nel 1960 interpretò un’infermiera in Exodus, dove tornò a lavorare accanto a Paul Newman. Cinque anni dopo vestì nuovamente i panni di un’infermiera nel thriller 36 Hours con James Garner. Lavorò più volte anche con il regista John Frankenheimer. In All Fall Down, del 1962, interpretò una giovane donna coinvolta in una relazione con un uomo violento e misogino interpretato da Warren Beatty. Nel 1966 fu invece una giornalista americana che si innamora del pilota automobilistico interpretato da Yves Montand in Grand Prix.Tra i ruoli più importanti ci fu anche quello in The Sandpiper, dove interpretò la moglie di Richard Burton, ferita dall’infatuazione del marito per il personaggio interpretato da Elizabeth Taylor. Con il passare degli anni, Hollywood iniziò ad affidarle sempre più spesso parti di mogli e compagne. Saint riuscì però a evitare che quei personaggi diventassero semplici figure di contorno, dando loro una dignità e una misura che erano diventate caratteristiche della sua recitazione. In Loving, nel 1970, interpretò ancora una moglie tradita, questa volta accanto a George Segal. Già nel 1957, in A Hatful of Rain, aveva affrontato il dolore di una donna sposata con un uomo tormentato dalla dipendenza.Foto: Wiki media commons BookCity Milano 2026: il senno sulla Luna e il futuro della letturaLa scelta della famiglia e il ritorno in televisioneLa corsa verso lo status di superstar non fu mai la priorità di Eva Marie Saint. Dopo aver sposato il regista Jeffrey Hayden nel 1951, decise infatti di limitare il numero dei ruoli per dedicare maggiore spazio alla famiglia e ai figli. Una scelta che contribuì a rendere la sua carriera diversa da quella di molte altre dive della stessa generazione. Saint continuò a recitare, ma senza inseguire a ogni costo la macchina hollywoodiana.Negli anni Settanta tornò con maggiore frequenza alla televisione, il mezzo nel quale aveva mosso i primi passi. Nel 1990 arrivò un altro importante riconoscimento: un Emmy per la miniserie People Like Us. Rimase così una presenza capace di attraversare decenni molto diversi dello spettacolo americano, partendo dall’epoca pionieristica della televisione dal vivo e arrivando ben oltre l’età d’oro degli studios.Il volto che Hitchcock ha consegnato alla storia del cinemaEva Marie Saint non costruì mai la propria carriera sulla sovraesposizione. Eppure le bastarono alcuni ruoli per entrare definitivamente nella storia del cinema. Edie in Fronte del porto mostrò la sua capacità di rendere credibile una donna delicata ma determinata, alle prese con la morte del fratello e con un uomo incapace di fare pace con se stesso. Eve Kendall, pochi anni dopo, trasformò quella stessa eleganza in mistero, sensualità e pericolo.È soprattutto quest’ultima immagine a essere rimasta impressa nella cultura popolare: Eva Marie Saint seduta davanti a Cary Grant, lo sguardo fermo, la voce bassa e quell’apparente sicurezza dietro cui si nasconde molto più di quanto lo spettatore possa immaginare. È il paradosso della sua carriera. Non volle essere una superstar a ogni costo, ma riuscì comunque a ottenere qualcosa che non tutte le superstar raggiungono: un’immagine cinematografica immediatamente riconoscibile, rimasta intatta per oltre mezzo secolo. Con la sua morte a 102 anni, Hollywood saluta una delle ultime interpreti capaci di raccontare direttamente quell’epoca.| Da Rumors.it