L’intelligenza artificiale potrebbe trasformare profondamente il mercato del lavoro, aumentando la produttività al punto da consentire ai lavoratori di ridurre la settimana lavorativa a tre giorni, senza rinunciare a un tenore di vita dignitoso. È lo scenario delineato da Jeff Bezos, fondatore di Amazon, durante un’intervista rilasciata a Bret Baier nel programma Special Report di Fox News.Secondo il miliardario americano, i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero permettere alle famiglie di mantenersi con un solo reddito, rendendo meno necessario che entrambi i coniugi lavorino. La maggiore produttività, nella sua visione, offrirebbe quindi alle persone la possibilità di scegliere quanto tempo dedicare all’attività professionale, anziché essere costrette a lavorare per sostenere le spese quotidiane.Bezos ha ipotizzato che alcuni lavoratori possano arrivare a mantenere la propria famiglia lavorando soltanto tre giorni alla settimana. Altri potrebbero rinunciare a un secondo impiego, mentre nelle famiglie con due stipendi uno dei componenti potrebbe decidere di lasciare il lavoro.Il fondatore di Amazon ha inoltre sostenuto che l’intelligenza artificiale potrebbe determinare una situazione apparentemente paradossale: anziché provocare una disoccupazione generalizzata, l’aumento della produttività potrebbe rendere più difficile per le imprese trovare personale, perché un numero crescente di persone sceglierebbe di lavorare meno.Bezos si è detto convinto delle potenzialità della tecnologia, definendola un progresso reale e positivo per la società. Non ha tuttavia indicato tempi precisi né spiegato attraverso quali meccanismi economici i benefici della maggiore produttività potrebbero tradursi in una riduzione dell’orario di lavoro a parità di condizioni economiche.Durante l’intervista, Bret Baier ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze occupazionali dell’automazione, ricordando i circa 30mila posti di lavoro eliminati da Amazon dalla fine dello scorso anno. Un dato che sembra contrastare con la prospettiva di un futuro caratterizzato da maggiore libertà lavorativa.Bezos ha risposto sottolineando la situazione particolare dell’azienda, che negli anni precedenti aveva ampliato considerevolmente il proprio organico. La spiegazione non elimina tuttavia l’interrogativo centrale: se l’intelligenza artificiale consentirà alle imprese di produrre di più con meno lavoratori, non è automatico che i benefici economici vengano distribuiti sotto forma di stipendi più elevati o settimane lavorative più brevi.La prospettiva indicata dal fondatore di Amazon dipende infatti da diversi fattori, tra cui la distribuzione dei guadagni di produttività, le politiche salariali, la contrattazione collettiva e le decisioni delle imprese. Una maggiore efficienza produttiva potrebbe tradursi in una riduzione degli orari, ma anche in maggiori profitti aziendali o in una diminuzione del personale.Il tema riguarda soprattutto il rapporto tra innovazione tecnologica e redistribuzione della ricchezza. Perché una famiglia possa vivere dignitosamente con un solo stipendio, non basta che l’economia produca più beni e servizi: è necessario che il potere d’acquisto dei lavoratori cresca in misura sufficiente rispetto al costo della vita.La diffusione dell’intelligenza artificiale potrebbe inoltre produrre conseguenze differenti nei vari settori. Alcune professioni potrebbero beneficiare di strumenti capaci di velocizzare le attività quotidiane, mentre altre potrebbero subire una progressiva sostituzione delle mansioni oggi svolte dalle persone.Le dichiarazioni di Bezos rilanciano dunque il dibattito sul futuro del lavoro e sulla possibilità di trasformare i progressi tecnologici in un miglioramento delle condizioni di vita. La settimana di tre giorni resta per ora una prospettiva, non una conseguenza inevitabile dell’intelligenza artificiale.La questione decisiva sarà stabilire chi beneficerà dell’aumento della produttività: le imprese attraverso maggiori margini di profitto, i consumatori attraverso prezzi più bassi oppure i lavoratori attraverso retribuzioni migliori e una riduzione del tempo trascorso al lavoro.