KALUGA — Secondo data center in due giorni. I droni ucraini hanno colpito venerdì l’impianto di Yandex nella regione di Kaluga, a sud-ovest di Mosca, mettendo fuori uso una parte dei suoi moduli. Ventiquattr’ore prima era toccato all’hub di Sasovo, nella regione di Ryazan, dove il gruppo custodisce due dei tre supercomputer con cui addestra il suo modello di intelligenza artificiale. Lo riferisce Reuters.Yandex è l’azienda che la stampa internazionale chiama talvolta la «Google russa»: motore di ricerca, mappe, taxi, consegne e, da qualche anno, il principale laboratorio di intelligenza artificiale del Paese. Dopo raffinerie, porti e magazzini dell’e-commerce, la guerra dei droni arriva così all’infrastruttura digitale, il terreno su cui la Russia ha concentrato lo sviluppo della propria intelligenza artificiale.«Parte dell’infrastruttura del data center di Yandex a Kaluga è stata danneggiata in un attacco di droni. Diversi moduli sono completamente fuori uso», ha fatto sapere l’azienda in un comunicato, avvertendo di possibili disservizi. Nessun dipendente è rimasto ferito. «I data center sono il cuore di ferro di Yandex. Il loro funzionamento è critico per servizi diventati parte della vita quotidiana», prosegue la nota: «I nostri team lavorano giorno e notte. È il compito più importante, purtroppo non è semplice».L’impianto di Kaluga sorge nel parco industriale di Grabtsevo, è in funzione dal 2023 e ospita oltre 3.800 rack, gli armadi che contengono i server, su circa 130.000 metri quadrati. Il governatore della regione, Vladislav Shapsha, ha parlato di nove feriti e di infrastrutture danneggiate dai droni ucraini, senza mai nominare Yandex.Più pesante, per ora, il bilancio di Sasovo. Lì si trovano due dei tre supercomputer del gruppo, costruiti su chip Nvidia A100 e usati per addestrare YandexGPT, l’equivalente russo di ChatGPT. L’azienda sta ancora valutando i danni e non sa dire se le macchine siano recuperabili. Giovedì i disservizi hanno toccato il sito delle Ferrovie russe, l’operatore telefonico MegaFon, il portale immobiliare Cian e il sito dello Spartak Mosca.Il titolo peggiore a MoscaYandex è stato venerdì il peggior titolo della Borsa di Mosca, con un calo del 3,75%. Maryana Lazaricheva, responsabile della ricerca azionaria di T-Investments, vede un rischio che va oltre i ricavi persi nelle ore di indisponibilità e investe la vasta clientela aziendale del gruppo. Il carico di lavoro può essere spostato sugli altri data center, osserva, «ma se la catena di attacchi continua questa possibilità svanisce». Yandex ne ha cinque: due sono già stati colpiti, gli altri si trovano nella regione di Mosca e in quella di Vladimir, dove è installato il terzo supercomputer.Kiev rivendica. «Rispondiamo sempre in modo speculare. Lo sapete tutti, colpiscono e continuano a colpire i nostri data center. Stiamo rispondendo. Non posso condividere tutti i dettagli», ha detto giovedì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’ex capo del Centro ucraino per il contrasto alla disinformazione ha scritto su Telegram: «In due si può giocare a questo gioco».Il riferimento è ai colpi russi dell’ultimo mese contro data center e reti di telecomunicazione ucraine, anche nel centro di Kiev. Il 4 ottobre il ministero della Difesa russo ha dichiarato, attraverso il media di Stato RT, di aver colpito con droni Geran un data center a Odessa e un centro logistico del corriere Nova Poshta a Chornomorsk, sul Mar Nero.Oltre il quarto anno di guerra, i droni di entrambe le parti hanno allargato il bersaglio dall’energia all’economia: raffinerie, porti, navi cariche di petrolio e grano, magazzini dell’e-commerce. Quando Kiev colpì i depositi di Wildberries e Ozon, i due colossi russi delle vendite online, Mosca rispose contro i loro equivalenti ucraini. In Russia gli attacchi alle raffinerie hanno già prodotto carenze di carburante, code ai distributori e perdite per decine di migliaia di piccole imprese.Nella notte tra giovedì e venerdì i droni hanno raggiunto anche la raffineria Lukoil di Uchta, nella Repubblica dei Komi, a circa 1.700 chilometri dal confine ucraino. Il ministero della Difesa russo sostiene di averne abbattuti 505.