Malagò commissario FIGC, il retroscena sulla decisione del CONI: perché la scelta è caduta proprio su di lui

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La Gazzetta dello Sport ricostruisce le motivazioni contenute nelle delibere del CONI: pesano il nuovo corso federale e il sostegno delle componentiPerché Giovanni Malagò, fino a pochi giorni fa al centro del caso legato al mancato possesso della tessera federale, è stato scelto come commissario della FIGC dopo l’annullamento della sua elezione? A ricostruire il retroscena è La Gazzetta dello Sport, che si sofferma sulle motivazioni contenute nei documenti di delibera di Giunta e Consiglio Nazionale CONI, firmati dal segretario generale Carlo Mornati e dal presidente Luciano Buonfiglio. 🎧 Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. Il punto centrale riguarda due aspetti: da una parte la scelta di affidare proprio a Malagò la fase commissariale, dall’altra l’individuazione delle responsabilità per la violazione che ha portato al provvedimento.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoMalagò commissario FIGC: il peso del nuovo corso federaleNella delibera, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il CONI avrebbe tenuto conto «del rinnovato corso, anche di ordine tecnico-sportivo, intrapreso dalla Federazione dal 22 giugno», cioè dalla data dell’insediamento di Malagò come presidente federale. In questo senso, i segnali arrivati dalle Nazionali, soprattutto dalla maggiore dopo la scelta di puntare su Roberto Mancini come CT, avrebbero avuto un peso nella valutazione complessiva.Altro elemento richiamato nei documenti riguarda «le attestazioni di fiducia e di sostegno che il presidente Malagò ha ricevuto da tutte le componenti federali». Un passaggio interpretato come conferma del consenso già emerso nel voto di giugno.FIGC, le responsabilità secondo il CONIIl secondo fronte riguarda invece la gestione della candidatura. Il CONI considera il tesseramento un «imprescindibile requisito», ma nella delibera punta il dito soprattutto sull’apparato federale. Si parla infatti di «sinergia delle condotte omissive, negligenti ed elusive ravvisabili nell’operato dell’apparato federale», ritenute responsabili di aver prodotto effetti istituzionali molto rilevanti.Nel documento viene citata anche la mancata rilevazione della «domanda di partecipazione al procedimento», oltre a una «attività di verifica improntata su criteri anomali e irregolari» e a «gravi omissioni, negligenze ed irregolarità nella gestione da parte degli organi direttivi federali».FIGC commissariata: ora Malagò dovrà fare chiarezzaLa delibera, di fatto, non colpisce direttamente Malagò, ma gli organi federali incaricati di controllare l’ammissione dei candidati. Nel mirino finisce la macchina amministrativa della FIGC, con riferimento alla segreteria generale guidata da Marco Brunelli.Ora il commissario dovrà accompagnare la Federazione verso il voto, ma anche chiarire quanto accaduto nella documentazione e nei controlli. Il commissariamento resta un atto pesante per la Federcalcio, anche se la scelta di Malagò indica la volontà del CONI di garantire continuità politica e istituzionale in una fase delicatissima.