Circa 100 professionisti del settore nautico si sono riuniti giovedì 8 ottobre presso lo Yacht Club de Monaco per il “Winter Pop-Up” organizzato da Cluster Yachting Monaco. Broker, comandanti, armatori e aziende hanno discusso delle tendenze di mercato, dell’impatto della geopolitica e delle prospettive per i superyacht a vela. Nove yacht sono stati esposti presso la marina dello YCM nell’ambito dell’Open Day.Nel suo discorso di apertura, Bernard d’Alessandri – Direttore e Segretario Generale dello Yacht Club de Monaco nonché Presidente sia di Cluster Yachting Monaco che della Monaco Yachting Chamber – ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le giovani generazioni nelle discussioni sul futuro del settore.Affrontando temi quali dazi doganali, sanzioni internazionali, vincoli di conformità, inflazione e instabilità geopolitica, il panel presieduto da Rachel Fisher (JMS Yachting) ha esaminato gli effetti concreti del clima geopolitico sul mercato e ha evidenziato nuove aree in fase di sviluppo. Omer Malaz, fondatore di Numarine, ha messo in luce le opportunità offerte da Arabia Saudita ed Egitto. Tuttavia, la creazione di un ecosistema nautico completo richiederà dai 10 ai 15 anni, secondo Maxwell Andrews, Executive Advisor presso Monaco House Saudi Arabia. A suo avviso, Monaco potrebbe svolgere un ruolo chiave grazie alla sua concentrazione di competenze, esperienza e investimenti. Anche la geografia della costruzione navale sta cambiando: la Turchia si sta posizionando su fasce di mercato più alte, riducendo il divario di prezzo con i cantieri europei. Malaz ha previsto un progressivo spostamento della cantieristica verso est, citando Turchia, Dubai e Polonia.Gli ultimi dati dell’Istituto Monegasco di Statistica e Studi Economici (IMSEE) indicano una crescita significativa dell’economia marittima e del settore nautico del Principato. Il comparto genera un fatturato di 659,7 milioni di euro (escluse le attività finanziarie e assicurative), con un incremento del 16,3% rispetto al 2022. Comprende 475 imprese (+15,6%) e impiega 1.495 addetti (+4,6%). La sessione conclusiva si è concentrata sui grandi superyacht a vela, che rimangono una nicchia ristretta rispetto agli yacht a motore. Gli elevati costi di alberi e attrezzature veliche rappresentano uno dei principali ostacoli, mentre gli armatori ricercano sempre più spazi ampi, stabilità, terrazze sul ponte e un accesso diretto al mare. Anche la riduzione dell’impatto ambientale sta diventando un fattore rilevante, sebbene il settore debba affrontare una carenza di competenze specifiche nella vela tra i professionisti più giovani, inclusi broker ed equipaggi.Nonostante i costi e le sfide tecniche, la domanda di progetti velici su misura rimane sostenuta, trainata dalla passione degli armatori per l’esperienza di navigazione e, in alcuni casi, dal desiderio di ridurre la propria impronta ambientale.Fondato nel 2014, Cluster Yachting Monaco riunisce oltre 100 aziende rappresentative dell’industria nautica del Principato. La prossima assemblea generale annuale si terrà il 9 dicembre 2026.Questo articolo Nautica, il settore dello yachting di Monaco esplora nuovi mercati e tendenze future proviene da LaPresse