RIO DE JANEIRO — Migliaia di studenti hanno sfilato mercoledì nel centro di Rio de Janeiro contro Flávio Bolsonaro. Molti vestivano di rosso, il colore del presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Fiaccole accese, immagini deturpate del senatore e uno slogan ripetuto per tutto il corteo: «Mai più Bolsonaro».È la prima grande manifestazione di piazza dopo il primo turno di domenica 4 ottobre, ma resta un corteo, non un voto. Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore di Rio e figlio dell’ex presidente Jair, è arrivato primo con 56,1 milioni di voti, davanti a Lula, e il ballottaggio del 25 ottobre si deciderà tra elettori che mercoledì non erano in strada.Sui cartelli, in portoghese, «Il Brasile non è il cortile di casa degli Stati Uniti», riferisce l’Associated Press. I manifestanti difendevano l’istruzione pubblica e dicevano di temere tagli alla spesa sociale e un’amnistia per il padre del candidato. «Questa protesta dimostra che i movimenti sociali sono ancora vivissimi. Resisteremo», ha detto un manifestante all’agenzia. Gli organizzatori annunciano altre marce «per la democrazia» prima del 25 ottobre.I numeri del Tribunale superiore elettorale spiegano l’urgenza. Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47,0 per cento, Lula il 45,2 con 53,9 milioni di voti; l’affluenza è stata del 78,9 per cento. I sondaggi davano il senatore secondo. «Confesso che ero convinto di vincere», ha ammesso Lula. Anche il Congresso si è spostato: il Partito liberale di Bolsonaro sale a 121 deputati e 28 senatori.La famiglia e il processoPer capire la piazza bisogna tornare al 2022. Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni per il tentato colpo di Stato seguito alla sconfitta elettorale di quell’anno, sconta la pena ai domiciliari ed è ineleggibile fino al 2030. Il fratello di Flávio, Eduardo, ha avuto 4 anni e 2 mesi per coercizione sulla giustizia. Nel luglio 2025 il presidente americano Donald Trump definì il processo una «caccia alle streghe» e impose dazi del 50 per cento sulle merci brasiliane: è a quello che allude il cartello sul «cortile di casa».La famiglia, intanto, ha vinto tutte le corse in cui si è presentata. Flávio ha aperto martedì a Goiânia, capitale dello Stato centrale di Goiás, la campagna per il secondo turno. Le sue promesse sono note: liberare il padre, un’amnistia per i condannati dell’assalto ai palazzi di Brasília dell’8 gennaio 2023, la messa in stato d’accusa di giudici del Supremo tribunale federale. Sul corteo di Rio non ha commentato.Creomar de Souza, analista della società di consulenza Dharma Political Risk di Brasília, legge il risultato di domenica più come un voto contro che come un voto a favore: «Se Flávio Bolsonaro vince è soprattutto perché una maggioranza rifiuta ciò che Lula rappresenta». La piazza di mercoledì serve a Lula proprio a rimettere in moto l’elettorato che il 4 ottobre non è bastato, in una campagna in cui tre settimane devono recuperare due milioni di voti.Resta aperta la partita giudiziaria. Secondo France 24, il Supremo tribunale federale esaminerà la richiesta di revisione presentata dalla difesa di Jair Bolsonaro solo dopo il ballottaggio: fino ad allora l’ex presidente rimane ai domiciliari, e la questione dell’amnistia resta sul tavolo del voto, non dei giudici. Per gli studenti di Rio il prossimo appuntamento è un’altra marcia, prima del 25 ottobre.