L’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu condanna la decisione degli Usa di trasmettere in diretta streaminig l’esecuzione dell’autore della strage di Fort Hood, in Texas. L’annuncio è arrivato da parte del Pentagono: la condanna a morte di Nidal Malik Hasan è fissata per il 3 dicembre prossimo, mediante fucilazione. La dichiarazione dell’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani “Le esecuzioni pubbliche costituiscono una forma di trattamento o pena crudele, inumana o degradante. La trasmissione in diretta streaming di un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura“, ha dichiarato a LaPresse l’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, in relazione all’annuncio del Pentagono sull’esecuzione in diretta streaming. “La mancata osservanza di tale divieto renderebbe inevitabilmente l’esecuzione arbitraria, comportando una violazione del diritto alla vita. Il divieto assoluto di tortura (art. 7 dell’ICCPR-International Covenant on Civil and Political Rights) vieta le esecuzioni pubbliche”, sottolinea ancora l’Ufficio delle Nazioni Unite. Hasan è stato condannato per aver ucciso 13 persone e averne ferite altre 32 durante una sparatoria avvenuta nella base militare di Fort Hood nel 2009. Questo articolo Onu contro Usa su esecuzione in diretta streaming: “È tortura” proviene da LaPresse