Brunello Cucinelli, la sua storia nel film di Giuseppe Tornatore

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Dalle origini rurali a Castel Rigone alla costruzione di un marchio conosciuto in tutto il mondo. Brunello Cucinelli racconta la propria vita in Brunello, il visionario garbato, film documentario diretto dal Premio Oscar Giuseppe Tornatore, con le musiche originali del Premio Oscar Nicola Piovani, in prima visione il 10 ottobre su Sky Arte.Il documentario ripercorre l’avventura personale e professionale del fondatore del marchio di Solomeo, intrecciando ricordi familiari, immagini d’archivio inedite e ricostruzioni storiche. Al centro non c’è soltanto il successo imprenditoriale di Cucinelli, ma soprattutto il percorso che lo ha portato a costruire una propria idea di impresa, fondata sulla dignità del lavoro, sul rispetto della terra e sulla tutela della bellezza.Foto: Ufficio stampaBrunello Cucinelli, dalle origini a Castel Rigone al successoPer raccontare Brunello Cucinelli, Tornatore parte dalle radici. Prima del cashmere e prima di Solomeo c’è infatti Castel Rigone, dove l’imprenditore cresce in una realtà rurale che resterà un riferimento importante nella sua visione del mondo e del lavoro. La storia della sua famiglia entra così nel film e permette di comprendere meglio ciò che verrà dopo. Cucinelli conserva la memoria delle fatiche vissute dai suoi familiari, prima come mezzadri in campagna e successivamente come operai in fabbrica. Esperienze che, nel tempo, contribuiranno a formare la sua idea di un modello produttivo capace di mettere al centro le persone.Il documentario segue questa evoluzione senza separare nettamente la vita privata da quella professionale. Le due dimensioni procedono insieme: da una parte ci sono le origini, gli affetti e i ricordi, dall’altra prende forma un progetto imprenditoriale destinato a crescere fino a trasformare Solomeo nella sede di un marchio globale del cashmere e in un laboratorio della filosofia aziendale di Cucinelli.A ricostruire le diverse fasi della sua vita contribuiscono anche amici, familiari e collaboratori. Tornatore utilizza poi giovani interpreti per riportare sullo schermo alcuni momenti del passato: tra loro c’è Saul Nanni, che interpreta Brunello Cucinelli da giovane. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Saul Nanni (@saulnanni)Giuseppe Tornatore racconta Brunello CucinelliLa regia di Giuseppe Tornatore accompagna il racconto attraverso materiale d’archivio, testimonianze e ricostruzioni. Il risultato segue la crescita di Cucinelli cercando allo stesso tempo di ricostruire il pensiero che ha guidato le sue scelte.Il titolo stesso, Brunello, il visionario garbato, racchiude due aspetti che emergono nel corso del film. Cucinelli viene mostrato come un uomo incline alle sfide, disposto a seguire un’intuizione anche quando significa partire da zero e costruire qualcosa che ancora non esiste. Il suo percorso imprenditoriale diventa quindi il filo attraverso cui il documentario racconta una visione più ampia. Il successo economico non viene presentato come un traguardo isolato, ma come parte di un progetto nel quale entrano il territorio, la cultura, l’arte e le condizioni di vita di chi lavora.Ad accompagnare le immagini ci sono le musiche originali di Nicola Piovani, altro Premio Oscar coinvolto nel progetto. Due nomi del cinema italiano, Tornatore e Piovani, si incontrano così per portare sullo schermo una storia che nasce in Umbria e si sviluppa attraverso l’esperienza personale di uno degli imprenditori italiani più riconoscibili.Prime Video, tutte le novità di ottobre 2026: da Carrie a LOL Halloween SpecialIl capitalismo umanistico di Brunello CucinelliUno dei temi centrali di Brunello, il visionario garbato è il capitalismo umanistico, espressione con cui viene identificata la filosofia d’impresa costruita negli anni da Cucinelli. Alla base c’è l’idea che la crescita economica possa convivere con la dignità umana e con l’attenzione al luogo in cui l’impresa opera. Il rispetto per i lavoratori si affianca così alla cura della terra, all’arte e alla memoria storica, elementi che nel documentario tornano continuamente e aiutano a leggere anche le scelte compiute dall’imprenditore.Il legame con il passato familiare assume in questo senso un peso preciso. Il ricordo della vita dei mezzadri e del lavoro in fabbrica non resta confinato alla dimensione privata, ma diventa una delle ragioni che hanno portato Cucinelli a immaginare un modello sociale diverso. Solomeo ne è l’espressione più evidente. Il borgo umbro non rappresenta soltanto il luogo in cui ha sede l’azienda, ma diventa parte integrante del progetto. Qui Cucinelli ha realizzato il Teatro Cucinelli e il Parco della Bellezza, sul quale si affaccia la fabbrica.Sono luoghi che il film inserisce nel racconto della sua vita perché mostrano concretamente come la sua idea imprenditoriale abbia progressivamente superato i confini dell’azienda, arrivando a comprendere cultura, paesaggio e territorio.Foto: ufficio stampaLa Maison des Femmes, al cinema il film sulla forza delle donne: il trailer e la storia veraBrunello, il visionario garbato: quando e dove vedere il filmIl documentario arriverà in televisione venerdì 10 ottobre alle 21.15 su Sky Arte. Nella stessa serata sarà trasmesso anche su Sky Cinema Stories alle 23.30.Brunello, il visionario garbato sarà inoltre disponibile in streaming su NOW e on demand, permettendo così di seguire il viaggio raccontato da Tornatore anche fuori dalla programmazione televisiva. Prodotto da Masi Film e Brunello Cucinelli Spa, in collaborazione con Rai Cinema, il film mette insieme passato e presente per ricostruire non soltanto come sia nato un marchio, ma soprattutto il pensiero dell’uomo che lo ha creato.Dalla campagna umbra al cashmere, dalle memorie della famiglia alla trasformazione di Solomeo, il percorso di Brunello Cucinelli viene raccontato come una successione di scelte e sfide. Una storia in cui impresa e vita personale finiscono inevitabilmente per incontrarsi, seguendo quella visione che dà il titolo al film: ambiziosa nei progetti, ma sempre legata all’idea di una crescita che non perda di vista l’uomo.Kasia Smutniak e Pietro Taricone, dall’amore al viaggio in Nepal: la loro storia rivive in Mustang| Da Rumors.it