CAMP BUEHRING — «Ci hanno colpito duro. È stato orribile, abbiamo dovuto abbandonare la base». Il militare americano che parla così a CBS News ha filmato con il telefono gli attacchi iraniani dei primi giorni di marzo contro Camp Buehring, in Kuwait, e i video, diffusi mercoledì dall’emittente, mostrano edifici sventrati e mezzi distrutti. La domanda che le immagini pongono è una: che cosa è accaduto davvero nelle basi americane del Golfo nelle prime settimane della guerra con l’Iran?Camp Buehring si trova a una quarantina di chilometri dal confine iracheno ed è da oltre vent’anni la base di transito delle truppe statunitensi dirette in Medio Oriente. Dei circa 7.000 soldati che ospitava, la gran parte era stata spostata prima dello scoppio della guerra, il 28 febbraio; ne erano rimasti poco più di cento. Sono loro ad aver subito missili balistici e droni e, secondo tre militari, anche le incursioni di caccia F-5 iraniani. «Volavano così vicini che potevo vedere i caschi. Sono arrivati, ci hanno colpito e se ne sono andati», racconta il testimone, anonimo per le restrizioni imposte dall’esercito ai contatti con la stampa. L’emittente ha autenticato i filmati con i metadati e con le fotografie dei danni.Quanto era difesa la base? I militari descrivono scorte ridotte al minimo di munizioni calibro .50 e di missili Patriot, il sistema antiaereo che avrebbe dovuto intercettare gli attacchi. A Buehring nessuno è morto per fuoco nemico; i due unici feriti, a fine aprile, sono stati colpiti da un fulmine nel deserto di Udari, con ustioni e un timpano lesionato. A maggio il reparto è stato spostato a Camp Arifjan, più a sud.Che cosa dice il Pentagono? Il Comando centrale, che guida le operazioni in Medio Oriente, ha rifiutato di commentare. Il dipartimento della Difesa ha rimandato alle parole pronunciate il 4 marzo dal segretario Pete Hegseth: «Abbiamo spostato oltre il 90% degli americani che si trovavano nelle nostre basi fuori dal bersaglio, fuori dalla portata del fuoco iraniano». Da Teheran nessuna reazione sul caso.Il conto dei velivoli perdutiQuanto è costata la difesa delle basi? L’ispettore generale del Pentagono, nel primo rapporto trasmesso al Congresso a settembre, stima perdite di equipaggiamento fino a 3,7 miliardi di dollari fra il 28 febbraio e il 30 giugno: quasi 60 velivoli e «centinaia di edifici danneggiati o distrutti» in otto Paesi. Il Servizio ricerche del Congresso, l’ufficio studi del Parlamento americano, ha aggiornato lunedì la lista a 81 aerei persi o danneggiati, erano 42 a maggio: 45 droni Reaper, 12 cacciabombardieri e 7 aerocisterne. Alcuni, avverte il documento, potrebbero essere tornati in servizio.Buehring non è stato l’episodio più grave. Il 1° marzo un attacco di droni al porto kuwaitiano di Shuaiba ha ucciso sei militari americani, il bilancio più pesante della guerra; a luglio i missili iraniani hanno raggiunto la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. L’Ufficio bilancio del Congresso calcola che l’operazione «Epic Fury», lanciata con Israele, al 1° agosto fosse costata 38 miliardi di dollari, con una spesa aggiuntiva di 2-3 miliardi al mese.La guerra sta per finire? Mercoledì, dallo Studio Ovale, Donald Trump ha detto che si chiuderà «molto presto» e che il petrolio «scenderà a picco»; il Brent viaggia intorno ai 99 dollari al barile. Il vicepresidente JD Vance ha chiesto a Reuters una riduzione «significativa» dell’arricchimento dell’uranio: «Se non volete un’arma nucleare, perché vi serve combustibile arricchito al 60%?».Da Teheran arriva la risposta opposta. Il presidente Masoud Pezeshkian ha definito lunedì i negoziati «futili», attraverso l’agenzia di Stato Irna: «Ogni volta che veniamo al tavolo, ci viene imposta la guerra». Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi chiede «negoziati fondati su giustizia ed equità».Le immagini di Buehring arrivano così nell’ottavo mese di una guerra di cui Washington discute soprattutto il conto. I soldati che le hanno girate non sono tornati nella base: «CBKU è stata demolita», dice il testimone, usando la sigla con cui la chiamano i militari.