Lazio, Salomone accusa Lotito: “Questo è il suo danno piú grave!

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Guardiamo in faccia la realtà. La classifica racconta una Lazio capace di stare davanti a tutti. Gli spalti, però, continuano a raccontare una storia completamente diversa. La protesta nei confronti della società non sembra arretrare neppure davanti ai risultati e alle iniziative sui prezzi: secondo Luigi Salomone, ormai, il problema non riguarda più soltanto la presenza allo stadio, ma il rapporto stesso tra la Lazio, la sua tifoseria e la città di Roma.I numeri sui biglietti venduti in vista di Lazio-Monza citati in diretta sono il punto di partenza della discussione. A fronte di una squadra potenzialmente in grado di presentarsi alla partita da prima in classifica (e nonostante le tante promozioni sui biglietti), le vendite restano molto basse. “Non c’è nulla che smuove la tifoseria”, osserva la firma de “Il Tempo“, secondo il quale continuare ad aspettarsi che risultati o prezzi più convenienti possano risolvere automaticamente la frattura significa non averne compreso fino in fondo la natura.Salomone: “La Lazio è sparita da Roma, è diventata marginale”È qui che la questione diventa molto più dura e delicata. Per Luigi Salomone il danno non può essere misurato soltanto attraverso il numero di spettatori presenti all’Olimpico.“La Lazio sta morendo. La Lazio non è più presente in città”. E il paragone scelto è volutamente provocatorio: “È diventata l’Espanyol ormai, non per risultati sul campo, ma per presenza nella città”.La presenza/assenza di negozi legati al club nelle vie nevralgihce della Capitale; la totale indifferenza dei media… Una crisi di rappresentatività che, nella sua lettura, supera quindi il rendimento della squadra. “La Lazio è sparita, è diventata marginale”, fino alla conclusione più pesante: “Questo è il più grave danno fatto dalla gestione Lotito, secondo me. Più grave di ogni altro”.E proprio il rapporto con Claudio Lotito resta il nodo attorno al quale ruota tutto il confronto. Salomone arriva a ipotizzare almeno un passo di lato: mantenere la proprietà, ma affidare la presidenza a una figura diversa e ridurre la propria esposizione diretta. Una soluzione che lui stesso riconosce potrebbe anche non essere sufficiente, ma che forse rappresenterebbe almeno un tentativo “minimo” di cambiare qualcosa.Di Giovambattista: “Lotito? La gente tornerà allo Stadio solo se se ne va”Il direttore Ilario Di Giovambattista vede la frattura in termini ancora più definitivi: “Il presidente deve capire che solo se se ne va torna la gente allo stadio”. Le posizioni, nella sua lettura, sono ormai talmente cristallizzate che una parte importante del pubblico laziale non sembra assolutamente disposta a fare marcia indietro.Il rischio è che l’assenza diventi abitudine. Ammesso che ciò non sia già accaduto. “La gente si sta abituando a non andare allo stadio e Lotito si sta abituando a non prendersi insulti quando va allo stadio”. Una normalizzazione che Di Giovambattista considera tutt’altro che normale, soprattutto per una squadra che continua a ottenere risultati sul campo.Le chiacchiere, come si suol dire, stanno a zero. Il paradosso della Lazio è tutto qui: una squadra prima in classifica e una contestazione che non arretra. E mentre il campo continua a dare risposte positive, fuori dal terreno di gioco resta aperta una domanda molto più difficile: quanto può durare una frattura così profonda come quella fra l’attuale società e i suoi tifosi?The post Lazio, Salomone accusa Lotito: “Questo è il suo danno piú grave! appeared first on Radio Radio.