È il dibattito sul voto, a cominciare dai tempi e la legge appena promulgata con cui si andrà a elezioni, a tenere banco negli schieramenti che, in attesa di avere certezze su quando si andrà alle urne, lavorano alle coalizioni e affinano le armi della campagna elettorale. Nel centrodestra il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ribadisce che l’obiettivo del partito è “arrivare più vicino possibile alla scadenza della legislatura” con una coalizione compatta, quindi no a Roberto Vannacci e Futuro nazionale che “farebbero perdere credibilità”. Dal canto suo, il vicepremier Antonio Tajani invita ad “evitare gli inciuci” e avverte: “Se si vince è grazie al contributo di Forza Italia“. Certo i nodi non mancano e tra le grane pre-elettorali del centrodestra non c’è solo il generale ex leghista, ma anche l’accordo, ancora distante, sulla candidatura a sindaco di Milano, per non parlare dello scoglio Consulta che, con i ricorsi annunciati dalle opposizioni, che verranno presentati oggi in una conferenza stampa alla Camera, rischia di creare nuove pesanti fibrillazioni in vista della campagna elettorale. Nel centrosinistra l’imperativo è chiudere il programma in tempi rapidi per poi organizzare le primarie, ma ad agitare gli umori c’è anche l’aspetto, per nulla secondario, dei confini del campo largo, con il presidente M5S Giuseppe Conte che, dalla kermesse di Fanpage a Roma, mette in guardia: “Puoi anche pensare di allargare tantissimo la coalizione per cercare di andare a vincere, ma rischi di confezionare un progetto politico che vince per poi sciogliersi come neve al sole. Nel centrosinistra è già successo”. “Non metto veti – chiarisce l’ex premier -, ma un problema di affidabilità, su Matteo Renzi, l’ho posto e ho chiesto garanzie che deve dare chi in questo momento ritiene che sia essenziale per questo progetto – prosegue -. A Schlein chiedo di confezionare e costruire paletti” affinché il progetto sia “solido e duraturo”.Pronta la replica della leader dem, che dallo stesso palco interviene poco dopo il presidente M5S: “C’è un’unica garanzia che sento di dover dare agli elettori – dice la segretaria Pd -. Non rifaremo mai più l’errore di dividerci e il favore alle destre di consegnare loro la vittoria. Sappiamo che abbiamo la responsabilità insieme di non permettere gli stessi errori”. Sul punto da Avs rincara la dose Nicola Fratoianni, che si limita a dire: “Questa volta nessuno può riproporre il suicidio politico del 2022”. E lo stesso Donzelli, nel sostenere le ragioni di una legge elettorale “che non indebolisce la democrazia e dà stabilità”, ammette: “Le elezioni la scorsa volta le avremmo perse. Non è stata la legge elettorale a darci stabilità, ma le divisioni del centrosinistra“.Questo articolo Elezioni 2027, le coalizioni verso la campagna elettorale. Sulla via del voto lo scoglio Consulta proviene da LaPresse