ZAPORIZHZHIA — Cinque bombe aeree guidate sono cadute all’alba di sabato sui quartieri residenziali di Zaporizhzhia, capoluogo della regione omonima nel sud-est dell’Ucraina e città sulla linea del fronte: almeno 8 morti, tra cui 3 bambini, 16 feriti e 12 persone di cui non si hanno notizie. Il bilancio lo ha aggiornato in mattinata il governatore regionale Ivan Fedorov su Telegram: «Due dei feriti sono in condizioni critiche, la maggior parte degli altri in condizioni moderate».Due ordigni hanno centrato palazzi di appartamenti. Una bomba, secondo il servizio statale per le emergenze, «ha distrutto completamente l’androne di un palazzo di tre piani»; in un condominio di cinque piani il crollo è arrivato fino al secondo piano. I soccorritori hanno estratto vivi una donna e un uomo, hanno spento l’incendio e continuano a scavare tra le macerie. Tra i feriti ci sono una ragazza di 14 anni e un ragazzo di 12. I danni riguardano 26 edifici in due distretti della città. Il ministero della Difesa russo non ha commentato.L’allarme dell’Aeronautica ucraina era scattato verso le 5 del mattino (le 4 in Italia) per bombe plananti, i Kab: ordigni con alette e sistema di guida che i caccia russi sganciano a decine di chilometri dal bersaglio, fuori dalla portata della contraerea. Era il secondo giorno consecutivo di attacchi di questo tipo sul capoluogo.Le bombe sono arrivate poche ore dopo un annuncio di Washington. Venerdì il presidente americano Donald Trump ha scritto su Truth Social di aver «appena concluso una discussione di grande successo con il presidente Vladimir Putin»: la Russia «fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di gasolio al mercato americano e globale», altre 500.000 a novembre e un milione subito dopo. Ai giornalisti ha aggiunto: «Voglio ringraziare il presidente Putin, sinceramente». Il Tesoro, riferisce Al Jazeera, ha emesso una licenza temporanea che autorizza vendita e importazione di gasolio russo fino al 7 aprile 2027, una deroga alle sanzioni in vigore dal 2022.Il gasolio negli Stati Uniti costa in media 6,27 dollari al gallone, vicino ai massimi, e il 3 novembre si vota per il rinnovo del Congresso. Nel frattempo gli attacchi ucraini con i droni hanno messo fuori uso oltre metà della capacità di raffinazione russa, secondo il ministero della Difesa di Kiev. Mosca ottiene così una crepa nel muro delle sanzioni e Trump un prezzo alla pompa da mostrare agli elettori tre settimane prima del voto.La nota del Cremlino sulla telefonata, durata un’ora e mezza, dice che «la parte russa ha riaffermato la propria disponibilità a fornire petrolio e prodotti petroliferi ai mercati americano e mondiale» e che Putin valuterà quando riprendere i negoziati di pace. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto che «i regali a Putin non porteranno pace né alcun beneficio al mondo civilizzato». Tre senatori democratici, fra cui il capogruppo Chuck Schumer, hanno definito la licenza «un totale tradimento dell’Ucraina, dei nostri alleati europei e della sicurezza nazionale americana». Un diplomatico europeo ha giudicato «molto improbabile» un effetto reale sui prezzi.Miami, niente secondo giornoA Miami, nelle stesse ore, i colloqui tra americani, ucraini, europei e Nato si sono chiusi in anticipo, senza la seconda giornata prevista. L’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, affiancato dal genero del presidente Jared Kushner, ha parlato di discussioni «costruttive su possibili vie per de-escalare e concludere la guerra con la Russia prima dell’inverno»: resilienza energetica, export di grano, garanzie di sicurezza, ricostruzione e adesione all’Unione europea, temi utili a «identificare aree di lavoro» prima dei prossimi contatti con Mosca. Per Kiev c’erano il capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov e il capogruppo del partito di Zelensky, Davyd Arakhamiia. Axios aveva scritto alla vigilia che gli americani portavano «nuove idee e proposte»; nessuna è stata resa nota.Zaporizhzhia, città industriale sul Dnipro che prima dell’invasione contava oltre 700.000 abitanti, vive da quattro anni a poche decine di chilometri dalla linea del fronte. Le bombe plananti sono diventate l’arma quotidiana dell’aviazione russa dal 2023: economiche, difficili da intercettare, capaci di sfondare un palazzo intero. I missili colpiscono le centrali; i Kab colpiscono i condomini.Il 30 settembre 2022, nella sala di San Giorgio al Cremlino, Putin firmò i trattati con cui dichiarava annesse quattro regioni ucraine, Zaporizhzhia compresa, e disse che i loro abitanti sarebbero stati cittadini russi «per sempre». Il capoluogo non è mai stato preso.