Vaticano. Leone XIV contro la pena di morte: «È inammissibile e contraria alla dignità umana»

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Papa Leone XIV ha ribadito la ferma opposizione della Chiesa cattolica alla pena di morte, definendola inammissibile e contraria alla dignità della persona. Il Pontefice è intervenuto in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, celebrata il 10 ottobre, attraverso un messaggio pubblicato sul social network X.Secondo il Vescovo di Roma, il ricorso alla pena capitale non rappresenta uno strumento necessario per tutelare il bene comune. Gli Stati dispongono infatti di misure alternative capaci di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare alla giustizia i responsabili dei reati più gravi, senza privarli definitivamente della possibilità di pentirsi e intraprendere un percorso di redenzione.La posizione espressa da Leone XIV si inserisce nella dottrina della Chiesa cattolica, che riconosce il valore inviolabile della vita umana anche quando una persona si è resa responsabile di crimini particolarmente gravi. La condanna della pena capitale non comporta quindi il venir meno della responsabilità individuale o della necessità di applicare sanzioni, ma afferma che la giustizia non debba tradursi nella soppressione della vita del condannato.Il Pontefice richiama così uno dei principi fondamentali dell’insegnamento cattolico contemporaneo: la dignità umana non viene cancellata neppure dalla commissione di un delitto. Anche chi si trova in carcere deve conservare la possibilità di un cambiamento personale e morale.La posizione della Chiesa sulla pena di morte è stata rafforzata durante il pontificato di Francesco. Nel 2018 il Catechismo della Chiesa cattolica è stato modificato per affermare esplicitamente l’inammissibilità della pena capitale, in quanto lesiva dell’inviolabilità e della dignità della persona, e per ribadire l’impegno della Chiesa a favore della sua abolizione nel mondo.Leone XIV prosegue dunque una linea già sostenuta dal suo predecessore, inserendo il rifiuto della pena di morte in una più ampia riflessione sulla tutela della vita, sulla responsabilità dello Stato e sui limiti dell’esercizio del potere punitivo.Il messaggio del Papa arriva inoltre in un momento di rinnovata attenzione sulla pena capitale negli Stati Uniti, dopo le notizie relative all’intenzione del Pentagono di trasmettere in streaming l’esecuzione mediante fucilazione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore dell’esercito americano condannato per la strage compiuta nel 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, nella quale furono uccise 13 persone.L’ipotesi di rendere pubblica attraverso una trasmissione video l’esecuzione ha suscitato interrogativi sulla spettacolarizzazione della pena capitale e sui limiti che dovrebbero accompagnare l’esercizio della giustizia da parte dello Stato. Sulla questione è intervenuto anche il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che ha criticato la prospettiva di trasformare un’esecuzione in un evento pubblico.Leone XIV non ha fatto riferimento diretto al caso di Hasan nel messaggio diffuso per la Giornata mondiale contro la pena di morte. Le sue parole assumono tuttavia un significato particolare nel contesto del dibattito americano, dove la pena capitale continua a essere prevista sia nell’ordinamento federale sia in numerosi Stati.La questione continua a dividere la comunità internazionale. Numerosi Paesi hanno abolito la pena capitale o ne hanno sospeso l’applicazione, mentre altri continuano a prevederla per reati come l’omicidio, il terrorismo e alcune violazioni della legislazione nazionale.Il dibattito riguarda non soltanto l’efficacia deterrente della pena di morte, ma anche il rischio di errori giudiziari irreversibili, le garanzie processuali e il rapporto tra sicurezza pubblica e diritti fondamentali.Per la Santa Sede, l’abolizione della pena capitale costituisce un obiettivo che coinvolge direttamente la tutela della dignità umana. Il principio sostenuto dal Pontefice è che la sicurezza collettiva possa essere garantita attraverso strumenti giudiziari e penitenziari che non comportino la soppressione definitiva della vita del condannato.Con il messaggio diffuso nella Giornata mondiale contro la pena di morte, Leone XIV riafferma quindi che la difesa della società e la punizione dei reati possono essere perseguite senza ricorrere all’esecuzione dei condannati. Un richiamo rivolto soprattutto agli Stati che mantengono la pena capitale nei propri ordinamenti e che continuano ad applicarla, ma anche alla comunità internazionale, chiamata a confrontarsi sul significato della giustizia e sul rispetto dei diritti fondamentali.