ST. PAUL — Sheikhdoon Abdullahi Mohamud, 18 anni, tuta gialla da detenuto, ha detto al giudice di non avere un lavoro, una casa, un’auto né un conto in banca. L’udienza di mercoledì 7 ottobre davanti al giudice magistrato Elizabeth Cowan Wright, nel tribunale federale di St. Paul, in Minnesota, è durata otto minuti. In fondo all’aula la madre teneva la testa bassa; lui la cercava con lo sguardo di continuo.Mohamud, cittadino americano di origine somala, residente a Richfield, sobborgo di Minneapolis, è accusato di aver preparato una strage al Mall of America di Bloomington, il più grande centro commerciale degli Stati Uniti, per il 24 ottobre, durante una festa della comunità hmong, la maggiore comunità asiatica dello Stato. È stato fermato martedì 6 ottobre, sotto la minaccia delle armi, nel parcheggio di un parco pubblico, pochi minuti dopo aver pagato 600 dollari in contanti a un agente infiltrato dell’Fbi che si fingeva membro dell’Isis. In cambio aveva ricevuto un AK-47, quattro caricatori e circa 200 munizioni. Il fucile era stato reso inerte prima della consegna, riferisce l’Associated Press; le munizioni erano vere.L’indagine era aperta dal dicembre 2024, quasi due anni. In quel tempo il ragazzo ha scambiato centinaia di messaggi con una fonte confidenziale dell’Fbi, su social e app criptate, TikTok compresa. L’affidavit di 23 pagine depositato dall’accusa ricostruisce le tappe: nel marzo 2025 i primi riferimenti al martirio; nel maggio 2025 gli agenti si presentano a casa, la madre dice che il figlio non è tornato da scuola, il padre rifiuta di parlare e rinvia al proprio avvocato.Secondo i documenti dell’accusa, il centro commerciale era stato scelto perché «di proprietà ebraica»: «se uccido anche solo 30 persone nessuno ci andrà più», avrebbe scritto. Come modelli citava la strage del Pulse di Orlando, l’attacco di Bondi Beach in Australia e quello di Capodanno 2025 a New Orleans. Aveva valutato un camion sulla folla o due pistole, poi un fucile. L’obiettivo dichiarato: tra 30 e 60 morti. A settembre ha registrato un video di giuramento all’Isis e fissato la data. «Sono sicuro al 100%», avrebbe scritto alla fonte, «mi sarei già tirato indietro se non lo fossi».Otto minuti in aula«Un giovane radicalizzato che doveva essere sorvegliato», lo ha definito Daniel Rosen, procuratore federale per il Minnesota, secondo cui Mohamud ha agito da solo. Rosen si è rivolto ai genitori: quando gli agenti avvertono che un figlio si sta radicalizzando, «sono avvertimenti da ascoltare». Christopher Dotson, capo dell’ufficio Fbi di Minneapolis, ha parlato di messaggi «agghiaccianti». Booker Hodges, capo della polizia di Bloomington: «Di solito non resto senza parole, ma sono inorridito».Il capo d’accusa, per ora, è uno solo: ricezione consapevole di un’arma destinata a un crimine federale di terrorismo. Il procedimento è alla fase della denuncia firmata dall’agente, non ancora al rinvio a giudizio del gran giurì, e nessuna dichiarazione di colpevolezza o innocenza è stata registrata. Il giudice ha disposto la detenzione temporanea e fissato l’udienza preliminare per il 19 ottobre.La difesa tace. La difensora d’ufficio federale, Siri Carlson McDowell, ha rifiutato di commentare dopo l’udienza; la Cnn scrive di averla contattata senza ottenere risposta. La madre, fuori dall’aula, ha confermato ai cronisti di essere la madre e non ha aggiunto altro. Anche gli altri parenti non hanno voluto parlare.Il punto che la difesa potrà sollevare è noto nelle aule federali americane: l’arma l’ha venduta l’Fbi stesso, dopo 21 mesi di contatti con una fonte confidenziale, secondo lo schema delle operazioni sotto copertura antiterrorismo, contestate di regola con l’eccezione di «entrapment», la provocazione da parte dello Stato. La partita, in questi processi, si gioca su quanto l’imputato fosse già deciso prima che gli agenti gli mettessero il fucile in mano. Il Center of the American Experiment, think tank conservatore del Minnesota, ritiene che il volume dei messaggi renda l’eccezione difficile da sostenere. Nessun avvocato lo ha finora sollevato in pubblico.Il Mall of America ha diffuso una nota: mantiene «più livelli di sicurezza, visibili e dietro le quinte» e continuerà a lavorare con le forze dell’ordine locali, statali e federali. Il direttore dell’Fbi Kash Patel ha scritto che «questa Fbi trova i terroristi prima che possano colpire gli americani».Mohamud tornerà davanti al giudice il 19 ottobre alle 10 del mattino (le 17 in Italia), cinque giorni prima della data che, secondo l’accusa, aveva scelto per l’attacco.