Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos, gli italiani considerano importante la transizione ecologica per ridurre gli effetti del cambiamento climatico: aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e promuovere l’economia circolare attraverso produzioni e consumi più sostenibili. La decima edizione delle Giornate dell’Energia e dell’ Economia Circolare, che ha chiuso ieri i propri lavori a Trevi, in provincia di Perugia, ha avuto come filo conduttore la politica ambientale nella sua declinazione proprio della transizione energetica e dell’economia circolare: confronti e dibattiti che hanno visto protagonisti i rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca e quello delle imprese. Il titolo di quest’anno, “Politica, ambiente, energia, economia circolare. Dieci anni nel cuore dell’Italia: l’inizio di un nuovo futuro”, invitava a riflettere sui risultati ottenuti nell’ultimo decennio e a pianificare i prossimi dieci decisivi anni. L’evento è stato promosso da Globe Italia e da WEC Italia, in collaborazione con AICP (Associazione Italiana dei Collaboratori Parlamentari) e Askanews. “Quest’anno le Giornate di Trevi arrivano in un momento particolarmente critico per il settore dell’energia e per l’ambiente tutto, alle prese con sfide storiche come l’accesso al gas, o nuove, come l’impatto che avrà l’Intelligenza Artificiale – ha detto Matteo Favero, presidente di Globe Italia, in apertura della manifestazione – Negli ultimi dieci anni le politiche ambientali hanno fatto tanta strada, è entrato in vigore l’Accordo di Parigi, l’Europa ha spinto gli Stati membri a porsi obiettivi sempre più ambiziosi, Stati Uniti e Cina hanno fatto passi da gigante nel mercato delle rinnovabili, le politiche ambientali hanno guadagnato un posto nel dibattito pubblico. I prossimi dieci anni saranno quelli decisivi per vincere questa sfida epocale”. “Queste Giornate, da dieci anni, gli ha fatto eco Marco Margheri, presidente di World Energy Counsil (WEC) Italia, mettono in relazione energia ed economia circolare, facendo dialogare istituzioni, imprese, associazioni e territori. Le politiche energetiche devono sempre tenere uno sguardo attento alla dimensione internazionale, essenziale per comprendere le sfide della geopolitica, della sicurezza energetica, dei grandi processi di innovazione tecnologica e industriale”. L’Italia parte da una posizione di forza. Il tasso di circolarità di utilizzo dei materiali ha raggiunto il 21,6%, ben al di sopra della media UE del 12,2%. Lo ha ricordato Laura D’Aprile, Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Nel 2024, ha detto D’Aprile, il riciclo dei rifiuti urbani è salito al 52,3%, mentre il recupero di materia rappresenta il 74,3% della gestione dei rifiuti speciali: 139 milioni di tonnellate restituite ai cicli produttivi. Ed è proprio qui che energia e circolarità si incontrano. Le filiere del riciclo consumano molta energia e l’elevato costo dell’energia in Europa rende le materie prime seconde meno competitive rispetto a quelle vergini”. La priorità, ha concluso, è costruire un vero Mercato unico europeo delle materie prime seconde, capace di garantire domanda, qualità e competitività. E allora, in attesa che la Commissione Europea vari nei prossimi mesi il tanto agognato Circular Economy Act che dia attuazione concreta alla transizione con misure di sostegno regolatorie e finanziarie, occorre che in Italia l’economia circolare diventi una precisa scelta di politica industriale. E’ la prospettiva dello studio “Una nuova politica industriale europea per l’economia circolare” realizzato da THEA Group in collaborazione con CONAI. Lo studio stima, per l’intera industria europea del riciclo, un impatto economico annuo di 555 miliardi di euro e 222 miliardi di valore aggiunto, con oltre 3 milioni di posti di lavoro. Questi numeri descrivono la capacità industriale esistente. Compito della politica creare le condizioni per rafforzarla e renderla competitiva. Innanzitutto con la ricerca. Automazione e Intelligenza Artificiale migliorano l’efficienza dei processi e la qualità delle materie prime seconde. Servono collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca: regole comuni e finanziamenti per la crescita. “Le regole comuni devono favorire un mercato europeo più integrato, attraverso criteri riconoscibili, dati comparabili e sistemi interoperabili – ha precisato Simona Fontana, direttrice generale di CONAI – Il riconoscimento reciproco e la condivisione delle migliori pratiche permettono di valorizzare le esperienze nazionali. La finanza deve sostenere progetti con prospettive economiche credibili, tempi autorizzativi prevedibili e strumenti di gestione del rischio. Anche disponibilità e costo dell’energia incidono sulla competitività degli impianti. Le politiche energetiche e industriali devono quindi procedere in modo coerente”. Tutti, quindi, in attesa del pronunciamento della Commissione sulle misure che dovranno offrire l’occasione di collegare gli obiettivi ambientali al mercato delle materie prime seconde. La direzione è tracciata: ricerca che deve diventare capacità industriale, simbiosi tra settori produttivi, investimenti che generano valore nei territori. “I dieci anni delle Giornate di Trevi segnano un passo di maturità nella capacità di confronto e ricerca del pensiero critico su materie fondamentali come clima, energia e sviluppo sostenibile, ha dichiarato Fabrizio Penna, direttore generale di ISPRA. Il nostro contributo riguarda la sfida che stiamo affrontando nel contrasto al cambiamento climatico attraverso uno sviluppo concretamente sostenibile. Un contributo che non può prescindere dall’analisi dei dati e dai riscontri tecnici che vede ISPRA, l’Istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale, impegnato in prima fila per raggiungere questo obiettivo”. Particolarmente apprezzato l’intervento di Giovanni Mastrandrea, della Tenuta di Castelporziano della Presidenza della Repubblica, il quale ha ricordato la fiducia riposta dal Presidente Sergio Mattarella dieci anni addietro decidendo di medagliare questa giornate. “L’insieme delle risorse naturali del Paese e dei servizi che esse garantiscono, ha aggiunto, la cui complessità e ricchezza può essere misurata e pesata come il livello di biodiversità presente, è la base sostanziale del benessere economico, sociale e ambientale. Ce lo ricorda la Banca Centrale Europea che già dal 2023 certifica un legame indissolubile e tuttavia allarmante tra la stabilità economica e la tutela della biodiversità”.Il Capo dello Stato, ha aggiunto Mastrandrea, non smette di ricordarcelo e non smette di tracciare la rotta obbligata per il Paese: “la biodiversità è un patrimonio che ci interpella”, ha detto qualche giorno fa al Salone del Gusto di Torino. “La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi per millenni; senza responsabilità, senza la cura di questa ricchezza l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e distruggersi”. D’altra parte, ha ricordato Mastrandrea, la Tenuta di Castelporziano è divenuta ed è sempre più hub culturale e formativo per temi quali la biodiversità, il capitale naturale, ma anche l’economia circolare, il legame tra fragilità sociale e fragilità ambientale, luogo di consapevolezza sul valore della Casa Comune. “E allora, ha concluso, a poca distanza temporale dalla ricorrenza dalla morte di S. Francesco – cui il Presidente Mattarella ha partecipato definendolo un ‘profeta di pace, di amore e di rispetto per il Creato’ – chiudo menzionando il passo del Cantico delle Creature nel quale loda il Signore per la Madre Terra, la quale ci sostiene e ci governa. Questa Madre Terra che abbiamo il privilegio e il grande onere di dover consegnare ai nostri figli”. La voce del legislatore nazionale è stata espressa da Massimo Milani, Segretario della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, che ha riassunto la molteplicità dei temi trattati in queste giornate. “Temi complessi che ormai attraversano tutti i settori produttivi, quindi possiamo dire che rappresentano la struttura scheletrica (la visione circolare) e il cibo (l’energia) di ogni attività della nostra complessa società. Il senso di Comunità che pervade queste giornate, ha concluso Milani, è il segreto di un lavoro che si articola durante tutto l’anno, nel riconoscersi, appunto, per nelle differenze, appartenenti a una comunità che vuole aiutare la comprensione di questi temi, la crescita e l’affermazione dell’economia circolare e della indipendenza e sicurezza energetica”.