Il comandante Nato in Europa avverte Mosca: «Se la Russia è così sciocca da attaccare, sarà inutile»

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VARSAVIA — Il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa, ha messo in tre verbi la risposta della Nato a un attacco russo: bloccare, smussare, spezzare. Lo ha fatto lunedì al Warsaw Security Forum, la conferenza sulla sicurezza che si tiene ogni anno nella capitale polacca. Se Mosca fosse «abbastanza sciocca» da attaccare, ha detto secondo Reuters, l’Alleanza distruggerebbe «qualunque cosa» sia coinvolta e l’assalto si rivelerebbe «del tutto inutile».È una dottrina, non un dispiegamento. Grynkewich ha spiegato come la Nato combatterebbe, non ha annunciato nuove truppe né nuove basi, e dallo stesso palco l’ambasciatore americano presso l’Alleanza ha ricordato che per Washington l’Europa è la quarta priorità. Il generale ha anche fissato un limite alle proprie parole: «Non valuto che il conflitto sia imminente o inevitabile. Non lo è».«La mia teoria della vittoria è semplice: blocchiamo l’attacco iniziale. Se persiste, lo smussiamo e impediamo l’avanzata nemica. E se necessario, spezziamo le forze nemiche e il sistema bellico schierato contro di noi», ha detto Grynkewich, che guida anche il comando Usa per l’Europa. L’obiettivo è impedire all’avversario di prendere e tenere territorio alleato. La Nato, ha aggiunto, è «pronta a combattere stanotte».Il piano sta sulla carta da una settimana. Una versione non classificata è finita sulla stampa americana e il portavoce del comandante ne ha confermato l’esistenza senza entrare nei dettagli. Prevede la sequenza di risposta a un attacco di sorpresa, per esempio nel Baltico, pensato per mettere alla prova la volontà politica dell’Alleanza; l’uso massiccio di droni e intelligenza artificiale; i gruppi tattici multinazionali schierati sul fianco orientale.Le basi da spostare a estMatthew Whitaker, ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato, ha chiesto agli alleati di ammodernare le infrastrutture militari per poter spostare uomini e mezzi dall’Europa occidentale a quella orientale, perché è a est che va atteso un eventuale conflitto futuro. Ha citato basi obsolete, catene di rifornimento del carburante e accordi di stazionamento per i militari americani, riferisce Politico Europe. Nessuna decisione su ritiri o ridispiegamenti è stata annunciata.Whitaker ha messo in fila le priorità di Washington: la sicurezza del territorio nazionale, l’emisfero occidentale, il Pacifico e, al quarto posto, l’Europa. Il presidente Donald Trump, ha detto, «vuole alleati capaci, non dipendenti da Washington». Ai dirigenti cechi ha portato un messaggio diretto: Praga spende quest’anno l’1,8% del Pil in difesa, sotto il 2% fissato dall’Alleanza.Per capire il doppio messaggio bisogna tornare all’inizio di ottobre. Il Pentagono sta rivedendo il dispositivo americano in Europa secondo la linea «America First», una revisione che le ricostruzioni della stampa europea legano al rifiuto di alcuni alleati di concedere le proprie basi per la guerra in Iran. Whitaker ha smentito undici giorni fa che esistano piani di taglio delle truppe; i governi europei si preparano comunque a una possibile riduzione.La cornice è quella del 2014. I gruppi tattici sul fianco est sono nati dopo l’annessione russa della Crimea, e lo stesso anno è nato il forum di Varsavia, che quest’anno riunisce 2.500 delegati con il premier polacco Donald Tusk e, in collegamento, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La Polonia confina con Ucraina, Bielorussia e l’exclave russa di Kaliningrad. Funzionari occidentali parlano da mesi di una campagna russa di sabotaggi, tra cui un drone carico di esplosivo trovato in un aeroporto tedesco.Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il mese scorso aveva invitato gli alleati alla calma e detto che non c’è una minaccia imminente al territorio dell’Alleanza. La dottrina esposta a Varsavia serve a rassicurare gli alleati orientali nel momento in cui Washington chiede loro di pagare di più e di spostare il baricentro militare verso est.Le parole di Grynkewich non dicono quanti soldati americani resteranno in Europa né quando il Pentagono chiuderà la sua revisione. Mosca non ha commentato: dal Cremlino e dal ministero della Difesa russo non è arrivata alcuna reazione.